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Commento del giorno - Palio, ma Siena non è Ferrara

Pubblicato: domenica 04 giugno 2006 da eugenio

Ci scrive Maria Cristina Magri del forum Il Cavallo per intervenire con un suo articolo sulla strage del Palio di Ferrara sottolineando tutte le differenze fra il Palio di Siena e quello di Ferrara.

Ferrara, ovvero la città che da più di duecento anni non aveva un Palio
(e non era nemmeno il più antico del mondo).

Ultima edizione del Palio di Ferrara, domenica 28 maggio 2006: tre cavalli abbattuti, una succursale di macelleria sotto gli occhi di bambini con le bandierine colorate in mano e adulti che improvvisamente scoprono di non essere davanti allo sceneggiato apparentemente uguale a se stesso delle telecronache estive.

Tre cavalli abbattuti per colpa di chi volendo rubacchiare il successo altrui (leggi il Palio di Siena, catalizzatore di interesse cittadino, storico e turistico con un indotto notevolissimo dal punto di vista economico e spettacolare) pone tutto il suo interesse a replicare sbandieratori, coreografie, chiarine e pinzillacchere ma si dimentica della cosa più importante: la cultura equestre che Siena ha sempre conservato e Ferrara no. Siena ogni anno, due volte l’anno da secoli mette la terra in piazza; Ferrara si è inventata un evento turistico recentissimamente e l’ha copiato solo nelle sue forme esteriori, senza preoccuparsi di impararne i fondamentali.


Siena può contare su secoli di esperienza
dei suoi contradaioli in cavalli e logistica; Ferrara è stata inventata da incompetenti assessori comunali al turismo che non sanno distinguere il concorso ippico di Piazza di Siena a Roma dal Palio di Siena in piazza del Campo (vedi Estense.com L’Ente Palio: ”Non dovrà succedere mai più” del 2 giugno).

Siena ha dovuto imparare per sopravvivere anche oggi ad essere sempre più attenta ai particolari, alle cose che fanno la differenza tra un cavallo morto ed uno vivo: a Siena da anni corrono mezzosangue selezionati per il Palio, meno veloci dei purosangue ed anche differenti morfologicamente per permettere lo spettacolo della competizione in condizioni di maggior sicurezza; a Ferrara hanno usato purosangue ex-galoppatori da ippodromo mandandoli ad ammazzarsi su una pista piena di buche e preparata da gente che un cavallo non sa nemmeno come si muove, sabbia buttata sull’asfalto e via - come mandare delle Formula uno ad un rally, praticamente: peccato che i cavalli non abbiano le sospensioni idrauliche e non si possano cambiare i pezzi rotti.

A Siena il terreno (tufo, per la precisione) è conservato di anno in anno nei depositi comunali e posato con la massima cura in uno strato così spesso da garantire la migliore situazione possibile per la corsa, diminuendo così i rischi di cadute per i cavalli.
A Ferrara il fondo era pieno di buche: se chi lo ha preparato sapesse qualcosa di cavalli al galoppo avrebbe fatto le cose ben diversamente.

L’unica cosa che Ferrara ha davvero uguale a Siena sono i fantini: gli assassini, li chiamano là. Peccato che loro siano proprio gli unici a non avere altro interesse (soprattutto economico) che ad andare il più forte possibile, anche per la propria sicurezza visto che si rischia meno a stare in testa che nel gruppo caotico degli inseguitori.

A Siena attendono e preparano ogni Palio per 364 giorni l’anno, la mossa possono aspettarla ore ed ore, vivono capiscono leggono ogni secondo ed ogni movimento di cavalli e fantini e il mossiere ha tutte le pressioni del mondo – tranne quella di fare presto che nel programma c’è qualcos’altro.
A Ferrara si deve tirare via anche lì, la corsa è soltanto un appuntamento tra gli altri del programma settimanale, la gente non ha abbastanza interesse da poter prolungare più di tanto i preparativi e solo una curiosità, “chi è arrivato primo?”

Siena non ha mai interrotto il proprio legame coi cavalli, Ferrara appiccica il blasone di “Palio più antico del mondo” ad un manifestazione assolutamente slegata dalle tradizioni culturali recenti della città: si sbandiera ai quattro venti che nel 1259 a Ferrara si correvano già i Palii, barando sulla storia reale: la prima testimonianza scritta di un Palio a Siena è del 1239. Purtroppo l’Ente turismo si dimentica di far notare con altrettanta evidenza che non se ne tennero più a Ferrara già dalla primissima metà del milleottocento.

A Siena combattono da secoli per mantenere il loro Palio e negli anni hanno dovuto imparare (per forza o per amore) a fare il Palio più sicuro possibile per i cavalli; a Ferrara non hanno esperienza né capacità, né l’umiltà per andare ad imparare dai senesi quello che a loro manca e se le bugie hanno di solito le gambe corte qui a Ferrara le hanno rotte i cavalli - per colpa di chi deforma la storia reale per inventarsene una a proprio uso e consumo.
.
Si faranno ancora esperienza sulla pelle dei cavalli, ripetendo errori che da anni a Siena non si fanno più?
.
Perché Ferrara negli ultimi duecento anni è stata terra di trotto: ma la debole fantasia di chi bada soltanto a rubacchiare un po’ di turismo storico superficiale non ha nemmeno la conoscenza minima del proprio territorio necessaria a conoscere quali sono, davvero, le sue vocazioni storiche in campo equestre.
E pensare che solo cinquant’anni fa in tutti i paesi della Bassa emiliana la domenica era ancora la giornata del Corso, la gara tra baracchine e domatore dove i tanti appassionati guidatori dilettanti si sfidavano per vedere chi aveva il più veloce, il più elegante, il più splendido trottatore.

[ Maria Cristina Magri, ferrarese ]

» Il palio di Ferrara e i cavalli abbattuti
» Commenti dei lettori sul palio

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69 commenti

Commenti dei lettori

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  • nesta13

    05 giu 2006 - 09:47 - #1
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    Ma io non so chi sia questa signora, ma se è Ferrarese è meglio che taccia visto le scarsissime conoscenze che possiede della propria città. Non capisco dove abbia trovato tutte le corbellerie che ha scritto.

    Cara maria cristina magri(il suo nome merita di essere scritto con le lettere minuscole) è mai stata nella sala dei mesi di palazzo Schifanoia? Ha mai effettivamente letto la storia del palio di Ferrara.
    “Il Palio di Ferrara venne istituzionalizzato dal Comune di Ferrara nel 1279, codificando – tra le leggi – una tradizione popolare di giochi e feste iniziata nel 1259. Gli statuti del 1287, primo vero corpo di leggi promulgato dal Comune di Ferrara, disponevano che il Palio si corresse due volte l’anno: il 23 aprile in onore di San Giorgio patrono di Ferrara, ed il 15 agosto in onore della Vergine Assunta. Le corse dei cavalli, degli asini, delle donne e degli uomini, alle quali chiunque poteva iscriversi, dovevano effettuarsi in quelle ricorrenze alla presenza delle autorità cittadine. Il premio per il vincitore era appunto un palio, cioè un panno di stoffa; al secondo ed al terzo classificato venivano dati in premio una porchetta e un gallo.

    Il tradizionale Palio di San Giorgio si correva abitualmente lungo la via Grande (attuali vie Ripagrande – Carlo Mayr) parallela alla riva del Po, partendo dal borgo della Pioppa fino al Castel Tedaldo (attuale zona dell’Acquedotto). Era tradizione che le associazioni cittadine o qualche comunità del contado offrissero al proprietario del cavallo il drappo in segno di vittoria. Altre corse si tenevano tradizionalmente nelle “delizie” estensi, insieme a battute di caccia, giostre e tornei.

    Nel 1391, quando il marchese Alberto d’Este ritornò da Roma (dove papa Bonifacio IX gli consegnò la “Rosa d’oro”, segno di distinzione della Santa Sede, e la bolla In supreme dignitatis con la quale Ferrara veniva autorizzata ad aprire una sua Università) vennero organizzate in suo onore tre corse di cavalli, una di asini, due di uomini e una di donne. Sono rimaste celebri, nella storia, anche la parata ed il Palio del 1471 in onore di Borso d’Este che ritornava da Roma dopo aver ottenuto da papa Paolo II il titolo di duca di Ferrara ed altri privilegi. Grande risonanza ebbero le corse al tempo del duca Ercole I (1471-1505) e della moglie Eleonora d’Aragona: se Ercole era fuori città era la duchessa che faceva proclamare il bando del Palio e che presenziava alle corse. A quel tempo le corse si tenevano anche per sottolineare avvenimenti particolari come nascite, matrimoni, visite di personaggi importanti e nemmeno le disastrose rotte del Po potevano fermare la festa, che veniva semplicemente rinviata.

    Delle corse al palio è rimasta memoria negli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia dove sono raffigurati uomini, donne, il duca Borso, la corte, dame e nobili cavalieri che assistono dai balconi dei loro palazzi sullo sfondo di una città addobbata a festa. Durante il Rinascimento le corse ferraresi erano rinomate anche perché molte famiglie nobili vi partecipavano con i cavalli delle loro scuderie. Nel 1466 re Ferdinando di Napoli volle provare a Ferrara la velocità dei suoi cavalli; nel 1475 i Gonzaga, marchesi di Mantova, parteciparono al palio con 19 cavalli vincendo l’ambito drappo, mentre il secondo posto fu appannaggio di un cavallo di Sigismondo d’Este; nel 1499 la vittoria arrise ad un cavallo di Isabella d’Este. Dalle cronache sappiamo che il premio per la corsa dei cavalli del 1481 fu un panno d’oro riccio color cremisi di braccia 14, con un bel cimiero in aggiunta.

    Le tradizionali corse al Palio erano una grande festa di popolo, essendo aperte a chiunque volesse partecipare. A quelle corse, in seguito, se ne aggiunsero altre (specialmente durante il ducato di Ercole I) di carattere più aristocratico, che si tenevano nella parte del Barco più vicina alla città: il “Barchetto del duca”.

