
Ci scrive Carlo con un’interessante osservazione e una proposta sulle bici elettriche:
Vorrei segnalarvi un problema sull’attuale normativa del codice della strada
in merito alle cosiddette *bici elettriche*. In sintesi se uno acquista una bicicletta non omologata e provvista di acceleratore può eliminare tutte le fatiche e, non pedalando, raggiungere i 20 Km/h . E’ fantastico, peccato che a questo punto intervenga la legge che le equipari a ciclomotori e quindi : obbligo di casco, assicurazione, targa. Non vi sembra sia un po’ eccessivo? Sono convinto che questo mezzo potrebbe essere una buona alternativa. L’ho usata per una stagione fino a quando un vigile voleva darmi 800 € di multa. E mi si è infranto un sogno. Non sarebbe il caso di proporre una raccolta di firme per abrogare quelle norme del codice della strada che ne limitano l’utilizzo ? Grazie
RiGiTaN's
04 lug 2006 - 14:51 - #1ma è assurdo!!! con la bici normale arrivo tranquillamente a 50 km l ora e con quella elettrica…devo pagare l’assicurazione!!! allora se c è l obbligo del casco ci dev essere sempre, anche con le bici normali se si gira per percorsi urbani-cittadini. spero solo che se un giorno gli italiani in bici aumentassero non venga a qualcuno la malsana idea di fare l assicurazione obbligatoria :( RiGiTaN’s
Il ciclista
04 lug 2006 - 15:54 - #2Il problema non si pone con biciclette omologate che hanno l’acceleratore a levetta mi sembra, sentivo un venditore che ne parlava, se hanno l’acceleratore tipo scooter e moto a manopola, sono equiparate ai mezzi a motore…
carlo
04 lug 2006 - 17:38 - #3Mi spiace .. ma il codice della strada parla chiaro : la pedalata deve essere assisita . Quindi: puoi far finta di pedalare e sei a posto con la legge . Ma è una assurdità perchè le velocità che raggiungi son basse . Avrebbe valore se raggiungessi e superassi i 40 KM/h , ma non è così.
Luca B
04 lug 2006 - 17:44 - #4Il codice parla chiaro è vero, comunque si può sempre cambiare!!
E già che ci siamo si potrebbe regolamentare anche i monopattini elettrici in modo da poterli usare magari nelle piste ciclabili.
Ricordiamo che potenzialmente per ognuno di questi mezzi si potrebbe tenere a casa un’auto.
Mescal
04 lug 2006 - 17:49 - #5Come al solito la burocrazia italiana è demenziale…
siamo stufi di tutti questi impedimenti
carlo
04 lug 2006 - 18:14 - #6Io non lo so se una bici elettrica che al massimo va a 25 Km/h possa essere pericolosa per se e per gli altri.
Penso però che dia fastidio per il fatto che non paga nessuna assicurazione e bollo .
Che possa essere giusto essere tutelati se succede qualcosa .. evabbè ( è una eventualità ) ma Cristo ! lasciate perlomeno una porta aperta a chi non ha le disponibilità e con questo mezzo potrebbe riscattarsi …
già
04 lug 2006 - 21:53 - #7Beh e come si cambia il codice della strada? io non conosco nulla, non me ne intendo proprio, referendum? Se dobbiamo farlo facciamolo, si apre un sito web e si fa. Dobbiamo metterci d’impegno raga, non possiamo solamente aprire ecoblog leggere commentare e continuare la nostra giornata senza preoccupazioni. Così come appena sarà possibile nel 2007 convertirci a fornitori di energia unicamente rinnovabile.
lucio
04 lug 2006 - 23:49 - #8effettivamente è molto assurda questa legge…cmq se mi compro una bici elettrica la trucco e gli faccio fare i 380km/h cosi vediamo chi mi prende…
Vegeta
05 lug 2006 - 00:19 - #9Effettivamente alcune leggi sono proprio stupide e ci vorrebbero più raccolte di firme…
Green Line Mobility
05 lug 2006 - 10:18 - #10La legge è assurda, e si dovrebbe cambiare ma le difficoltà non si limitano al fatto dotare le bici elettriche che possono andare senza pedalare di targa per ciclomotori e quindi pagare bollo ed assicurazione ed indossare il casco.
