Barriere di lana per pulire il mare inquinato

Geolana è la risposta dell’azienda sarda Edilzero all’inquinamento delle acque marine

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Sono le attività quotidiane come il turismo e la pesca a rappresentare il maggior pericolo per i nostri mari: l’inquinamento dovuto a questo tipo di attività e ai microsversamenti è triplo rispetto alle contaminazioni dovute agli incidenti a petroliere e piattaforme petrolifere.

Una risposta a questa emergenza globale arriva da Geolana, prodotta da Edizero, un’azienda sarda che ha messo a punto una tecnologia geotessile in lana vergine di pecora in grado di ripulire i bacini idrici dagli idrocarburi. Questo speciale tessuto è stato studiato per essere un habitat ideale per i microrganismi che si nutrono degli idrocarburi sversati durante le operazioni portuali.

Grazie a questa particolare tecnologia tessile, la lana lavorata a microcelle attira e concentra microcefali che assorbono con rapidità gli inquinanti presenti nell’acqua.

Praticamente Geolana offre un habitat ottimale a organismi già presenti in natura che svolgono l’attività di depuratori naturali: con un chilo di Geolana è possibile decomporre fra i 7 e i 14 chilogrammi di idrocarburi, ma uno degli aspetti più interessanti è dato dal fatto che il prodotto può essere utilizzabile fino a cinque volte.

Dopo l’incidente della Deepwater Horizon, Bp utilizzò solventi anti-petrolio molto più dannosi e tossici del greggio fuoriuscito, Geolana, invece, propone un alternativa naturale: da una parte c’è l’assorbimento degli idrocarburi, dall’altra la biodegradazione degli stessi.

Via | Edizero

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