    Per quanto riguarda la corsa delle putte – che si correva da Santa Maria delle Bocche (angolo Gioco del Pallone) alla porta di Gusmaria – ci rimane un editto con il quale il duca Ercole I invitava qualunque persona de qualunque borgo della sua città sua de Ferrara a mandare soe pute de anni XII in suso a correre al palio insieme ad altre ragazze honeste ed dabene. La prima arrivata avrebbe ricevuto un braccio di panno verde e alle successive quindici il duca avrebbe offerto pignolato novo per un guarnello: quel 23 Aprile 1476 corsero ben 57 ragazze. La corsa degli uomini si teneva dall’angolo di San Pietro alla porta di Gusmaria, mentre quella degli asini si svolgeva dalla porta di Sotto alla porta di Gusmaria.

    Durante il XVI secolo il campo delle corse venne spostato nelle strade più ampie dell’Addizione Erculea, realizzata da Biagio Rossetti, dalla Giovecca alla via degli Angeli (attuale corso Ercole I d’Este) e alla via di San Benedetto.

    Dopo la devoluzione dello Stato Estense alla Santa Sede (1598) le feste continuarono, ma erano più che altro legate alle allegrezze del carnevale. Le notizie di corse vere e proprie si fanno sempre meno frequenti, mentre prevalevano balli e corsi mascherati. Nella prima metà dell’Ottocento si ritrova qualche sporadica corsa di cavalli, sostituita definitivamente dalle corse dei sedioli fino al 1860. Negli anni ’30 Guido Angelo Facchini riprese la tradizione estense che, dopo un’altra lunga interruzione, venne ripristinata nel 1967.

    lei dice:”a Siena da anni corrono mezzosangue selezionati per il Palio, meno veloci dei purosangue ed anche differenti morfologicamente per permettere lo spettacolo della competizione in condizioni di maggior sicurezza; a Ferrara hanno usato purosangue ex-galoppatori da ippodromo mandandoli ad ammazzarsi su una pista piena di buche e preparata da gente che un cavallo non sa nemmeno come si muove, sabbia buttata sull’asfalto e via - come mandare delle Formula uno ad un rally, praticamente: peccato che i cavalli non abbiano le sospensioni idrauliche e non si possano cambiare i pezzi rotti.”
    Ma lei sa da quanto accade che corrono con i mezzo sangue a siena? sa il perchè corrono con i mezzo sangue a siena? lo sa che morfologicamente è vero che un mezzo è più resistente di un puro, ma che muore uguale con le stesse cause per cui sono morti a ferrara…E’ per caso in possesso di foto che testimoniano che la pista ferrarese era piena di buche? lo sa che il fondo della pista non è un sabbione come dice lei??? è informata delle enormi corbellerie che sta dicendo???Lo sa che la pista ferrarese è una delle più trattate in italia?

    Si vergogni

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 10:22 - #2
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    Rispondo a Nesta (con la lettera maiuscola, visto che io non sono così maleducata da chiamare una persona con le minuscole per farle dispetto, nemmeno se questa si nasconde dietro un nick-name mentre io ho l’abitudine di usare sempre il mio nome per esteso):
    tutte le notizie che lenca sono da me ben conosciute, ma forse non ha capito il problema.
    Io contesto il fatto che Ferrara si inventi di aver SEMPRE CONTINUATO A FARE I PALI.
    Anche il sito del Palio di Ferrara elenca con molta enfasi tutte le notizie storiche che lei riporta, centinaia di righe: una soltanto però, l’ultima in fondo, per dire che è dall’ottocento che non ne facevano più…fina quando per comodo turistico non è stato meglio riesumare la “tradizione”.
    La stupirà inoltre, signor o signora Nesta sapere che in TUTTE le città di anche infima importanza nel Rinascimento (e anche nel seicento, l’abitudine si è cominciata a perdere nel settecento) si correvano decine di Palii l’anno.
    Erano una abitudine comunissima per festeggiare festività, matrimoni dei potenti, occasioni particolari.
    Peccato che la gente non conosca la propria storia, non è vero?

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 10:27 - #3
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    Dimenticavo: la pista ferrarese era un disastro di ignoranza.
    Ci avranno forse lavorato molto (e se lo dice lei….ma chi è er dare questo parere, uno degli organizzatori???) ma sicuramente ci hanno lavorato MALISSIMO.
    E’ la qualità che serve, nno la quantità del lavoro.
    Poi, per sua conoscenza: i mezzosangue no li usano solo “perchè sono più robusti”, li usano sopratutto perchè sono MENO VELOCI.
    Se dietro la sua permalosità si nasconde un ferrarese organizzatore, si faccia un esame di coscienza nel buio del suo nick-name: perchè è evidentissimo che Lei di cavalli non ne sa nulla, se ignora questo.

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    05 giu 2006 - 10:28 - #4
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    Carissimi tutti, apprezzo la vostra passione per i cavalli e apprezzo che i vostri punti di vista siano diversi. Questo arricchisce la discussione. Vi chiedo pero’ di concentrare i vostri commenti sui fatti, evitando di usare appellativi coloriti nei riguardi degli altri commentatori. Censurare i commenti non mi piace proprio. :-)

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    Salve, volevo “rubare” un po’ di spazio a questo blog per rispondere punto su punto a Maria Cristina Magri che è prodiga di imperfezioni ed imprecisioni.
    Innanzitutto mi presento. Mi chiamo Daniele Malossi e sono il responsabile del gruppo musici del Borgo San Luca, contrada facente parte l’Ente Palio Città di Ferrara.

    Per prima cosa puntualizziamo alcuni fraintendimenti. Ferrara ha il Palio più antico del mondo. Il primo Palio documentato da alcuni affreschi che si possono osservare a Palazzo Schifanoia, si corse nel 1259. Mentre per il Palio di Siena la presenza certa di contrade fu nel 1499 alla quale parteciparono 5 contrade (qualche contrade era pronta nel 1489).

    Ancora una correzione. Domenica 28 maggio 2006 due cavalli abbattuti e non tre.
    Il Palio di Ferrara non vuole rubare nessun successo a nessun altro Palio. Il Palio di Ferrara è fine a se stesso e non ha nulla a che fare con il Palio di Siena.
    Il Palio di Ferrara è invero catalizzatore di interesse cittadino. Le contrade infatti contano circa 2000 iscritti ed alla fine di maggio creano cortei e coreografie che coinvolgono più di 3000 persone. Il che è piuttosto rilevante in una cittadina di 140.000 unità.
    Il Palio di Ferrara non replica sbandieratori, tamburi e chiarine ad alcun altro palio. I nostri sbandieratori, tamburi e chiarine hanno, oltre che un importantissimo riflesso storico che gli stessi del Palio di Siena non hanno (sbandieratori e tamburi erano utilizzati in battaglia per segnalare posizioni e per annunciare diversi tipi di tattiche da adottare), anche un’importanza a livello nazionale in quanto rappresentano il top per la loro categoria a livello italiano (primissimi posti della Federazione Italiana Sbandieratori).
    La Signora Cristina poi paragona inspiegabilmente e succesivamente la cultura equestre con coreografie ed altro. ??!?!?

    Ferrara non si è inventata nulla. Il Palio è storia anche per noi. Ed anche Ferrara mette la terra in piazza esattamente come Siena. Ferrara non ha copiato nulla se non dalla sua storia.
    Il Palio di Ferrara non è stato inventato da incompetenti assessori comunali al turismo ma è stato reintrodotto dopo uno stop di 107 anni (dal 1860), dal Guido Angelo Facchini (che non era assessore) che negli anni ‘30 riprese la tradizione. Il primo Palio dell’era moderna si corse nel 1967.

    Siena ha dovuto certo imparare per sopravvivere, ma a Siena, nonostante la pista in tufo, muoiono (o sono morti) perchè azzoppati decine di cavalli. A Ferrara invece, con questi due, sono tre i cavalli che purtroppo abbiamo visto morire.
    La velocità raggiunta dai cavalli nei due pali è pressochè identica. I mezzosangue a Siena raggiungono velocità intorno ai 40 km/h. A Ferrara coi purosangue, idem.
    A Ferrara si usano purosangue ex ippodromo salvandoli dal macello assicurato per loro al 90% (quel 10% sta nelle tasche di qualche maneggio o fantino).
    Sul fatto che si rischi meno a stare in testa, credo che la Signora Cristina abbia fatto un grosso errore di valutazione: un fantino cade in testa e viene rullato dagli inseguitori; un fantino cade in coda e non viene rullato da nessuno.
    A Ferrara i contradaioli preparano in palio 364 giorni l’anno. Lo fanno trascurando, ahinoi, anche la nostra famiglia.
    La contrada è una fede. Una famiglia.
    A Ferrara la mossa si aspetta anche per ore. E così è già successo.

    Il Palio di Ferrara è il più sicuro per i cavalli in assoluto. Lo dimostrano la quantità di incidenti RISIBILE in confronto ad altri pali.
    La Signora Cristina si dimentica di far conoscere il bollettino dei cavalli azzoppati del Palio di Siena.
    Al Palio di Ferrara i cavalli sono controllati per ogni piccola cosa. Arriviamo persino alla radiografia e non è la prima volta che molti cavalli non vengono neppure fatti partire a causa di “difetti” che a Siena avrebbero fatto sbellicare anche il più “animalista” dei contradaioli.

    Ferrara ed il suo Palio hanno una splendida e viva tradizione che nessun’altro Palio potrà portarci via.
    La Signora Cristina, ferrarese perduta, è stata probabilmente rinnegata dalla propria città, ancora prima che dalla propria tradizione.
    E la Signora Cristina finge probabilmente di non conosocere alcunchè dei cavalli e delle loro caratteristiche.

    Lo dico come dirigente di contrada e lo dico come iscritto alla LAV.

    Faccia un’esame di coscienza.

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 10:52 - #6
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    Per il signor Daniele:
    la prima testimonianza scritta su un Palio a Siena è del 1239 (Archivio della Biccherna, consultabile).
    Per me francamente vent’anni in più o in meno non sembrano un problema, ma chi si vuol chiamare “più antico del mondo” dovrebbe essere corretto.
    Od onesto.
    Poi, mi vuol chiamare “tradizione sentita e secolare” una cosa che (a parte i revival del ventennio di buona memoria, anche quelli comuni a TUTTA la penisola) parte dal millenovecentosessantasette?
    39 anni di lunga, sentita, tradizionale partecipazione?
    Whow, sta a vedere che a Ferrara si diventa antichi prima che altrove…..

