Fukushima 5 anni dopo: la giustizia giapponese frena il rilancio del nucleare

Intanto ieri un giudice ha fatto chiudere due reattori nucleari a Takahama

Domani, venerdì 11 marzo 2016, saranno trascorsi cinque anni dal devastante terremoto di magnitudo 9.0 che colpì il Giappone l’11 marzo 2011. Lo tsunami successivo alla scossa provocò l’incidente della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, il peggiore disastro dopo quello di Chernobyl dell'86.

Nei pressi della centrale lo scenario è di distruzione: terreni deserti, case crollate e abbandono. La città di Tomioka, non molto distante dalla centrale nucleare è una città fantasma nella quale il livello delle radiazioni è ben al di sopra dei limiti consentiti. Anche se il governo fa pressione affinché gli sfollati rientrino nelle loro abitazioni, il pericolo di esposizione alla radioattività resta molto alto.

Secondo Greenpeace l’impatto del disastro sull’ambiente durerà per secoli. A essere contaminati non sono solamente le foreste, i fiumi e gli estuari, ma anche i terreni e le acque contaminate, con le conseguenti contaminazioni dei prodotti alimentari e i pericoli per la salute a lungo termine, come tumori o malattie genetiche.

Intanto ieri, mercoledì 9 marzo, un tribunale giapponese ha ordinato lo stop, per ragioni di sicurezza, di due reattori nucleari appena riaperti, appoggiando la propria ingiunzione proprio sull’incidente di Fukushima di cinque anni fa. Le unità 3 e 4 della centrale nucleare di Takahama.

“Non si può dire che la compagnia abbia fornito spiegazioni sufficienti sul piano di sicurezza” ha detto il giudice che ha fatto seguito alla denuncia di 29 abitanti della prefettura di Shiga, confinante con quella di Fukui dove si trova il reattore di Takahama.

È la prima volta che un’ordinanza di stop interessa una centrale nucleare riattivata. Takahama 3 è stata rimessa in servizio in gennaio e Takahama 4 è stata rilanciata alla fine di febbraio, ma è stata vittima di un problema tecnico che ha causato un arresto tre giorni più tardi. In questo reattore si è verificata una fuga d’acqua radioattiva che ha obbligato a interrompere momentaneamente i preparativi di rimessa in attività.

La riattivazione dei due reattori di Takahama è al centro di un dibattito da molti anni. Nell’aprile 2015 la giustizia si erà già opposta alla riattivazione, ma il rilancio della centrale era stato autorizzato dal regolatore malgrado l’opposizione degli enti locali.

Di fatto la decisione presa dalla giustizia nipponica va contro la tendenza del governo di Shinzo Abe che assicura che le centrali nucleari giapponesi possono ripartire senza timori a partire dal momento in cui l’Autorità nucleare a deliberato il suo certificato di conformità.

Via | LeMonde

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