Carbone, il consumo mondiale calerà entro il 2020

Le principali metropoli del mondo soffocano nello smog e soltanto la scorsa settimana i leader mondiali hanno siglato un accordo per limitare le cattive pratiche che provocano i cambiamenti climatici. Fra queste cattive pratiche vi è, indubbiamente, il consumo di carbone. Ieri è stata chiusa l’ultima miniera di carbone d’Inghilterra e dall’Agenzia internazionale per l’energia, proprio in questi giorni sono arrivate buone notizie: nei prossimi cinque anni il consumo mondiale di carbone, la fonte d'energia fossile che emette più CO2, rallenterà fortemente a causa di una minore richiesta cinese e di un aumento di potenza delle energie rinnovabili.

Il consumo previsto per il 2020 è di 5,8 miliardi di tonnellate di carbone, con un calo di 500 milioni di tonnellate rispetto alle stime precedenti. Si tratta di una delle prime conseguenze dell’accordo di Parigi per il contenimento del riscaldamento globale.

“Per la prima volta dagli anni '90, la crescita della domanda mondiale di carbone s'è fermata nel 2014”, ha constatato l'agenzia e rallenterà allo 0,8% per cento entro il 2020. La quota di elettricità prodotta da carbone calerà dal 41 al 37%. Resta l'incognita dei paesi asiatici a cominciare da Cina e India che sono i principali utilizzatori di carbone.

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