Siamo alla crisi ecologica e serve un Piano B

Abbiamo 500 obiettivi davanti da raggiungere per evitare che le risorse naturali del Pianeta si esauriscano e evitiamo accuratamente di impegnarci. E' questa in sostanza la conclusione dell'UNEP e dunque per contrastare questa scelta errata ha lanciato la V edizione del programma GEO5 proprio il 6 giugno. La pubblicazione del Rapporto giunge dunque alla vigilia della Conferenza di Rio 20+, e è lo strumento usato per misurare lo stato di avanzamento dei 90 principali obiettivi e traguardi ambientali e per dimostrare che solo in quattro casi si sono compiuti progressi significativi:


  1. rimozione di produzione e uso di sostanze che riducono lo strato di ozono;

  2. eliminazione del piombo nei carburanti;

  3. accesso all'acqua potabile sicura;

  4. promozione per la ricerca nella lotta contro l'inquinamento marino.



Il rapporto avverte che, se l'umanità non cambia rotta immediatamente, si raggiungeranno presto le soglie critiche oltre il quale potranno realizzarsi cambiamenti irreversibili e improvvisi e che andranno a colpire le funzioni vitali del nostro pianeta. Spiega Achim Steiner sottosegretario generale delle Nazioni Unite e direttore Esecutivo dell'UNEP:

Se questa situazione continua, se le attuali strutture di produzione e consumo di risorse naturali continuano a prevalere e se nulla viene fatto per invertire questa tendenza, i governi si assumeranno la responsabilità di un livello di degrado dall'impatto senza precedenti.

Alcuni progressi sono stati registrati nell'ambito di 40 obiettivi che includono l'estensione delle aree protette come parchi nazionali e gli sforzi per ridurre la deforestazione. Di contro, non è stato registrato alcun avanzamento o debole miglioramento in 24 obiettivi tra cui lotta al cambiamento climatico; protezione degli stock ittici, lotta contro la desertificazione e la siccità e protezione delle barriere coralline. Infine, 14 obiettivi non sono stati valutati per insufficienza di dati.

Il rapporto perciò fissa una serie di raccomandazioni:


  • È essenziale raccogliere dati più affidabili per una decisione consapevole sulle risorse ambientali e misurare i progressi compiuti rispetto agli obiettivi fissati a livello internazionale;


  • Abbiamo bisogno di definire obiettivi di sviluppo e ambientali chiari e nel lungo periodo e aumentare il livello di responsabilità nei confronti degli accordi internazionali;


  • E 'necessario rafforzare la capacità di fornire informazioni ambientali, in particolare nei paesi in via di sviluppo;
  • Le modifiche sono essenziali sia breve sia a lungo termine, ce devono contemplare la tecnologia, gli investimenti e le misure di governance, così come è necessario mutare lo stile di vita sulla base di un cambiamento di mentalità e di recupero dei valori di sostenibilità ed equità.


  • La cooperazione internazionale è essenziale, dato che i problemi ambientali non si fermano ai confini nazionali. Misure globali sono fondamentali per fissare obiettivi, raccogliere fondi e facilitare la condivisione di buone pratiche.
  • Anche se alcune risposte a livello nazionale e regionale sono state positivi, un approccio multipolare della governance è necessario per ottenere risultati efficaci, efficienti ed equi.
  • Il miglioramento del benessere umano dipende dalla capacità di ciascuno, singolo governo, paese e comunità internazionale di rispondere al cambiamento climatico.La Conferenza di Rio +20 offre l'opportunità di valutare i successi e gli insuccessi, e di incoraggiare l'attuazione di un'azione globale verso il cambiamento.

Via | Notre-Planete
Foto | TM News

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