Mobilità sostenibile: dati e proposte di Legambiente

Per migliorare e diffondere la mobilità sostenibile, arrivano alcune proposte di Legambiente.

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Come migliorare e diffondere la mobilità sostenibile? Le proposte di Legambiente puntano a spostare le politiche nazionali verso le città e gli investimenti infrastrutturali per nuovi treni, bus e tram, replicando le buone pratiche già attive sul territorio. E' questo quanto emerso dal convegno "Mobilità In-sostenibile. Obiettivi pubblici e ruolo dei privati per cambiare la situazione delle città italiane" organizzato a luglio a Roma. I dati diffusi da Asstra (Associazione delle società ed enti del trasporto pubblico locale di proprietà) confermano che il mezzo di trasporto privato è ancora quello più usato a discapito dei mezzi pubblici sempre più in sofferenza tra tagli, disservizi e inefficienze: negli ultimi anni è aumentata la quota degli spostamenti in auto che è passata dall’8,1% del 2014 al’8,3% del 2015 mentre è diminuita quella effettuata con i mezzi pubblici (dal 14,6% del 2014 all’11,7% del 2015).

Tra le grandi città, la maglia nera spetta a Roma, molto indietro rispetto alle sorelle europee per dotazioni di metropolitane, tram, ferrovie suburbane, mentre il possesso di automobili è da record, pari a 67 auto ogni 100 abitanti. La situazione generale del Paese è peggiorata anche per l’assenza di investimenti: secondo i dati di Asstra, dal 2005 al 2015 si è registrata una riduzione del 13% del parco circolante degli autobus (da 58.307 a 50.576 mezzi in circolazione) nonostante i 14 milioni di cittadini che usufruiscono del trasporto pubblico locale su gomma. Inoltre il parco mezzi dell'Italia è il più anziano d’Europa con una media di età di 11,38 anni contro i 7 anni dell’Ue. Secondo Legambiente le ragioni della crisi che ha colpito il trasporto pubblico sono legate anche al fatto che le città metropolitane, dove vive il 40% della popolazione, sono escluse dalle decisioni sui trasporti, perché le Regioni decidono sul trasporto ferroviario pendolare mentre il trasporto pubblico locale è gestito separatamente da centinaia di Comuni.

Per questo l’associazione ambientalista ha ribadito l’urgenza di ripensare le politiche nazionali sulla mobilità, dando priorità agli investimenti infrastrutturali da destinare ai centri urbani includendo pratiche come lo sharing e la micromobilità elettrica per avere città più competitive, sostenibili e al passo delle città europee. La sfida legata alla mobilità sostenibile punta a replicare le buone pratiche già avviate in alcune grandi città italiane e che riguardano il potenziamento delle linee ferroviarie e tramviarie, l’introduzione di aree pedonali e zone a traffico limitato a pagamento e un maggior investimento su piste ciclabili e micromobilità. Tra gli esempi virtuosi vengono citati Firenze e Palermo con il potenziamento della linea tranviaria, e Pesaro con la bicipolitana lunga 85 km e con 14 linee che connettono tutte le aree della città. Promossa la Puglia per l’introduzione del biglietto ferroviario integrato e il Trentino Alto Adige con la riqualificazione e il potenziamento della linea ferroviaria in Val Venosta.

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