Turisti all’assalto dei paradisi naturali

Siamo quasi 7 miliardi e mezzo di persone sul nostro Pianeta e, ogni anno, un miliardo di turisti prendono aerei, imbarcazioni, treni e automezzi per spostarsi e conoscere nuove realtà. Il turismo è destinato ad aumentare e, secondo le stime, a metà del nostro secolo i turisti potrebbero addirittura raddoppiare.

Il documentario Gringo Trails di Vail Pegi in concorso nella sezione One Hour di Cinemambiente racconta l’aggressione del turismo di massa su luoghi fino a poco tempo fa incontaminati. Il viaggio in tre continenti comincia dall’Amazzonia boliviana dove in seguito alla pubblicazione del libro di memorie di Yossi Ghinsberg (un viaggiatore sopravvissuto a tre settimane di Amazzonia senza cibo) è nato un vero e proprio turismo legato alla sua vicenda, con un forte impatto sull’ecosistema locale.

Nella seconda parte si racconta la parabola dell’isola di Kho Phangan e della spiaggia di Haad Rin, da luogo incontaminato popolato dai pescatori a divertimentificio devastato da 50mila turisti che depositano sulla spiaggia quintali di rifiuti. La terza parte testimonia la disillusione di una viaggiatrice a Timbuktù, luogo nel quale i tuareg convertiti al turismo costruivano l’illusione dell’autenticità.

Nella quarta parte Pegi approda all’esempio virtuoso del Bhutan, paese che ha deciso di imporre una tassa di 250 dollari ai turisti in modo da calmierare gli afflussi. Una politica di apertura verso il turismo subordinata all’esigenza di preservare il proprio ambiente e le proprie tradizioni.

E nell’epilogo si torna proprio nell’Amazzonia boliviana dove lo stesso Ghinsberg ha iniziato a collaborare con un gruppo locale che propone turismo sostenibile e a basso impatto ambientale.

Via | Cinemambiente

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