Queste cose disturbano in modo limitato in quanto questi mezzi sarebbero incentivati e dovrebbero essere esenti dal bollo per 5 anni articolo 20 del DPR N° 39 del 05.02.53
dal 6° anno in poi la riduzione è del 75%.
Inoltre a tutti i veicoli elettrici viene applicato uno sconto del 50% sul premio assicurativo (provvedimento CIP N° 10 del 05.05.93 del CIP). È il 50% rispetto ad un ciclomotore od una moto secondo le tariffe variabili da città a città.
La difficoltà principale è sapere come riuscire a renderli a norma per il codice della strada, sembra che per fare ciò sia necessario un collaudo alla motorizzazione civile e che nonostante molti mezzi siano già circolanti in paesi dove sono un po’ più avanti di noi come ad esempio la Germania, in Italia si debbano spendere cifre da capogiro per regolarizzarli!
La bici elettrica che va da sola più bella che abbiamo individuato è la tedesca Estelle della Heinzamann, mentre quella regolamentare migliore del mondo è la FLYER. Entrambi i prodotti sono piuttosto costosi, hanno il prezzo equivalente a quello di uno scooter ma hanno poi costi di esercizio praticamente nulli, il costo vero è dato dal cambio delle batterie che si renderà necessario fra qualche anno.
Per maggiori informazioni www.greenlinemobility.com
carlo
05 lug 2006 - 13:08 - #11Se si comincia a fare una petizione, come proposta di legge per il miglioramento dell’esistente , voglio essere il primo a firmarla .
carlo
09 lug 2006 - 14:21 - #12Cavoli, che difficile coinvolgere qualcuno ..
Ho inviato una e-mail al Codacons ( Ass.Consumatori ) con il link a questo blog .
Vediamo se rispondono.
natale58
09 lug 2006 - 17:44 - #13io vendo biciclette e ho tentato tante volte di vendere biciclette elettriche a norma ma ho sempre incontrato lo scetticismo dell’acquirente perche e difficile spiegare alla gente l’assurdita della legge attuale.poi un altro fattore importante e la differenza di prezzo tra i prodotti a norma e quelli illegali.per il discorso di cambiare la legge attuale questo sara un grosso problema perche i pochi pseudo produttori di questi mezzi in italia fanno parte di una associazione molto importante.una parola importante si deve dire sulla sicurezza perche molti di questi mezzi in realta hanno seri problemi di affidabilita ma questo e un problema che purtroppo si puo superare solo con la serieta di chi importa o vende questi prodotti
diana
12 lug 2006 - 15:45 - #14L’art. 50 del Codice della Strada, modificato nel 2003, dice che sono “altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”. Mi sembra abbastanza chiaro… o il problema riguarda l’omologazione?!?
carlo
13 lug 2006 - 12:53 - #15Sì, ed è appunto di questo che stiamo discutendo: se è necessario che la pedalata sia o meno assistita.
Basterebbe solo modificare quel benedetto art.50 omettendo “a pedalata assistita”.
Sui avrebbe così un mezzo accessibile a tutti con costi bassissimi di gestione, senza pedalare ovviamente.
cinciu
13 lug 2006 - 23:31 - #16si dovrebbe riproporre la vecchia nomativa in proposta che fino ad una certa velocita potrebbero circolare inserendo una assicurazione cautelativa sul telaio
sara possibile!!!!!!!! il petrolio sale….le tasse servono…
Green Line Mobility
16 lug 2006 - 19:53 - #17A questo indirizzo:
www.flyerbici.com
vi è un forum
http://www.greenlinemobility.it/e-bike/viewtopic.php?p=31#31
dove si vota per tentare di cambiare questa stupida legge
FREDDY
20 lug 2006 - 22:57 - #18BASTA BASTA CON QUESTE LAMENTELE SCRITTE DAVANTI AL PC COMODAMENTE SEDUTI!!!!! SCENDETE IN PIAZZA COME NOI…E CAMBIEREMO QUALCOSA. SIAMO ANCORA TROPPO POCHI E SE CREDIAMO CHE SARANNO GLI ALTRI A RISOLVERE LE COSE CONTINUEREMO A FRIGGERE NELLA M….
