Il Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero presenterà domani al CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) il rapporto sulla situazione delle spiagge italiane. Il 42% dei litorali nazionali è in condizioni critiche.
La gran parte dei tratti che non risultano in erosione deve la propria stabilità a massicce opere di difesa, che modificano l’ambiente e il paesaggio costiero, rendono più difficile l’uso balneare della spiaggia e inducono spesso l’erosione nei tratti di costa adiacenti. Ne è un esempio la breve costa molisana: dei suoi 36 km, ben 25 sono difesi da scogliere; nonostante ciò su 22 km di spiagge 20 km sono in erosione (il 91%).
Le spiagge più riparate dall’erosione si ritrovano in Friuli, in Veneto e in Emilia-Romagna, regioni in cui sono stati realizzati importanti interventi di difesa dei litorali, facendo spesso ricorso al ripascimento artificiale con sabbie prelevate sui fondali marini.
Le cause dell’erosione sono varie: l’innalzamento del livello marino (bel 15 cm nell’ultimo secolo), la mancata erosione dell’entroterra, dove (spesso per fortuna) ricrescono i boschi capaci di stabilizzare i suoli e impedirne il dilavamento, gli sbarramenti (dighe) e l’asportazione di sabbie dal fondo dei fiumi.
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Alessandro
06 giu 2006 - 16:39 - #1Pensa te, pensare che a vederle le spiaggie qua in Veneto non ti vien da fare il bagno neanche dietro pagamento!
Vaglielo a spiegare al sud di non edificare sulle coste!
Speriamo che questo governo non abbia la politica del condono.
Lucio
06 giu 2006 - 18:42 - #2Il problema è che i controlli nn ci stanno..e si può fare di tutto..il condono potrebbe pure andare bene..ma porko diazz bisogna anke controllare ke sia tutto apposto…invece i condoni li fanno solo per riempire le tasche del governo