  • nesta13

    05 giu 2006 - 10:57 - #7
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    Guardi che il fatto che lei abbia scritto un sempilce nome composto e un semplice cognome questo non vuol dire che questi siano reali.
    Io le potrei dire che son mario rossi e ha lo stesso valore del suo nome.
    Ahimè di palio un pò ne mastico visto che sono un contradaiolo da 20 anni e come da tanti anni a questa parte anche quest’anno ero dentro l’anello di piazza ariostea.. Io tutte queste buche sinceramente non le ho viste ed è per quello che le chiedo se è in possesso di foto che testimoniano ciò… la differenza tra mezzo sangue e purosangue la conosco benissimo, ma quello che ho cercato di spiegarle prima è che la differenza è minima, nel senso che si azzoppano sia quelli che i puri…faccia un sondaggio nei vari paliotti italiani di mezzo sangue e veda quanti incidenti avvengono…
    Quello che lei scrive è un accanimento verso la manifestazione ferrarese in tutto e per tutto che non può essere solo stata scaturita dalgi incidenti del 28 maggio.. sicuramente c’è qualcosa di più..
    Come dice Daniele a Ferrara gli incidenti per le corse dei cavalli sono state rarissime, si contano 3 cavalli morti… a differenza di tutti gli altri palii..
    Signora Cristina lei mastica di palio?

  • nesta13

    05 giu 2006 - 11:01 - #8
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    visto che la pista ferrarese è un disastro di ignoranza, lei come l’avrebbe “costruita”? in tutto e per tutto?
    Preciso che non faccio parte del comitato organizzatore

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 12:37 - #9
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    Mi spiace, ma Maria Cristina Magri è il mio vero nome; di solito sui forum mi firmo Cantalupo (che è il paesino ferrarese dal quale proviene la mia famiglia), anche se abito a Modena da un paio di generazioni), ma in calce metto sempre la mia firma.
    E comunque, il sangue non è acqua e il mio è ferrarese per quattro quarti.
    Quando avrò bisogno di nascondermi, chiederò a qualche esperto un buon nick.
    Io non mi permetterei mai di dare il mio parere su come fare una pista per far galoppare i cavalli, non sono abbastanza esperta: ma il sindaco di Ferrara aveva a disposizione le osservazioni fatte dai fantini gli anni scorsi, che non sono state assolutamente prese in considerazione.
    Bastava che qualcuno li avesse ascoltati, loro sì che se ne intendono di piste, cavalli e galoppi.
    Inoltre, essendo gli unici oltre ai cavalli a rischiare veramente qualcosa hanno davvero interesse a migliorare le condizioni di quello che è il loro lavoro; poi, se nessuno li ascolta, loro sono pagati per correre e corrono.
    Non c’è un parere migliore del loro, per inventarsi un palio dal nulla…ma sa com’è, quando bisogna far finta di essere esperti si fa fatica a chiedere i consigli altrui.

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 12:40 - #10
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    Dimenticavo, i tre cavalli abbattuti che sono “solo” due, signor Daniele: quando ho scritto questo pezzo, sembrava si dovesse abbattere anche il terzo.
    Mi dica, in tre giorni è guarito così completamente da poter essere considerato guarito? potrà tornare a guadagnarsi la biada, o sarà solo uno dei tanti cavalli che rischiano il macello perchè inabile al lavoro attivo per colpa dell’ignoranza umana?

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 12:57 - #11
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    Ancora per il signor Nesta13 (perdoni se le ho abbreviato il “nome”…): se conosce benissimo la differenza tra purosangue e mezzosangue mi stupisco di averle dovuto ricordare il fattore velocità.
    In quanto al fattore morfologico abbia pazienza, ma allora se è così poco importante come dice lei perchè sui libri genealogici e su iregistri di razza di tutto il mondo, di tutti i cavalli si fanno tante fisime su un centimetro in più o in meno di circonferenza stinchi??? forse non hanno chiesto il suo parere di contradaiolo, santapaletta che omissione imperdonabile.
    magari in realtà quel centimetro in più o in meno vorrà dire qalcposa, chissà? ma fa lo stesso, abbiamo davanti a noi secoli di tempo per farci esperienza!!!! ce n’è di cavalli scartati dalle piste da mandare ai vari palli e paliotti di periferia, finchè si vuole.
    A proposito, Le confido una cosa: a me di palii o paliotti non ne piace nemmeno uno, accetto quello di Siena perchè mi sono resa conto, cercando di capirli, quanto i senesi amino sia il loro palio che i cavalli.
    Li amano così tanto da non averli MAI dimenticati, e questo è importante per un motivo ben preciso, che le spiego volentieri: le esperienze si trasmettono da persona a persona, di generazione in generazione.
    una generazione possiamo quantificarla in 25 anni, più o meno. Se una cosa si sapeva solo per trasmissione orale, basta fare un salto di una generazione per perdere tutto, tabula rasa.
    A Ferrara è da duecento anni (non centocinquanta come dice Daniele, sul sito del Palio ferrarese gli organizzatori stessi scrivono che è finito tutto all’inizio del milleottocento) che non si correva un palio.
    Quante generazioni di sapere e di esperienza sono saltate?
    A Siena, chi mette la terra in piazza ha dietro di sè secoli di tradizione ininterrotta, di esperienza utile a disposizione.
    Sbaglieranno tante cose, ma di sicuro non lasceranno un abuca dove galoppa un cavallo.
    Per le buche, chiedere ai presenti fantini, se qualcuno si volesse degnare di ascoltarli per una volta.

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 12:58 - #12
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    p.s. purtroppo ho mandato il messaggio senza correggerlo, chiedo venia per gli errori di battitura ma sono un po’ di fretta.

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 13:00 - #13
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    Ultimo, poi vado: non mastico di Palio, io non sono dalla parte di nessuna città, di nessun palio, dinessuna contrada: io sono solo dalla parte dei cavalli.

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    Io mi chiedo come Lei, amante dei cavalli, possa accettare il Palio di Siena. Quanti cavalli sono morti durante il Palio?
    Nulla paragonabile al Palio di Ferrara.

    Ci tengo a precisare che quel “solo due cavalli” non è stato scritto dal sottoscritto ma da Lei, Signora Cristina. Io non considero la morte di un cavallo in pista una cosa da poco e ho pianto amaramente quando è accaduto il disasatro.
    Il cavallo di San Benedetto è in via di guarigione ed è stato acquistato dalla figlia del suo attuale proprietario. Ci ho tenuto a specificare che si trattava di due cavalli perchè su certi blog dove la disinformazione regna sovrana, si è parlato addirittura di quattro…

    Poi. L’ultimo palio corso a Ferrara risale al 1860. Quindi sono 107 anni. Ovvio che non sono pochi, ma non sono nemmeno 200. E ad ogni modo a Ferrara, che siamo tornati a correre il Palio, sono 40 anni, tant’è che il Palio di Ferrara è considerato, insieme a Legnano, uno dei pali minori dopo Siena.

    A Siena non metteranno buche in pista ma di fatto si azzoppano animali su animali.
    Giusto per mettere in evidenza quanto “i senesi amino i loro cavalli”.

  • Francesco Mantovani

    05 giu 2006 - 13:58 - #15
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    Senza offesa, ma è evidentemente chiaro che lei non ha nessuna conoscenza (e soprattutto non ha essun interesse ad averla) del Palio di Ferrara, una manifestazione che non potrà vantare sicuramente la tradizione e la storia del Palio di Siena, ma questo ha una spiegazione semplice ed evidente. Il nostro Palio parte da presupposti completamente diversi, sia storici che organizzativi.
    Non voglio perdere il mio tempo a dirle quali e quanti sono, anche perché l’elenco sarebbe molto lungo, però una cosa certa posso indicargliela. Non è sufficiente visitare un sito, leggere gli articoli dei quotidiani, i post sui forum o ascoltare i “sentito dire” per esprimere un’opinione perlomeno ragionevole su Palio di Ferrara e su ciò che è accaduto domenica 28 maggio. Piuttosto, lei non considera per niente l’enorme mole di lavoro compiuto dai responsabili corse di tutte le contrade per capire come funzionano i palii di tutta Italia, non solo quello di Siena. Vede, queste persone sono in giro tutto l’anno e conoscono benissimo ogni palio che vale la pena conoscere. Lei invece, in base alle idee che esprime in merito al nostro palio, dimostra un’assoluta ignoranza in materia.
    “A Siena combattono da secoli per mantenere il loro Palio e negli anni hanno dovuto imparare (per forza o per amore) a fare il Palio più sicuro possibile per i cavalli; a Ferrara non hanno esperienza né capacità, né l’umiltà per andare ad imparare dai senesi quello che a loro manca e se le bugie hanno di solito le gambe corte qui a Ferrara le hanno rotte i cavalli - per colpa di chi deforma la storia reale per inventarsene una a proprio uso e consumo”.
    Sono senza parole… anzi, ne ho alcune ben chiare stampate in testa.
    Lei non ha assolutamente idea di cosa siano le contrade di Ferrara, e posso dimostrarglielo quando vuole. La invito, pertanto, prima di esprimere giudizi che sono frutto di un evidente atteggiamento mentale di supponenza e costruiti su principi di parzialità, a visitare le nostre sedi, conoscere la nostra gente, capire come ha vissuto la terribile esperienza di domenica scorsa. Poi sarà libera di mantenere intatta la propria opinione, ma sono sicuro che non potrà permettersi più evidenti errori di giudizio.
    E’ sicura, dalla posizione arroccata di un blog, di poter esprimere un’opinione obiettiva? Senza voler suonare minaccioso, la invito a documentarsi meglio e a guardare un po’ più il là di ciò che ritiene di conoscere così bene. Forse scoprirà che l’affetto nei confronti degli animali non manca nemmeno a Ferrara, e come tutte gli eventi umani, il nostro Palio è una manifestazione perfettibile. D’altronde, secoli di storia ed esperienza non hanno evitato nemmeno a Siena, in anni molto recenti, incidenti gravi (es. l’incidente occorso nel 2004 al cavallo del Bruco Amoroso, che è andato a sbattere contro il colonnino della curva di San Martino). “I dati che fornisce la LAV dicono che dal 1970 al 2005 sono morti complessivamente 47 cavalli, considerando sia quelli feriti durante la gara e abbattuti successivamente lontano dalle telecamere, sia quelli morti durante gli interventi”. Se sono dati falsi, se la prenda con l’enciclopedia online ‘Wikipedia’. Però le consiglio, prima, di documentarsi con attenzione.

