L’orso Bruno di cui avevamo seguito le vicissitudini è stato ucciso. E’ morto in Baviera, vicino al lago Spitzing, sotto i proiettili di un gruppo di cacciatori che davano la caccia all’animale. L’Ansa riporta le parole di un portavoce del ministero dell’ambiente regionale di Monaco di Baviera ha detto che un gruppo di cacciatori ha sparato e ucciso l’animale selvatico, ritenuto un pericolo per l’uomo.
Sarà, ma non ci sembra che l’orso abbia fatto qualcosa di male a nessun uomo, e comunque si conferma, come sempre, la tragica atavicità delle paure degli uomini, per cui se un predatore come uno squalo attacca un uomo scatta puntuale una sorta di paranoia collettiva e qualcuno inizia a dire che bisogna dargli la caccia. Questo orso non aveva nemmeno mangiato nessuno, mangiava le pecore. Mentre invece ogni giorno sulle strade e sulle autostrade le auto si confermano fra i predatori di uomini più efficienti del pianeta. Ma a nessuno vengono in mente idee deliranti tipo ritirare dal mercato le auto che hanno investito pedoni. Perché le auto non fanno parte delle nostre paure più antiche, radicate nell’inconscio collettivo.
Lucio
26 giu 2006 - 13:55 - #1No comment
Tony
26 giu 2006 - 14:38 - #2non c’era bisogno… prendiamo a pallettoni i cacciatori…
ale
26 giu 2006 - 14:46 - #3Addio amico orso, perdonaci se puoi. Che brutta notizia per cominciare la giornata… :-(
Gianluca
26 giu 2006 - 15:41 - #4[…]Perchè le auto non fanno parte delle nostre paure più antiche, radicate nell’inconscio collettivo.[…]
Non utilizziamo le ataviche paure dell’inconscio collettivo per “giustificare in qualche modo” la tragicità di questo evento.
So che non era questo che intendevi dire, ma questa è una delle possibili letture.
Io non chiamerei in causa le ataviche paure (nel 2006 in europa????) ma l’imbecilità degli uomini.
Si perchè di imbecillità si tratta, non di stupidità, non di ignoranza, ma di pura e semplice idiozia.
Idiozia delle pubbliche amministrazioni, idiozia dei cacciatori (imbracciare un fucile e sparare ad esseri viventi per sport/gioco puo’ essere altro?) idiozia dei mezzi di informazione, e, consentitemelo, idiozia degli ambientalisti che non sono stati capaci di imporsi per salvare la vita a Bruno.
Siamo capaci di andare nello spazio, di far viaggiare in giro per il globo fasci di elettroni, di cucinare con le microonde e non sappiamo gestire un orso che mangia qualche pecora?
Come la possiamo chiamare questa se non IMBECILLITA’?
Margherita
26 giu 2006 - 16:19 - #5Non tutti gli essere umani sono stupidi. Ho letto una volta, che in Australia dopo che era iniziata una caccia ad uno squalo “assasino” (colpevole di avere ucciso un surfista), il fratello della vittima ne aveva chiesto l’interruzione, dicendo che era stato l’uomo ad aver invaso il territorio dello squalo. L’animale si era solo difeso.
Quartz
26 giu 2006 - 21:28 - #6Che tristezza…
No comment veramente, completamente daccordo con Gianluca…
Ma la cosa che più mi spaventa è che si scateni grazie ai giornali una gara a prendere posizione, fra chi vede prima le “ragioni” di questi “cacciatori” (che non sono neppure degni del nome) e chi quelle dell’orso… facendoci definitivamente assuefare a questo genere di barbarie. E gli ambientalisti italiani sono dei maestri in questo scontro frontale… quando invece si dovrebbe cercare di ragionare e crescere assieme.
Sembriamo quattro bambini che si tirano i sassi per 2 caramelle dal gusto neanche tanto irresistibile…
pentolaccia
26 giu 2006 - 22:46 - #7una domanda: se sono riusciti a sparargli all’orso perchè non hanno utilizzato sedativi e sonniferi?
Gianluca
27 giu 2006 - 01:17 - #8Secondo me non hanno mai avuto intenzione di sedarlo….e , mi chiedo anche, a casa di quale imbecille troneggerà sul camino l’ignobile trofeo della testa di Bruno?
mario
27 giu 2006 - 09:13 - #9Ciao amico orso. Scusa se esistono gli uomini. Meglio un giorno da orso “Bruno” che 100 da pecore. Strano che fino a quando non potevano ucciderlo nessuna squadra lo ha visto e invece dopo l’autorizzazione all’abbattimento la mattina stessa lo hanno trovato.
David Fiacchini
27 giu 2006 - 16:46 - #10Agiamo da cittadini “attivi”: BOICOTTIAMO I PRODOTTI TEDESCHI ED IN PARTICOLARE QUELLI DELLA BAVIERA, scrivendo una breve mail di protesta alle autorità bavaresi.
ciao
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Al Presidente della Regione della Baviera
Al Ministero dell’Ambiente regionale di Monaco di Baviera
edmund.stoiber@csu-bayern.de
poststelle@stmugv.bayern.de
Oggetto: la Germania da oggi ha un potenziale turista italiano in meno. Vergogna e amarezza per l’uccisione di un giovane esemplare di Orso bruno.
Con la presente esprimo il mio più grande sdegno per l’uccisione dell’esemplare di Orso bruno “JJ1″ avvenuta in territorio tedesco dietro espressa autorizzazione del Ministero dell’Ambiente regionale di Monaco di Baviera.
Non ci sono parole per poter commentare un atto vile, vergognoso, indegno, meschino, vigliacco, assurdo. Mi chiedo come è possibile, arrivati nel 2006, dover assistere impotenti a queste decisioni inspiegabili che rispecchiano una visione miope del mondo naturale, visione in grado di portare ad ignobili soluzioni estreme come quella oggetto della presente lettera.
Non è uccidendo un Orso bruno, o un Lupo, che si risolve il problema di una, dieci, mille pecore sbranate. Non è con questo approccio assassino che si tutela la sicurezza e l’incolumità dei cittadini, dei turisti, dei pastori, degli animali domestici.
Il progetto Life Ursus, finanziato dalla Comunità Europea, è un progetto italiano che si rivolge, però, ad una specie animale in pericolo di estinzione a livello globale: sono stati spesi dei soldi (anche tedeschi) per la tutela del plantigrado a livello europeo, ed ora la Germania ha ucciso uno dei primi concreti risultati di questo progetto.
Con la presente Vi comunico che adotterò tutti i comportamenti legali, singoli e di gruppo, per boicottare la Vostra regione e i Vostri prodotti. Informerò quante più persone possibili, sia in ambito locale che nazionale, su quanto è avvenuto e chiederò con forza di evitare viaggi, vacanze e attività commerciali con la Germania e in particolare con la regione della Baviera.
Con infinita amarezza e delusione, un cittadino italiano.