Fiat Panda #BioMetaNow: 80mila chilometri con il biometano

Grazie al progetto #BioMetaNow, una Fiat Panda percorrerà 80 mila km con il biometano prodotto da Gruppo CAP.

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Una Fiat Panda Natural Power percorrerà 80 mila chilometri alimentata con il biometano prodotto da Gruppo CAP, il gestore del Servizio Idrico Integrato della Città Metropolitana di Milano. E' questa la sperimentazione del gruppo FCA. La vettura effettuerà nell'arco del test alcune verifiche da parte del CRF (il Centro Ricerche di FCA) che valuterà quali effetti il biocarburante avrà sul motore TwinAir di 0.9 cm3.

La Fiat Panda, consegnata al Gruppo CAP Presso il Mirafiori Motor Village di Fiat Chrysler Automobiles di Torino, sarà alimentata con il biometano prodotto dai reflui fognari trattati nell'impianto di Niguarda-Bresso. Lì il Gruppo CAP sta trasformando i suoi depuratori in bio-raffinerie e punta ad aprire nel milanese il primo distributore di biometano a km zero. Secondo i calcoli dell'azienda, il solo depuratore di Bresso potrebbe produrre quasi 342 mila chilogrammi di biometano, quanto basta per alimentare 416 veicoli per 20mila chilometri all'anno. Il percorso di prova della Fiat Panda sarà accompagnato dall'hashtag #BioMetaNow, che racconterà sui social network le tappe del progetto.

Secondo FCA, con una Fiat Panda alimentata al 100% con biometano estratto da reflui fognari la riduzione di emissioni di CO2 può raggiungere il 97% rispetto allo stesso modello a benzina invece del 31% di quella di un'auto alimentata a metano. Il biometano presente le stesse caratteristiche del metano ma viene prodotto da fonti rinnovabili o a zero impatto: si può ottenere da acque di scarto, dagli scarti di biomasse di origine agricola e dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani.

 

 

E' risaputo che il metano è il carburante più rispettoso dell'ambiente. Inoltre abbonda in natura e non necessita del trasporto con autocisterne. Grazie alle minime emissioni nocive e con un particolato ridotto praticamente a zero, le auto a metano potrebbero contribuire a ridurre l'inquinamento dei veicoli in città. Il paradosso è che nella stessa città dove questa sperimentazione è in atto, l'amministrazione comunale ha da poco imposto il pagamento di "Area C" ai mezzi a metano (e a quelli alimentati a GPL).

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