    Francesco Mantovani

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 14:45 - #16
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    Caro Francesco,
    i due cavalli abbattuti ed il terzo azzoppato rendevano perfettamente l’idea anche “dai blog”, mi creda.
    Poi, se lei stesso mi dice che è una manifestazione che non può avere la tradizione del palio di Siena, mi conforta nelle mie opinioni (magari sia così gentile da spiegarlo anche a quelli che insistono nel crederlo tradizionale ed antico, grazie).
    Per quel che riguarda Wikipedia, guardi che io non ho assolutamente inteso contestare i dati:
    semplicemente troverei utile alla discussione che si vedessero e conoscessero le statistiche di cavalli abbattuti, anno per anno.
    Badi, è una statistica che non conosco e che non ho a disposizione: ma se tutto quello che si è fatto a Siena per migliorare la sicurezza è vero ed ha un senso, gli incidenti mortali dovrebbero essere diminuiti man mano, non le pare?
    Non trova che sarebbe utile sapere queste statistiche anno per anno, invece di fare un mucchione trentennale?
    Perchè vede, servono cose utili, non litigi fumosi e senza rislutati pratici.
    Ai cavalli delle chiacchiere voute non interessa un beato piffero, mi creda.
    Quindi, se magari fosse evidente che cercando di migliorare le cose le cose effettivamente migliorano, statistiche al amano…..sia mai che risparmiamo un par di secoli di mattanze, a Ferrara.
    Perchè alla fine se si faranno solo chiacchiere o se invece veramente si farà qualcosa per migliorare le condizioni della corsa non saranno le mie chiacchiere sul blog o le sue o quelle di altri, a dichiararlo.
    Sarà il prossimo Palio di Ferrara.
    Io spero che l’esperienza di quest’anno serva, che servano le critiche, che serva la rabbia e che servano le discussioni.
    L’unica cosa che non serve è far finta di niente, ch eno nesista un problema.
    Grazie per il suo modo civile di replicare al mio intervento, è un piacere poter esprimere le proprie opinioni con chi anche pensandola in modo diverso rispetta le persone a fatti (e non solo gli animali a aprole, e questa è una frecciatina non diretta Lei).

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 15:04 - #17
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    Caro Daniele,
    ma se ammette lei stesso che sono soltanto quarant’anni che si rifà il Palio a Ferrara, mi può spiegare per cortesia come si può considerare tradizionale? o storicamente connesso al tessuto sociale della cittadina? eppure mi ha fatto tutta la lezioncina sull’antica storia solo il post precedente.
    Ed il tutto, mi perdoni, per giustificare una cosetta che evidentemente ha qualche problema visto le spettacolo cui abbiamo assistito l’altro giorno?
    Poi mi scusi, lei fa parte dei contradaioli di un palio e IO (che non ho mai visto un palio dal vero in vita mia) dovrei venire a giustificare a LEI il palio di Siena, città con la quale non ho nessuna parentela? mi pare un po’ assurdo, ne convenga.
    Poi, visto che io non conosco il Palio di Ferrara, mi viene la curiosità di sapere (e spero che qualcuno degli appassionati contradaioli me lo possa dire) quanti pali si sono corsi a Ferrara dal 1967 (che a questo punto mi pare di poter considerare il giorno Natale del tradizionale palio), quali cavalli hanno partecipato (ex-psi da galoppo? cavalli del Palio di Siena? cavalli dei maneggi vicini con cavalieri prorpietari o fantini professionisti) e quanti incidenti gravi sono occorsi.
    Vi ringrazio per l’aiuto, è una cosa che mi interessa davvero.

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    Spiace sentirsi dire che Francesco è stato, a quanto pare, l’unico ad esprimersi civilmente. A me pare di non aver mai esasperato i termini del discorso.
    E ad ogni modo mi fa un po’ sorridere il finale del discorso nel quale Lei si compiace del suo interlocutore che, esattamente come abbiamo fatto noi, si è profuso nella difesa degli animali a parole…
    Ad ogni modo confermo i dati di Francesco. Circa 50 animali morti dal 1970 ad oggi.

    Concordo poi pienamente con Mantovani che dice che il nostro Palio non ha nulla a che fare con quello di Siena. Da quel “magari sia così gentile da spiegarlo anche a quelli che insistono nel crederlo tradizionale ed antico, grazie” pare che sia io che Nesta13 afferminamo il contrario. Il che non si evince però da alcun passaggi dei nostri post.
    Tante cose sono da fare per migliorarsi a Ferrara e noi amanti del Palio e veri contradaioli ci stiamo battendo per non vedere mai più quello che si è visto domenica in piazza.

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 15:14 - #19
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    A proposito della ferrarese perduta, permettetemi di sbellicarmi dalle risa: sarei perduta come ferrarese se non avessi un po’ di sangue e qualche idea personale nella testolina, altro che storie. Andatevi un po’ a leggere cosa dicevano i relatori di Bonaparte al loro boss, a proposito dei sudditi estensi :-))))))))))…..come vi dicevo, la storia riserva sempre delle sorprese.
    Ah già, dimenticavo, ma la storia oggi è quella che vuole la pubblicità della pro-loco comunale, non quella scritta nei documenti ufficiali…
    Beh che fate, non ridete? ma se era una battuta :-)))…..

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 15:20 - #20
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    Caro Daniele, lei col suo messaggio e il “ferrarese perduta” mi haprofondamente offeso.
    Io posso fare del mio meglio per non offendere gli altri, ma ho il mio orgoglio che anche se contradaolo è profondamente, inguaribilmente, decisamente ferrarese.
    Per cui, non se la prenda se non l’ho inclusa nel mio apprezzamento di prima.
    L’ho fatto a modo mio nel messaggi oprecedente, scherzandoci su, e spero che riesca a comprendere anche un modo meno ufficiale di apprezzare il confronto.
    Però, sincerità per sincerità e cortesia per cortesia, veda di fare qualcosa per quel “ferrarese perduta” che mi sta facendo rivoltare il sangue, santapaletta :-)
    Il resto a dopo - e non incartiamoci sull’hodettnonhodetto, basta rileggere i messaggi no?

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 15:20 - #21
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    Uff, perdonate la fretta, errata corrige: ilmio orgoglio “NON è contradaiolo”…etc. etc. etc.

  • nesta13

    05 giu 2006 - 15:33 - #22
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    Io mi chiedo come Lei si dica amanti dei cavalli e allo stesso tempo amare il Palio di Siena… Guardi che è un connubio che non va molto d’accordo..

    Lei è una persona che cè l’ha a morte con la prorpia città e in particolar modo con il palio di Ferrara ignorando che come a Ferrara queste Tragedie capitano ovunque.

    Lei sa quanti mezzosangue corrono al palio di Siena? Lei sa quanti ne muoiono ogni 2 anni? Lei si lamenta della pista di Ferrara,ma ha mai guardato dal vivo,visto che si intende così tanto del palio di siena, cosa vuol dire affrontare una curva san martino e una curva casato? sa quale stress subiscono i cavalli?? lo sa che prima del palio i cavalli fanno:prove notturne, tratta, tutti i giorni la settimana del palio fanno 2 prove, una alla mattina e una alla sera? lo sa questo? E secondo lei in tutti questi anni mai nessuno si è rotto?
    sa qual’è l’enorme differenza tra noi e il Suo palio senese? in tren’anni a ferrara,purtroppo sono morti 3 cavalli. Io un bel nick name per lei lo avrei…
    Facile lanciare il sasso e tirare indietro la mano.. Lei ha scritto un articolo dando degli ignoranti a coloro che fanno la pista a Ferrara, e quindi lei dovrebbe per lo meno avere un’idea di come migliorarla, altrimenti con che metodo di giudizio da degli ignoranti a coloro che organizzano il palio ferrarese?

    Ultima cosa Lei parla di Fantini: Lei ha mai in qualche modo avuto modo di conoscere all’interno di una corsa questi “supereroi”? Lei sa quali sono le cause dell’incidente di Ferrara?
    Lei sa perchè BAo NEro si è spezzato le Gambe? Per la Pista? NO mia cara, ma per inettitudine del fantino che lo montava, arrivato troppo forte alla curva e totalmente ignorante nel gestire il cavallo nella caduta.. Se tutti ascoltassero i fantini per le condizioni della pista bisognerebbe fare 8 tipi di pista diversa..quello che lavuole veloce, quello che la vuole mordbida, quello che la vuole sabbiosa, quello che lo vuole dura ecc ecc. pensa cha in altri pali ciò non capiti?
    Lei pensa che all’ippodromo o in qualunque altra pista ciò non capiti?

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    Ma come?!? Mi sta dicendo che non deve giustificare il Palio di Siena dopo che si è profusa per ben 858 parole in suo favore?

    Io non intendo chiederle giustificazioni. E’ Lei che difende ed indora il Palio di Siena ed è quindi a Lei che io mi rivolgo come interlocutore primario.
    Frasi del tipo “catalizzatore di interesse cittadino, storico e turistico con un indotto notevolissimo dal punto di vista economico e spettacolare”, non sono forse una giustificazione per tale manifestazione?

    Oppure: “A Siena attendono e preparano ogni Palio per 364 giorni l’anno, la mossa possono aspettarla ore ed ore, vivono capiscono leggono ogni secondo ed ogni movimento di cavalli e fantini e il mossiere ha tutte le pressioni del mondo – tranne quella di fare presto che nel programma c’è qualcos’altro. A Ferrara si deve tirare via anche lì, la corsa è soltanto un appuntamento tra gli altri del programma settimanale, la gente non ha abbastanza interesse da poter prolungare più di tanto i preparativi e solo una curiosità, “chi è arrivato primo?”
    Questa frase forse non cerca di trovare meriti nel Palio di Siena?

