La Xylella (è) fastidiosa, ma anche la burocrazia non scherza

Da alcuni anni a questa parte gli ulivi secolari della Puglia che hanno resistito a tutto sono stati messi a dura prova dalla Xylella fastidiosa, il batterio considerato responsabile del loro disseccamento nel Salento. Arrivato in Italia, secondo gli agricoltori, attraverso alberi importati dal Costa Rica, oggi si ritiene sia responsabile del drastico calo della produzione di olio d'oliva nel Sud d'Italia, si calcola circa del 30%.

Si tratta di un danno enorme per la regione e per il Paese: il problema è diventato endemico nel 2014 e nonostante le soluzioni di contrasto alla malattia, gli alberi contaminati sono moltissimi. Secondo la Federazione degli agricoltori pugliesi attualmente vi sono oltre 40mila ettari fortemente compromessi, con conseguenze gravissime per la produttività: alcune aziende non producono olive da tre anni.

Spinto dall'Unione europea, il governo italiano lo scorso anno aveva approvato l'abbattimento di numerosi alberi per arginare il fenomeno, ma è di pochi giorni fa la decisione del Consiglio di Stato di accogliere la richiesta di alcuni agricoltori pugliesi di sospendere certi abbattimenti per vizi di forma nelle analisi con cui sono stati valutati ulivi malati da abbattere. Il Consiglio ha accolto le tesi della Procura di Lecce, secondo cui non ci sarebbero prove che la Xylella sia la sola e effettiva responsabile del disseccamento.

Mentre gli ulivicoltori tentano di difendere il proprio patrimonio dai diktat di Bruxelles e degli euroburocrati, proseguono le indagini scientifiche, per fare maggiore chiarezza sulla malattia o eventuali altre cause del disseccamento. Intanto, anche se la Puglia rimane l’epicentro del fenomeno, la Xylella fastidiosa è stata rilevata anche in Corsica e in alcune zone del Sud della Francia.

Via | Askanews

Foto | Mazzocco


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