San Diego "scommette" 127 milioni di dollari sulle rinnovabili

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San Diego ha rotto gli indugi e non aspetterà che il Governo americano faccia qualcosa per invertire la rotta e puntare sulle energie rinnovabili. Per le fonti pulite si annunciano, infatti, tempi bui, sia che le prossime presidenziali vengano vinte dal repubblicano Donald Trump, sia che s’imponga la democratica Hillary Clinton.

San Diego ha deciso di darsi 19 anni per divenire un modello di sostenibilità: l’obiettivo dell’ambizioso Piano d’azione per il clima firmato in questi giorni dal sindaco Kevin Falconer prevede che la città californiana sia interamente alimentata da energie pulite entro il 2035. Per portare avanti questo progetto, nel prossimo bilancio della città, verranno stanziati 127 milioni di dollari che sovvenzioneranno l’incremento della raccolta differenziata e del riciclo, della mobilità sostenibile e del risparmio, sia energetico che idrico e, naturalmente, anche lo sviluppo delle energie rinnovabili (su tutte il fotovoltaico).

Il pacchetto ha come obiettivo quello di dimezzare, entro il 2035, i gas effetto serra della città. San Diego è già la seconda città degli Stati Uniti per numero di impianti solari, con 189 MW istallati a fine 2015. Si tratta, dunque, di sviluppare ancor meglio un sistema urbanistico che è già sulla strada giusta nelle buone pratiche. Ci sarà da lavorare parecchio, ma riuscire ad alimentare attraverso le fonti pulite 1 milione e 356mila persone è sicuramente uno di quei traguardi a cui guardare con ottimismo. Con la speranza che San Diego diventi in futuro un modello imitato da altri Paesi.

Via | The Guardian

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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