    Oppure quando parla dei senesi che non hanno mai interrotto il legame coi cavalli, oppure quando scrive che a Siena non si fanno più di certi errori?
    Non è forse una giustificazione? Non è forse parlar bene di qualcosa a discapito di un’altra?
    Beh cara Signora Cristina, non mi venga a dire ora che lei non deve giustificare il Palio di Siena visto che l’ha fatto già diverse volte.

    Per quando riguarda la connessione al tessuto sociale del Palio alla cittadinanza, forse è avvalorata dalle 3000 persone che ogni anno sfilano il terzo sabato di maggio; oppure dalla convenzione economica in essere col Comune di Ferrara; oppure dalle 8 sedi delle contrade ferraresi; oppure dai concerti jazz che ogni anno organizza Santo Spirito; oppure dalla sagra di 18 giorni messa su da San Luca; oppure dalla giostra medievale di San Giacomo………..
    E via dicendo…..

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 15:41 - #24
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    Mah, guardi, ragionando così da incompente:
    1)il fantino sta sopra il cavallo
    2)se cade il cavallo cade anche il fantino
    3)le ossa dei cavalli hanno le stesse caratteristiche tecniche delle ossa dei fantini
    4)se si cade è facile rompersi un osso, o magari anche due o tre
    5)nei pali corrono con tutte le loro ossa i fantini e non la signora Maria Cristina Magri (nome vero) o signor Nesta13 (nick-name)
    6)i fantini son opagati per correre e corrono anche se la pista è brutta senza usarla come scusa….
    …..sì, io ascolterei il parere dei fantini.
    Che mi perdoni caro signor Nesta, ma mi sembrano (dalle repliche che ho avuto qui fino a questo punto) gli unici coinvolti a saper veramente qualcosa di cavalli.
    Quindi mi dica, perchè non ascoltarli? perchè si deve vedere i responsabili di un macello del genere nascondersi dietro vuote chiacchiere ed etichette sbagliate?
    A me fa rabbia, una gran rabbia

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 15:54 - #25
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    Per Daniele, che amerebbe esser riconosciuto civile ma rifiuta di comportarsi in modo gentile:
    si rilegga per bene i miei post, poi provi a vedere se difendevo Siena o criticavo Ferrara con un esempio pratico.
    Se non apprezz ailmio modo di argomentare, posso trovargliene un altro: il palio di Ferrara è esattamente come quello di Ivrea.
    Cosa dice, va meglio così?
    Siena non ha nessun bisogno di essere difesa da me, e poi il problema qui era forse Siena??????
    A me sembra che stessimo parlando dei cavalli abbattuti a Ferrara.
    Ma mi dica, tanto per approfondire la tradizionale sfilata: 41 annifa, quante persone sfilavano a Ferrara in occasione del Palio?
    Tremila come oggi che è stato pubblicizzato come “il più antico del mondo” ed a tal uopo opportunamente finanziato? oppure un pochino meno, forse?
    E mi dica, se non veniva pubblicizzato come “il più antico Palio del mondo” i finanziamenti sarebbero stati trovati così facilmente?
    E poi, tanto per capire il livello del legame tradizionale della città coi cavalli: è possibile, per il regolamento municipale di Ferrara, circolare con un cavallo per le vie della città?
    Poi caro signor Daniele, che cosa caspita c’entra il jazz con la sicurezza dei cavalli dureante la corsa del palio???

  • Daniele

    05 giu 2006 - 16:11 - #26
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    Civile è il modo di esprimersi ma se Lei definisce modo non gentile quello di metterla costantemente in buca, allora non sono gentile.

    Il problema qui non è Siena? Ah non lo venga a dire a me. Non sono io che uso il Palio di Siena per fare degli esempi. E non sono nemmeno io che lo paragono costantemente a quello di Ferrara.

    Suvvia. Certe considerazioni fatte da Lei sul Palio di Siena sono quanto meno “appassionate”.
    Se il Palio di Ferrara è uguale a quello di Ivrea non ne ho la più pallida idea. Me ne parli Lei invece, senza usare per una volta un metro di giudizio basato sul Palio “catalizzatore di interesse cittadino, storico e turistico con un indotto notevolissimo dal punto di vista economico e spettacolare”.
    Fin quando non la smetterà di iniziare un paragrafo con la parola Siena, io non la smetterò di dire che lei ci sta pragonando al suo Palio.

    Del resto non conosco la legislazione vigente a Ferrara in termini di circolazione di cavalli. Posso solo dire che ne ho visti alcuni circolare.
    Ovviamente non liberi come le mucche in India.

    A Siena pascolano come le mucche sacre in India?

  • nesta13

    05 giu 2006 - 16:13 - #27
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    Sig.ra Cristina lei mi ha fatto un elenco numerico con in mezzo un milione di volte la paorle OSSA. Se Lei legge l’intervento in cui nesta13(nick-Name) scrive che a Ferrara l’incidente più grave è avvenuto per inettitudine di un fantino, mi dice dove e come collocare la Sua risposta? ho capito che se si cade ci si posson rompere le ossa..
    Mi permetto di dirLE un’ultima cosa.. Il suo utlimo intervento per me è uno zibaldone di parole e frasi che parlano del palio di Ferrara buttate qui e la senza filo logico in cui denoto una continua contraddizione..

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 16:38 - #28
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    Mi sa tanto che in buca ci sia lei, caro Daniele:
    ma le spiego comunque, il Palio di Ivrea è un’altra invenzione turistica tradizional-recente dove si ammazzano cavalli per una pista troppo veloce.
    Esattamente come quella di Ferrara.
    E la mi apassione sono solo i cavalli, ma lei non può capirlo, perchè è un contradiaiolo di un quartiere che fa un palio…senza conoscere i cavalli.
    Strano, non le pare, per essere una cosa così tradizionale e sentita e di antica data?
    La legislazione se non la sa gliela dico io (ma gliela potranno confermare anche i Vigili, basta una telefonata): a Ferrara (ma anche in molte altre città, non si preoccupi) i cavalli montati non possono circolare (quindi nno solo liberi com emucche secondo il suo esprimersi, ma nemmeno montati, con la sella e un omino che tiene le redini in mano e dice al cavallo vai di qui o vai di là).
    Niente male, per una città con un forte legame tradizionale tra lei e il cavallo….
    Perchè poi chiede a me di Siena, sta diventando un tantino noioso: io sono ferrarese, mica senese! ma dica, no è che abbia un complesso di inferiorità nei confronti della città innominabile? sa, c’è qualcosa di freudiano nel suo accanirsi con il mio parlare di Siena……sembra quasi un tasto dolente!
    Oppure, più semplicemente, non ha argomentazioni valide per confutare le mie….certe volte si cercano le spiegazioni difficili, e invece è tutto così semplice!

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 16:48 - #29
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    Signor Nesta13 mi permetta, non può citare come fonte ufficiale…se stesso!
    LEI ha detto che l’incidente è avvenuto per colpa di un fantino (con manie suicide, immagino, visto l’esito che possono avere le cadute difatti il mondo è pieno di fantini che rischiano l’osso del collo apposta per fare incidenti).
    IO ho detto che l’incidente è avvenuto per colpa della pista.
    Per essere precisi, altre centinaia di persone più qualificate di me sono del parere che la pista fosse troppo veloce, e che si sia immediatamente deteriorata formando due buche micidiali.
    ora, perchè nessuno - DICO NESSUNO - ha detto dobbiamo fare meglio questa dannata pista?
    Qui sono stata attaccata da voi appassionati contradaioli ferraresi, ferrarese io stessa, ma non ho sentito nessuno che, come in qualsiasi appassionato VERO di cavalli, ferrarese senese o congolese che sia, abbi adetto “c’è stato un problema, per il bene dei cavalli risolviamolo”.
    Quelli di voi ch emi hanno attaccato qui, hanno aprlato di tutto fuorchè dei cavalli e della loro sicurezza.
    Mi avete parlato di jazz, criticato se confrontato Ferrara con Siena, ma vigliacco se avete parlato della faccenda tecnica.
    Come mai?
    Ma comunque signor Nesta13, per semplificarle la comprensione del mio intervento coi milioni di ossa:
    mi pare veramente molto difficile che un fantino faccia intenzionalmente cadere un cavallo o accadere un incidente, perchè ha le stesse probabilità di farsi del male del cavallo.
    Di solito non li abbattono, questo è vero, ma son faccenduole che di solito si preferisce evitare.
    Ma se no le è mai veramente capitato di correre il rischio di essere pestato da un cavallo, effettivamente non può capire.

  • Francesco Mantovani

    05 giu 2006 - 17:06 - #30
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    Mi spiega perché non può partire semplicemente dal presupposto che il Palio di Ferrara è una manifestazione che non conosce, e ciò che è successo al Palio quest’anno può non avere nulla a che fare con il numero di anni in cui si è disputato?
    Se fosse così, a Siena sarebbero decenni che non muore un cavallo, e invece… l’esperienza insegna che non è così.
    Il Palio di Ferrara è una manifestazione storica seria. Ferrara nel Rinascimento è stata una delle capitali indicusse della cultura europea, e gli Este una parte importante della storia dell’Italia. Mi pare veramente ridicolo mettere in discussione i nostri fondamenti storici. Non abbiamo mai preteso, come fautori del Palio, di metterci in comparazione con Siena, e non mi pare giusto che lo faccia qualcun’altro per noi. Diversamente da quanto crede, sappiamo benissimo quali sono i nostri limiti, e quali i nostri pregi. Quindi, le chiedo gentilmente di informarsi prima di sentenziare sul lavoro di così tante persone. Le radici storiche sono un valore importante, e Ferrara ne ha di decisamente ricche e indiscutibili, ma il Palio di Ferrara è una manifestazione VIVA, non immutabile, che negli ultimi vent’anni ha avuto un’evoluzione formidabile. Se il suo obiettivo è mettere in ridicolo la nostra manifestazione, la discussione non può che finire qui. Se invece si toglie di dosso certi preconcetti, una certa voglia di mettere sempre a confronto, allora… la discussione potrà avere risvolti ragionevoli.

  • Daniele

    05 giu 2006 - 17:15 - #31
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    Perbacco! Mi ha messo in buca con quest’esempio del cavallo… Acciderba. Vuole dire che una città per essere considerata tradizionalmente legata alle corse dei cavalli deve permettere che i cavalli possano essere montati dall’omino con le redini?

