Amianto, nel pavese una nuova discarica speciale

Sorgerà a Ferrera Erbognone e potrà accogliere 770mila tonnellate di amianto di dieci anni

Sheets of roofing containing asbestos lay abandone

Se il Tar non si pronuncerà in maniera contraria, ad aprile partiranno i lavori per la discarica di amianto di Ferrera Erbognone per la quale sono previsti 600mila metri cubi di volumetria distribuiti su sei lotti. Quella in preparazione dovrebbe essere la più grande discarica di amianto in Lombardia e dovrebbe ricevere 770mila tonnellate di cemento amianto in dieci anni.

Il Comune di Ferrera Erbognone si è sempre espresso contro la costruzione della discarica rivolgendosi alla Commissione Europea e al Consiglio di Stato che per due volte ha dato il via libera al progetto: la prima nel maggio 2014, la seconda il 28 gennaio quando ha risposto all’appello (anch’esso contrario all’opera) dei comuni di Sannazzaro e Mezzana Bigli.

Secondo i giudici amministrativi, insomma, non “sussiste una sufficiente dimostrazione del pericolo rappresentato dai Comuni appellanti”. I comuni del pavese che si oppongono alla discarica sottolineano la vicinanza con un altro sito ad alto impatto ambientale: la raffineria Eni di Sannazaro de’ Burgondi.

Nonostante la sua ampi capacità, la discarica non potrà comunque contenere l’amianto che verrà smaltito in Lombardia tramite le bonifiche: secondo le stime, infatti, nella più popolosa regione italiana sono presenti circa 3 milioni di metri cubi di amianto.

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Le volumetrie a oggi autorizzate o autorizzabili per il fabbisogno regionale ammontano a 2,1 milioni di metri cubi. Oltre alla discarica di Ferrera Erbugnone ve ne sono altre quattro: l’unica attiva è la EcoEternit di Montichiari (526mila metri cubi), la Team di Bergamo (220mila metri cubi di volumetria) è in via di autorizzazione, mentre sono ancora inattive quelle di Cava Mara e la Padana Green di Montichiari.

In attesa che le discariche regionali attenuino l’esportazione, ogni anno la Lombardia porta in Germania 186mila tonnellate di amianto all’anno ovvero il 95% del materiale in uscita dai centri di stoccaggio. Cosa succederà quando la Germania deciderà di bloccare l’import?

Via | Corriere

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