Gabriele Santanché
31 lug 2006 - 18:52 - #19Nulla si può contro il Petrolio (Petrolieri etc…)
girogentili
03 ago 2006 - 13:57 - #20Posseggo un ciclomotore elettrico (velocità max 23 KM/H) che, adesso lo posso dire, ho incautamente acquistato lo scorso anno per scoprire successivamente che è sottoposto agli stessi obblighi normativi di un inquinante cinquantino che dovrebbe sviluppare al massimo 45 KM/H ma che è costruito per farne 80-110 grazie ad una piccola modifica che i “rivenditori” raccomandano di effettuare subito”…altrimenti il mezzo soffre…”
Ma anche a prescindere da questa considerazione-lo scopo dell’incentivo all’elettrico non doveva servire a purificare l’ammorbante atmosfera cittadina?- quello che trovo aberrante è che la mia compagnia di assicurazione nel 2006 ha richiesto un Premio più che doppio rispetto all’anno precedente senza alcun apparente motivo.
Perchè non pubblicate un elenco delle COMPAGNIE che dimostrano maggior sensibilità verso questo problema?
diana
03 ago 2006 - 17:29 - #21Rileggendo il *famigerato* articolo del Codice della strada, non mi sembra che il problema sia la pedalata assistita in sè (rientra comunque nella definizione di bicicletta) e nemmeno il fatto che il sistema si stacchi raggiunti i 25 km/h. Quello che fa la differenza è che il sistema di assistenza si deve staccare quando non si pedala, e questo sì che non è comodo!
Ma forse basta pedalare piano-piano-piano… qualcuno mi sa dire come funzionano in pratica?
franco
04 ago 2006 - 22:00 - #22Concordo pienamente…che male posso fare alla societa’ andando con l’acceleratore alla velocita’ di 20-25 km ora ?????Ma forse Colannino e la sua corte non la pensa come me…
carloss
12 ago 2006 - 12:46 - #23In una serata, dedicata ad una rievocazione storica dei Templari, ho preso coraggio e approfittato per parlare con il Vice Presidente della Regione Veneto che mi ha garantito, sebbene non conosca il problema ( bici elettriche ), di girare un’eventuale e-mail alla commissione trasporti …
Speriamo bene ..
(Non è che abbia grandi aspettative, però insisto e porto avanti, per quel che posso questo problema )
Nick costruttore di pazzie
15 ago 2006 - 01:53 - #24Purtroppo è tutto inutile.
Nick costruttore di pazzie
15 ago 2006 - 01:55 - #25Non posso dire altro: il sito si rifiuta di pubblicare ciò che ho scritto: nulla d’offensivo, ma potrebbe far male a qualcuno.
Nick costruttore di pazzie
15 ago 2006 - 01:55 - #26Ovviamente qualcuno che ci guadagna parecchio in questa faccenda…
carlo
19 ago 2006 - 11:03 - #27E la lettera l’ho scritta ed inviata.
Vi terrò informati se ci saranno sviluppi.
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Al Vice Presidente della Regione Veneto
Come promesso quando ci vedemmo alla rievocazione storica dei Templari ad Ormelle il 12 Agosto 06, invio la presente per sensibilizzare il problema dell’attuale normativa sulle biciclette elettriche a pedalata assistita.
Confido che possa girare questa e-mail nelle sedi opportune.