    Capisco. Pensi Lei che consideravo la nostra come la città delle 1000 miglia, ed invece ora, che mi trovo a scoprire che non posso circolare liberamente con la mia BMW 328 6 cilindri del 1933, sto cominciando ad avere delle perplessità.

    Mi fa pensare sta cosa…

    Pensi nuovamente Lei che io del Palio di Siena non ho scritto inizialmente nulla.
    Invece mi trovo a scrivere sulle news di google e mi becco sto articolo qui col titolo

    “Palio - Ma Siena non è Ferrara”

    Mica l’ho scritto io. Nemmeno lei, potrebbe ribattere. Ed è vero. L’ha scritto Eugenio. Ma non certo dopo che ha letto un mio intervento…
    E’ stata lei a scriverne così tanto e così bene…
    Se legge il forum della mia contrada non si parla minimamente del Palio di Siena.

    Invece lei prima ne parla bene tessendone le lodi (non mi dica di no),
    poi “lo accetta perchè i senesi hanno imparato ad amare i loro cavalli”,
    poi ora prende addirittura le distanza da ciò che ha scritto non più tardi di ieri.

    Tutto questo dopo che io e Nesta le abbiamo fatto notare che a Siena sono morti circa 50 cavalli…
    Beh. Se io ho un comportamento Freudiano lei pare soffra di amnesie improvvise.

    Tanti saluti da un contradaiolo del Borgo San Luca che non è affatto un quartiere come lei sarcasticamente ama definirlo, ma bensì un Borgo, per l’appunto, con confini ben precisi.
    Il mio onorato Borgo con i miei adorati colori per i quali do sangue ed anima ogni giorno della mia vita. La mia seconda famiglia.

    Ed ora lo sfotta finchè vuole.

  • nesta13

    05 giu 2006 - 17:22 - #32
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    no no forse non mi sono spiegato per niente! non ho mica detto che il fantino è caduto volontariamente da cavallo,di conseguenza”ammazzando” il cavallo, ho detto che il fantino ha provocato l’incidente, come se io tiro dritto ad una curva con la macchina,provoco un incidente. o no?
    Il fantino Impegnato a picchiarsi con un altro fantino al primo rettilineo, non si è effettivamente reso conto di quanto è arrivato forte alla prima curva e come si può vedere, frena tutto d’un colpo cercando di buttare il cavallo tutto all’interno della pista, conseguenza: perdita d’aderenza dell’anteriore sinstra e successiva rottura del nodello. se guardiamo più approfonditamente il cavallo si rompe le ossa anche perchè il sig. gingillo butta tutto il peso di Bao nero sulle sue anteriori…
    Per quanto riguarda la pista mi son limitato o permesso di chiederle se ha delle foto di queste 2 buche! io non le ho viste!
    per il fatto che invece l’impasto della pista e che correre con i mezzo sangue sia una cosa più sicura e un mezzo per diminuire gli incidenti sono pienamente d’accordo con LEI.
    Sul fatto di Siena non voglio nemmeno più parlare, se ad un ferrarese piace il palio di Siena, ben per lui,piace anche a me e sono un grandissimo appassionato, tutti gli anni mi faccio la mia settimanina per ferragossto, ma che non mi si sputtani quello Ferrarese.

  • Francesco Mantovani

    05 giu 2006 - 17:23 - #33
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    Leggo adesso… come può dire che in questi giorni i contradaioli non hanno espresso dubbi tecnici sulla manifestazione di domenica? Ogni giorno sui quotidiani vengono avanzate analisi, dubbi, e anche qualche proposta… ma non può accusare noi di evitare il discorso se è la prima lei ad affrontare il Palio di Ferrara da punti di vista (e con argomentazioni) completamente privi di obiettività, giungendo addirittura a metterlo in ridicolo! E lei non è mai stata presente ad un’edizione del nostro Palio! Senza sapere quanto lavoro c’è dietro per tenere in piedi tutto questo! Ma con quale diritto?!?
    Le contrade hanno un’esperienza trentennale sul territorio, e vuole saperla tutta? Al 95% hanno costruito tutto da sole. E’ questo che non ci va giù… i giudizi affrettati. E lei rientra perfettamente nella categoria di questi “scrutatori non votanti”.

  • Maria Cristina Magri

    05 giu 2006 - 18:15 - #34
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    Allora, uno alla volta.
    Daniele:
    mi spiace, ma non conosco altri esempi da portare per una difesa efficace nei cavalli da palio se non quello di Siena, che da qualche anno è riuscita obiettivamente a migliorare le condizioni di sicurezza delle carriere (prova ne sia la diminuzione progressiva degli incidenti mortali dei cavalli). Se però il suo esempio di passione cittadina è chiudersi gli occhi davanti alle esperienze altrui che possono aiutare ed esser utili, faccia pure. Ma non mi venga a dire che le interessano i cavalli, perchè un atteggiamento di chiusura così miope (ignorare quello che altri hanno imparato nello stesso campo) di certo non farebbe del bene ai cavalli che correranno il prossimo Palio di Ferrara; ma questo del resto è solo un suo atteggiamento, confido nel fatto che la faccenda sia presa dai diretti responsabili in modo diverso. Per farsi sfottere cerchi quaclun altro, a me non interessa grazie.
    Per Nesta13:
    mi sa che continuo ad avere difficoltà a farmi capire da lei, me ne dispiace. Io le cercavo di dire che secondo me difficilmente un fantino provoca un incidente apposta, perchè ha le stesse identiche possiblità di sfracellarsi del cavallo. Ora, che i fantini passino un bel po’ di tempo impegnati a suonarsele di santa ragione credo sia uno dei fatti tipici dei palii di qualunque città o paese, fa parte del folcklore sennò andremmo a San Siro, mica a piazza del Campo o all’Ariostea.
    Ma le posso assicurare personalmente che su un cavallo sudato, senza sella, al galoppo sfrenato in mezzo ad una decina d’altri scatenati se uno butta un po’ troppo peso sull’anteriore può anche darsi che non faccia apposta, sa? provi magari una volta anche soltanto a montare su un cavallo senza sella, così al passo e a cavallo asciutto, poi mi dica le sue impressioni. Sono sicurissima del fatto che avrà più comprensione per un assetto così come dire, scomposto in una fase cruciale. Glielo dico veramente senza alcuna ironia, provi e poi mi dica se non vedrà la corsa con occhi diversi. Se sarà così gentile da provare e dirmi poi come è andata, mi farà veramente un bel regalo perchè sono sicura che ci sarà una persona in più ad interessarsi meglio dei cavalli.
    Francesco:
    dove e quando ho fatto di tutti i contradaioli ferraresi un fascio? mi dica, dove e quando? io ho risposto semplicemente a quello che mi è stato contestato qui in questa sede dopo il mio intervento gentilmente pubblicato da Eugenio, e ho risposto a chi ha scritto qui, non a tutti gli altri contradaioli.
    Anche se mi sono veramente sforzata di non usare lo stesso tono, se per caso non se ne fosse accorto.
    In compenso, ho letto la lettera aperta che il sindaco di Ferrara manda in automatico (tramite link al sito del comune) a chi gli scrive via mail riguardo al palio: e se non è una vuota lettera di circostanza quella…spero, per i cavalli del prossimo palio, che si faccia qualcosa di più che mostrarsi indignati.
    Spero che vengano scelti cavalli più lenti,
    spero che venga preparata una pista più lenta,
    spero che il fondo sia studiato in modo tale che permetta ai cavalli di galoppare con tutta la sciurezza preventiva possibile.
    Poi gli incidenti accadono, c’è sempre una percentuale di cose che non si può prevedere.
    Ma che dei cavalli vengano abbattuti per aver sbagliato qualcosa è una faccenda che deve far arrabbiare dentro, e volere cercare di evitare il ripetersi di un macello simile.
    Questo ovviamente per chi ha a cuore i cavalli: per tutti gli altri, va benissimo qualunque cosa basta che dia occasione di far sfoggio di un po’ di sano cmpanilismo…ma come dicevo, a me interessano i cavalli, non i rioni, i quartieri, le città o i campanili di chi caspita volete voi.

  • Daniele

    06 giu 2006 - 07:21 - #35
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    Ecco. E’ qui che si sbaglia. A me interessano i cavalli eccome. Mi interessano a tal punto che sono stato il primo contradaiolo (della mia contrada ma mi sento di dire di tutto il Palio) a chiedere a gran voce dei sonori cambiamenti.

    Fui il primo a chiedere una riflessione di tutto il mondo del Palio per garantire una maggiore sicurezza. Certo, come dice Francesco, il nostro Palio è assolutamente perfettibile e ciò si è visto quest’anno più che mai. Alcuni provvedimenti, come l’utilizzo dei mezzosangue, piuttosto che l’ampliamento delle vie di fuga in piazza ariostea, sono già al vaglio della commissione e, con ogni probabilità, saranno adottati già nel 2007.

    Noi non siamo certo come nel Siracusano. A noi la salute dei cavalli importa molto tant’è che non esiste alcun palio in cui i cavalli vengano controllati con lo stesso scrupolo col quale vengono controllati da noi. Facendole un esempio le posso dire che il cavallo del nostro fantino quest’anno ai canapi si è procurato una ferita a causa di un altro cavallo che l’ha scalciato. La commissione veterinaria, nonostante la ferita fosse irrisoria, ha deciso di non farlo correre. Così come ha deciso di non fare correre tanti altri cavalli il giorno prima della corsa per altri problemi più o meno gravi.

    I nostri cavalli sono i più controllati d’Italia. Indubbiamente tanti sono i provvedimenti che potremo ancora prendere per garantire maggior sicurezza ma ritengo, oltre ogni ragionevole dubbio, che Lei se la stia prendendo col Palio sbagliato.

    E non solo. Credo se la stia prendendo con la persona sbagliata in quanto credo che io e Lei, come amanti degli animali, potremo fare a gara. E la sfido a citarmi un passo dei miei precedenti interventi nei quali io sostenga di chiudere gli occhi di fronte ai passi in avanti che hanno fatto gli altri pali.

