Il deserto del Sahara potrebbe diventare una zona economica molto produttiva, se attrezzato con pannelli fotovoltaici potrebbe fornire energia elettrica all’Europa intera.
Shafqat Kakakhel, direttore aggiunto del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente in una intervista al quotidiano francese Le Figaro dice anche che nel deserto dell’Arizona o nel deserto del Neguev in Israele ci siano le condizioni per allevare pesci e crostacei e propone di guardare ai deserti come a zone potenzialmente produttive.
Sembra che ultimamente i deserti siano molto richiesti come meta turistica e come luogo ideale per costruirvi prigioni.
La temperatura media dei deserti è aumentata notevolmente negli ultimi decenni e si prevede che salirà ancora (la media mondiale è + 0,45 gradi, ma nei deserti la media sta tra + 0,5 e + 2 gradi). Le precipitazioni diminuiranno. I deserti sono minacciati come mai in precedenza dai cambiamenti climatici, lo sfruttamento eccessivo della falda freatica, l’aumento della salinità e la riduzione della fauna. Portare gente a lavorare in condizioni estreme significa anche stressare ulteriormente le risorse.
» Le ricchezze dei deserti su Le Figaro (in francese)
» La traduzione dell’intervista sull’ANSA
» La Giornata dell’Ambiente dedicata ai deserti (in inglese)
» Il futuro deserto padano
Lucio
09 giu 2006 - 11:43 - #1Se nn mi sbaglio basta il 5% del deserto del Sahara ricoperto di pannelli fotovoltaici..ma prima di arrivare al deserto del Sahara direi di mettere qualke fotovoltaico sui nostri tetti…migliorare l’efficienza energetica…e creare nuove centrali di accumulo o traformazione di energia…. forse già basta
Ale
09 giu 2006 - 12:28 - #2Se questo governo vuol dare davvero una svolta o fare semplicemente “QUALCOSA” potrebbe incentivare le energie alternative! Sveglia mortadella, è la tua occasione! Possibile che debba essere Beppe Grillo ad andare a Palazzo Chigi ed avvisarlo ????
www.beppegrillo.it
plastico
09 giu 2006 - 14:04 - #3La nostra sete di energia è molto grande e i prossimi anni, con il lento esaurirsi di petrolio e gas, il problema sarà sempre più sentito. Tuttavia non bisogna trovare una unica soluzione alternativa quanto piuttosto rendersi conto che tante piccole possibilità, se sommate, possono fare molto. Da primo sicuramente ridurre il consumo; basterebbe sviluppare una maggior coscienza collettiva del problema e tentare di modificare le proprie abitudini. Se non ne saremo capaci la natura ci obbligherà a farlo, in modo molto più doloroso…
Luca B
09 giu 2006 - 14:52 - #4Non è il fotovoltaico il sistema migliore per sfruttare il sole del deserto bensì il termosolare che consente l’accumulo.
In generale le grosse installazioni nei deserti sono proprio fatte in questo modo.
Il fotovoltaico può andare bene per le abitazioni oppure per zone con sole ma non calde.
Speriamo che questo governo faccia qualcosa io la vedo piuttosto dura.
Speriamo soprattutto che nel settore mettano gente seria che sappia qual’è l’argomento e che non riescano a far capire alla popolazione i vantaggi di queste tecnologie onde evitare episodi come quelli che hanno interessato l’eolico.
pentolaccia
09 giu 2006 - 19:24 - #5bhe, come si dice, la scoperta dell’acqua calda….
ora perchè le cose più logiche sono sempre le ultime a essere fatte?
Nirvene
10 giu 2006 - 08:08 - #6Nei anime giapponesi ho trovato uno spunto interessante, pannelli fotovoltaici montati su strutture verticali che consentono di ridurre lo spazio necessario se disposti orizzontalmente, ovviamento ho i miei interrogativi a proposito della realizzibilità.
Cmq penso che uno dei passaggi necessari sia attuare una politica di razionalizzazione dei consumi energetici.
Antonio
12 giu 2006 - 13:39 - #7Se non ci fossero le tempeste di sabbia magari il fotovoltaico nel deserto sarebbe una buona soluzione.
url
24 dic 2007 - 03:32 - #8urlurl
Volpettina
16 mar 2009 - 11:30 - #9Ho visto in un programma televisivo delle case ecologiche e autosufficienti nel deserto dell’ Arizona, ma non riesco a trovarne traccia su internet. Aiutatemi, grazie.