Più energia da idrocarburi ma a basso prezzo o meno tasse?

Il Giornale raccoglie l'appello degli imprenditori italiani che chiedono energia elettrica a un prezzo più basso! In media, è spiegato che all'industria italiana l'energia costa il 40% in più che altrove e che se misurato il soldi è pari a 8 miliardi l'euro l'anno in più. Una cifra enorme.

Ma gratta gratta il problema vero non è solo di approvvigionamento energetico, quanto piuttosto di tasse. Scrive Il Giornale:

Il comparto manifatturiero si attende, però, misure concrete che possano ridurre la componente fiscale che pesa sul 41% del costo del gasolio al netto dell'Iva contro una media europea del 34%. Analoga situazione si verifica per il costo del kWh elettrico e per il gas naturale, con un forte aggravio sui costi operativi del sistema Italia.

La risposta di Corrado Passera, ministro per lo Sviluppo non si è orientata verso una convergenza di vedute con gli imprenditori che chiedono meno tasse ma nella ricetta: più trivellazioni per tutti che detto tra di noi non vuol dire più petrolio per tutti:

Tra le novità, Passera ha indicato che l'Italia deve puntare a incrementare la produzione nazionale di idrocarburi, dall'attuale 10% al 20% dei consumi (diminuendo i vincoli) e a diventare un hub sud europeo del gas. L'unica vera critica ai suoi predecessori è stata quella di aver favorito troppo le energie rinnovabili elettriche (come il solare), "che hanno un'efficacia inferiori rispetto alle rinnovabili termiche".

Eppoi: mica si trivella oggi e domani esce petrolio per alimentare centrali elettriche che forniscono energia a basso costo alle aziende italiane? Il processo è molto più complicato di quel che ci vuol far credere il ministro Passera. In ogni caso la risposta degli imprenditori è stata molto ma molto pragmatica e immediata: fanno da sé. Innanzitutto puntando sull'efficienza energetica che poi vuol dire risparmio mirato eppoi acquistando energia dove costa meno grazie a acquisti in consorzio. Confcommercio ha messo su Tradecom un vero grossista dell'energia che acquista a prezzi bassi:

Un grossista indipendente che ha toccato quota due miliardi di kwh, permettendo di realizzare risparmi medi di circa 7-10% sul costo della fornitura.

Si vende bene anche energia da fonti rinnovabili, ma ovviamente quel che si sente ancora nonostante tutto è l'aggravio fiscale che pesa a lasciare libere le aziende. Trivelle si, trivelle no diventa perciò un problema del tutto politico e poco pragmatico per gli imprenditori.

Foto | TM News

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