    Io ad ogni modo continuo a ritenere il Palio di Siena molto bello, ma molto meno sicuro del nostro. E tutto ciò è avvalorato dal fatto che in piazza del campo continuano a morire cavalli.

  • Maria Cristina Magri

    06 giu 2006 - 08:27 - #36
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    Caro Daniele, a parte il fatto che siamo arrivati con lei al 35° messaggio prima di riuscire a focalizzare la sua attenzione cavalli, e a parte il fatto che io non ho cominciato questa discussione per prendermela con lei in particolare bensì per denunciare una serie di inesattezze, problemi, errori che secondo me sarebbe il caso di evitare, mi viene a dire che lei per primo ha protestato come contradaiolo per sonori cambiamenti.
    Bene, ne sono felice: ma mi pare un po’ vago.
    Serve qualcosa di più che una generica protesta per risolvere i problemi, serve appunto trovare quali sono i problemi e poi risolverli.
    D’altra parte, anch eil Sindaco nella su alettera aperta si è limitato a dire un compunto “Mai più”; bello, giusto, sacrosanto, ma perchè “non sia mai più” bisogna che capiamo cosa è successo di sbagliato, per non farlo succedere ancora.
    Lei mi dice che la visita veterinaria di selezione dei cavalli è accuratissima, che vengono scartati anche cavalli che altrove vengono fatti invece correre? benissimo.
    Così abbiamo la beata sicurezza che quelli che si sono fatti male o sono stati abbattuti però prima della corsa erano sanissimi, fantastico.
    Non le sembra, da amante degli animali, che magari per mantenerli sani anche DOPO la corsa sarebbe il caso di trovare il modo di farli correre più sicuri, quei disgraziati cavalli?
    Non pensa che invece di una sonora, generica protesta sarebbe meglio che lei, da contradaiolo appassionato qual’è e assieme a tutti gli altri invece di stare a prendersela con me perchè vi critico e rilevo quelli che sono secondo me problemi da affrontare, provasse a far s’ che il prossimo palio di Ferrara sia corso su una pista più lenta, più sicura, che si adatti al galoppo dei cavalli e ch ei cavalli scelti siano non purosangue ma cavalli meno veloci e “garisti”? ci scommette che se fate il palio con un tipo di cavallo più lento non si fa male nessun cavallo?
    Ci scommette che se invece di impermalirsi per i confronti con Siena riesce a riconoscere che ci sono dei problemi ben precisi da risolvere forse quest’altra volta che fate correre i cavalli non ci saranno cavalli morti in piazza?
    A me interessa questo.
    Se lei invece sta lì a prendersela perchè io faccio confronti con altri Pali, la prossima volta si faranno male altri cavalli.
    Capito, Daniele? e la garettina a chi ama di più gli animali la faccia con qualche altro contradaiolo, per cortesia, che io non sento nessuna necessità di mettermi in gara con chicchessia per sentirmi bravina, o forte, o tanto appassionata.
    Quindi, tanto per farle un riassuntino:
    1)pista più lenta
    2)pista più adatta al galoppo
    3)cavalli più lenti, non purosangue da galoppo accidenti.

  • Maria Cristina Magri

    06 giu 2006 - 08:38 - #37
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    In quanto al fatto che a Siena continuino a morire cavalli, mi permetto di tornare a ricordare che stavamo aspettando la lista dei cavalli morti, anno per anno, per farci un’idea sull’andamento delle faccende; se sono diminuiti, o aumentati.
    Da quello che so io sono diminuiti perchè la gente a Siena si è seduta intorno ad un tavolo a pensare come fare a risolvere i problemi cheportavano agli incidenti mortali.
    Se a Ferrara ci si decidesse un po’ prima dei prossimi due secoli per decidersi a migliorare le cose come hanno già fatto altrove dopo (loro sì) secoli di pali corsi e non soltanto ricordati, non crede che sarebbe questo il primato migliore da conquistare, rispetto a tutti gli altri? o le gare veramente difficili come quella della sciurezza dei cavalli sono meno interessanti del Palio o del concorso degli sbandieratori?
    Secondo me sarebbe questo il primato da cercare, non altri.
    Ecco, qiuesto sì che sarebbe un primato che mi piacerebbe avesse Ferrara sopra tutte le altre città: quello del Palio con meno incidenti.
    Un primato onorevole, molto di più di quello di un supposto maggiorascato ch es’è preso un avacanzetta di un secolino o due.
    Già che ci sono le spiego perchè mi da così noia la faccenda del falso storico sui natali del Palio: perchè chi falsa e deforma la storia a proprio piacimento non ne ha rispetto.
    E io invece esigo tutto il rispetto possibile per la storia della mia città, che se lo merita, ed è Ferrara.

  • Francesco Mantovani

    06 giu 2006 - 10:15 - #38
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    Guardi… meno male che c’è lei a dirci cosa dobbiamo fare per migliorare il nostro Palio perché proprio non sappiamo dove sbattere la testa: 1) pista più lenta 2) pista più adatta al galoppo 3) cavalli più lenti, non purosangue da galoppo.
    Tra pochi giorni partono i mondiali di calcio, e molti italiani, come solito, diventeranno allenatori e sapranno sempre dove il vero CT ha sbagliato. Mi pare che questa discussione percorra un po’ quella strada. Adesso il mondo è pieno di mossieri, fantini da palio e animalisti che sanno tutto di cavalli, curve e fondi adatti alla corsa.
    Sono quasi venti anni che corriamo in otto contrade dentro a Piazza Ariostea con una percentuale di incidenti irrisoria, considerando poi cosa succede negli altri palii.
    “Se a Ferrara ci si decidesse un po’ prima dei prossimi due secoli per decidersi a migliorare le cose come hanno già fatto altrove”. Quali “altrove” sta considerando? Il Palio di Siena? Ma l’ultimo grave incidente è accaduto solo due anni fa! E questo è il PRIMO grave incidente che capita a Ferrara! Nessuno ha intenzione di passare oltre, ogni contradaiolo sente intimamente il bisogno che cambi qualcosa, e sono sicuro che questo succederà. Quale folle vorrebbe che capitasse ancora?
    Per la questione storica non c’è nessun falso. La invito ad entrare nel negozio di “Segreto” di fianco alla nostra cattedrale, dove sono ancora ampiamente visibili gli statuti comunali incisi nella pietra. Lì troverà tutte le risposte alla questione storica. Oltretutto ognuno di noi contradaioli ha grande rispetto per la storia della propria città, molto più di tanti cittadini snob che sono sempre pronti a “saccheggiarne” culturalmente i tesori per farsi belli di fronte ai turisti, e poi non fanno nulla per farla rivivere, o renderla qualcosa di più che una semplice “scenografia” architettonica.

  • Maria Cristina Magri

    06 giu 2006 - 11:15 - #39
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    Caro signor Mantovani, lei travisa:
    io non ho mica detto che Ferraa non abbia citazioni di Palio del 1259, io ho detto che ci sono citazioni di altre città anche più antichi e sopratutto che il palio non si è corso ininterrottamente, a Ferrara, dal 1259 e lei me ne dà non solo una conferma ma un ulteriore sfrondamento dicendo “Sono quasi venti anni che corriamo in otto contrade dentro a Piazza Ariostea”.
    Che qualcosa sia cambiato se prima succedevano gli incidenti mi pare evidente, ma qui non ho sentito NESSUNO chidersi cosa è cambiato, e perchè.
    Nemmeno lei, caro signor Mantovani.
    Nessuno che replicasse con fatti, con una disamina della situazione, nessuno che dicesse o spiegasse che cavalli erano usati prima e che cavalli sono usati oggi (che da commissario tecnico del bar Sport io credo sasrebeb una cosuccia interessante da approfondire).
    Ci sè limitati a impermalirsi su due date e quattro pifferi, ma non una replica fondata sul problema che ha portato a quanto successo, non una discussione interessata ai cavalli.
    Polemica, grida sconfortate, lacrimucce: manco un cane che abbia avuto l’idea di parlare veramente dei cavalli.
    Strano, per un palio così tradizionalmente sentito, non trova?

  • Maria Cristina Magri

    06 giu 2006 - 11:36 - #40
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    Copio e incollo dal sito del Sindaco di Ferrara:
    “Forse i purosangue non sono adatti al circuito di Piazza Ariostea: sono magnifici da vedere in piena velocità, ma forse sono troppo fragili per quelle curve (o le curve troppo strette per quei cavalli). Se non si vuole cambiare circuito, forse bisogna cambiare cavalli.
    Forse bisogna porre delle regole al comportamento dei fantini ed essere severi nel farle applicare: la lotta libera fra fantini non si addice alla bellezza della gara. Se non si vuole che il Palio diventi un fatto di ordine pubblico, forse bisogna che il tifo contradaiolo non vada oltre la misura.
    Forse bisogna smettere di imitare il Palio di Siena e caratterizzare il nostro per quello di originale che ha sempre avuto….” etc. etc.
    Qui mi pare ce ne sia per tutti, si per chi non si vuol sentire dire che Ferrara copia Siena sia per chi critica “i commissari tecnici delle nazionali”.
    C’è anche, mi spiace dirlo, il motivo per cui sono andati in piazza i purosangue: sono coì belli da vedere in azione al galoppo…..peccato il bello dell’azione sia la velocità vero?
    Ora, qualcuno dovrebbe spiegare al Sindaco di Ferrara e anche agli organizzatori del palio di Ferrara che c’è un motivo ben preciso, se le corse al galoppo coi purosangue si fanno in ippodromo e non in piazza.

  • Francesco Mantovani

    06 giu 2006 - 12:00 - #41
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    Intanto la aggiorno su questo Palio che non prende provvedimenti: i fantini di San Giacomo e San Giorgio, a causa degli strattonamenti in corsa, si sono beccati quattro (4) anni di squalifica a testa dalla piazza di Ferrara, mentre le contrade hanno preso una multa di 500,00 Euro, sempre a testa, per gli stessi motivi. Decisione presa ieri dal Maestrato dei Savi, organo dell’Ente Palio.
    Le rinnovo il mio consiglio a confrontarsi con le nostre contrade, e non farsi opinioni in base ai documenti, anche se redatti in modo argomentato dal Sindaco. La situazione è complessa, molto più complessa di quanto lei creda.
    “Ci sè limitati a impermalirsi su due date e quattro pifferi, ma non una replica fondata sul problema che ha portato a quanto successo, non una discussione interessata ai cavalli. Polemica, grida sconfortate, lacrimucce: manco un cane che abbia avuto l’idea di parlare veramente dei cavalli. Strano, per un palio così tradizionalmente sentito, non trova?” Ma lei li legge i giornali e i forum delle contrade, ha modo di sapere cosa stanno valutando il Consigli Esecutivo e gli altri organi competenti? Stia sicura che la terrò informata sull’evoluzione della questione.
    1) pista più lenta 2) pista più adatta al galoppo 3) cavalli più lenti, non purosangue da galoppo. Sono questi gli illuminati consigli che lei vuole far pervenire all’Ente Palio? Mi scusi, ma erano già nella mente dei contradaioli pochi momenti dopo l’accaduto. Lei dirà: e pensarci prima? Allora, riproviamoci… in tanti anni in cui si è corso in otto, il numero degli incidenti è stato così irrilevante…
    Le faccio un esempio: il colonnino della curva di San Martino è stato spostato nel 2004 per provocare incidenti, oppure è sempre stato lì? Quando hanno deciso di coprire il colonnino per evitare che capitassero ancora incidenti? Nel 2005, ovviamente. Cavoli… con tanti secoli di esperienza, è capitato solo nel 2004. Nessuno ci aveva mai pensato… Può il Palio di Ferrara, adesso, prendere provvedimenti a proposito di problemi che non si sono mai verificati senza che la Santa Inquisizione distrugga le contrade? Io credo proprio di si.

  • nesta13

    06 giu 2006 - 12:41 - #42
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    Signora Cristina io la saluto penso che ormai non ci sia più nulla da fare, non riusciamo a tovarci in nessun modo. Io ho la mia idea (giusto o sbagliata) le ha la sua. Le chiedo scusa se nel primo messaggio sono stato un pò troppo offensivo e arrogante.
    Francesco

  • Maria Cristina Magri

    06 giu 2006 - 14:04 - #43
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    Per primo Nesta13: caro Francesco, scuse accettate e problema superato. Ma credo che continuare a parlare serva a tutti, me per prima: e poi non si dimentichi che deve montare il cavallo a pelo, no? non dico che me l’abbia promesso, ma ci conto davvero, si ricordi va bene anche soltanto qualche passo sottomano, vedrà!
    Per il signor Francesco Mantovani: io stavo parlando qui con Lei e altri, non con il consiglio dei Savi.
    Se ho trovato sconfortante che nessuno si preoccupasse del problema tecnico riguardante i cavalli, è faccenda che gli appassionati di cavalli possono capire.
    Quello chè difficile far comprendere è quanto sia assurdo voler trasferire una corsa al galoppo dentro una piazza.
    Ma che vuole che le dica, prima o poi lo capirà anche chi non sa cosa è un mezzosangue e in cosa differisce da un purosangue da galoppo.
    Basta aspettare di farsi un po’ d’esperienza, no?

  • Maria Cristina Magri

    06 giu 2006 - 14:06 - #44
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    Per i problemi riguardanti il colonnino, provate un po’ a parlarne coi contradaioli senesi: sono colleghi, dovreste intendervi senza difficoltà non vi pare?

  • Daniele

    06 giu 2006 - 14:15 - #45
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    Prima fa confronti diretti col Palio di Siena, poi prende la distanze da quello che dice, poi ancora accosta le due corse…

    Consigliandole di fare chiarezza nei suoi pensieri, o quanto meno nella di loro esposizione, la saluto caramente.

    Torno ad occuparmi del mio quartiere senza storia, del mio palio non tradizionale creato da assessori al turismo non avvalorato da legami socio economici alla cittadinanza.

    In fondo ho difeso ciò in cui credo.

    Salute

  • Maria Cristina Magri

    06 giu 2006 - 15:59 - #46
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    Caro Daniele,
    si sta incartando da solo visto che prima si lamenta che faccio paragoni con Siena, poi che non ne faccio più, poi che ripiglio a farli….d’altra parte capisco lo sconforto, dopo aver letto che il Sindaco di Ferrara (non una ferrarese perduta come me) dice che è ora di smetterla di copiare Siena…se è demoralizzato, c’ha proprio ragione.
    Ma vale lo stesso che per Nesta13: si perde di più a smettere di parlare, che a litigare insieme con le stesse buone intenzioni.
    In quanto alla chiarezza di sposizione non c’è ne mai abbastanza ma se non altro credo si possa dire che sono disponibile a chiarire, parlare ed approfondire.
    In quanto alla chiarezza dei miei pensieri, le assicuro che sono limpidissimi.
    Nel caso sono sempre a disposizione per approfondire, non si preoccupi.

  • Morand

    06 giu 2006 - 16:00 - #47
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    Leggo, da senese, di questa diatriba dai caratteri difficilmente comprensibili per me.
    Chiariamo subito una cosa. Nessuna gara con nessun palio del mondo. Che il palio di Ferrara sia pure il più antico del sistema solare, se ciò rinforza la vostra passione, ci mancherebbe altro volerla insidiare! Ferrara è peraltro città bellissima con una grande storia medievale e rinascimentale.
    La sig.ra Magri, che ci è venuta a trovare in un ns forum, con moltà onestà intellettuale e molta passione, fa le sue considerazioni portando lei a paragone il Palio di Siena, questo è indubbio. Ma le repliche sembrano un po’ troppo volerci trascinare in mezzo.
    A tutele legali ci penserà, eventualmente, il Consorzio di Tutela del Palio (di Siena). Non spetta a me. Vorrei però far notare alcune cose.
    Questa frase” I nostri sbandieratori, tamburi e chiarine hanno, oltre che un importantissimo riflesso storico che gli stessi del Palio di Siena non hanno (sbandieratori e tamburi erano utilizzati in battaglia per segnalare posizioni e per annunciare diversi tipi di tattiche da adottare), anche un’importanza a livello nazionale in quanto rappresentano il top per la loro categoria a livello italiano (primissimi posti della Federazione Italiana Sbandieratori).” contiene, con una affermazione che definirei temeraria, una grave inesattezza sugli “sbandieratori”. Che noi chiamiamo alfieri, innanzi tutto,…ma guarda,non sarà mica perchè avevano importanza in guerra anche i nostri? (Come peraltro usava sui campi di battaglia in quei secoli…). Inutile e noioso spiegare tutti i riti che comporta il “gioco della bandiera” a Siena, ce lo teniamo per noi. Ma non è il caso di sparlare però. A noi poi, ad esempio, non interessa affatto lo “sport” di sbandierare, come invece sembra essere motivo di orgoglio per altri (la “Federazione Italiana Sbandieratori”?…sinceramente la sento una cosa un po’ lontana da una tradizione così antica e complessa e così poco “sportiva”, almeno dalla nostra). Benissimo per loro, ripeto. Ma evitiamo paragoni.

    Quest’altra: “A Siena non metteranno buche in pista ma di fatto si azzoppano animali su animali. Giusto per mettere in evidenza quanto “i senesi amino i loro cavalli”. è altra affermazione accompagnata da altro chiaro segno di disprezzo, che sinceramente non comprendo.
    Ma si insiste “Io mi chiedo come Lei si dica amanti dei cavalli e allo stesso tempo amare il Palio di Siena… Guardi che è un connubio che non va molto d’accordo..”…vabbè, se questo vi da forza, fate pure…
    Poi “Arriviamo persino alla radiografia e non è la prima volta che molti cavalli non vengono neppure fatti partire a causa di “difetti” che a Siena avrebbero fatto sbellicare anche il più “animalista” dei contradaioli.” Evidentemente si conoscono benissimo tutti i meccanismi ed le procedure seguite dai veterinari di Siena per fare queste affermazioni.Evidentemente.
    Comunque, lasciamo perdere, lasciate perdere. I paragoni non si fanno (altrimenti ci sarebbe chi potrebbe venire quì a fare ironie su duemila “iscritti” su 140.000 abitanti, ma non sarebbe giusto farlo).
    Buon Palio
    Che gli animalai non rompano a nessuno.
    Morand

  • Maria Cristina Magri

    06 giu 2006 - 16:05 - #48
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    Visto che chi ha discusso con me fino a qui ha dimosptrato - se non altro - passione, un piccolo pensierino: riassuntino di un documento modenese sui palii del 1677 e fatto con le mie manine, ovviamente, per una recensione pubblicata un paio d’anni fa.

    I Palii erano spettacolo comune in moltissime città italiane, nei secoli passati, ed esistevano precisi regolamenti resi noti tramite bandi pubblici. Uno di questi che abbiamo ritrovato elenca fin nei più minuti particolari quel che s’aveva da fare per i Palii (più d’uno durante l’anno, quindi) nella città di Modena, nel 1677: i cavalli dovevano essere approvati da una apposita commissione di Deputati, e accuratamente descritti nei registri per segni di mantello, marche, nastri e penne onde risultare perfettamente riconoscibili. Orpelli, sonagli e specchi erano proibiti, perché potevano spaventare gli altri concorrenti pregiudicandone la performance in modo irregolare; la puntualità era d’obbligo o si era esclusi dal Corso, che terminava nel punto preciso dove era esposto il Palio. Uno degli doveri imprescindibili per il proprietario del cavallo vincitore era quello di pagare le mance dovute ai donzelli della città, al torreggiano ed ai trombettieri, nonché alla persona che gli avrebbe portato il Palio a casa. Questo non era l’unico premio previsto: al secondo andava uno stocco (corto spadino affilatissimo), e all’ultimo arrivato…un bel paio di speroni!
    Capitoli da osservarsi nel far correre i Palii – Città di Modena, 1677

  • Maria Cristina Magri

    06 giu 2006 - 16:08 - #49
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    Grazie Morand, mi sa che non nmi arrabbio mica più tanto se mi danno (pur sbagliando!) della senese….

  • Daniele

    07 giu 2006 - 11:21 - #50
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    E’ arrivato l’aiuto del pubblico :))….

    Mi sa che non si è mai arrabbiata più di tanto se non le hanno dato della non ferrarese.

    Mi sa proprio di si…

    Dopo questo non scrivo più. Lo giuro :D

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