Biciclette a pedalata assistita
Ricordo che vi è una limitazione sancita dal codice della strada in cui non è possibile usare tali mezzi sennon pedalando :
Infatti l’art. 50 del Codice della Strada, modificato nel 2003, dice che sono “altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”.
Quest’ultimo commento alla norma obbliga di fatto a pedalare per avere “l’assistenza” del motore elettrico.
Se venisse abrogata si avrebbe così la possibilità di usare le biciclette elettriche senza pedalare e senza alcuno sforzo, il che indurrebbe molte persone ad utilizzarla in alternativa all’auto o al motorino.
Si consideri inoltre che essendo un mezzo “povero” (senza obbligo di targa, casco, e assicurazione), darebbe la possibilità a chi realmente si trova in difficoltà economiche a spostarsi, e con poca spesa.
Il problema non è da poco se visto su larga scala e potrebbe essere un’aiuto a ridurre traffico e inquinamento (anche acustico) nelle città.
Ricordo inoltre che sono sorti gruppi di interesse in Internet dedicati all’argomento raccogliendo numerose proteste, ma però impotenti non avendo alcuninterlocutore…
E’ possibile cambiare tale norma nel territorio italiano ?
E se no, è possibile cambiarla solo a livello regionale ?
grazie
carlo
21 ago 2006 - 11:56 - #28L’e-mail è arrivata a destinazione:
Subject: Biciclette elettriche
was read on Mon, 21 Aug 2006 09:01:48 +0200
però non ho ancora nessuna risposta diretta.
Nel mentre giro un’altra lettera, quella che diede inizio un pò a tutta questa mia testardaggine nel cercare di risolvere questo problema.
La lettera fu spedita a varie redazioni di giornali e pubblicata in diverse testate. In alcuni mi han pure chiamato per sapere se era vero quello che era successo ..
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Il controsenso delle bici elettriche.
Nove di sera. Il vento fra i capelli in sella alla mia bici elettrica in una via di Conegliano. Mi si affianca un’auto: sono i vigili ! “Lei ha un acceleratore ?” lì per lì non capivo; me lo ripetono :”ha un acceleratore ?” a dire il vero non sò …, rispondo . Già, così mi fanno il conto perché è equiparabile ad un ciclomotore per cui .. 700 euro + 68 + non ricordo i singoli articoli ,compreso il sequestro del mezzo ovviamente . “Ma a dire il vero questa bici l’ho comperata con il contributo del Comune !” soggiungo , “e allora chi devo denunciare ora ? il Comune ?” . Siamo al paradosso .
E pensare che l’ho usata proprio con quello spirito ecologista profuso dall’Amministrazione Comunale, per levare un’auto dalla strada, per non inquinare, prendendo anche freddo, sfiorando i camion, e non mi è mai… sfiorata lontanamente l’idea di non essere “in regola” .
La pedalata deve essere assistita è questo che dice il Codice della Strada, altrimenti è equiparabile ad un ciclomotore, con tanto di targa, assicurazione e casco. Già, perché in tempi dove la benzina è
a 1,30 € e le assicurazioni sono alle stelle la bici elettrica è una trovata fantastica ! E ne ho fatti di chilometri, e mi sono pure divertito “ . Il vigile è clemente, capisce la situazione .Dopo aver preso le generalità mi dice : “Signor (-cut-), Lei ora vada a casa però non la voglio più vedere circolare in queste condizioni”.
E’ la fine di un sogno.
Arriva l’inverno e intanto la parcheggerò lì, in garage.
Userò l’auto.
Donatella
24 ago 2006 - 23:42 - #29Bologna Luglio, anche io sono stata “graziata” dal Vigile clemente ,peccato che io abbia comprato la bici con l’incentivo statalenel 2003, la mia ha un certificato di omologazione, e l’alternativa tra pedalata assistita e l’acceleratore, morale…..fingo di pedalare sperando che non mi becchi il medesimo vigile, ho saputo che a fine luglio ad una signora hanno sequestrato la bici e i vigili sono arrivati a sirene spiegate chiamati dagli autorizzati della sosta ,pare che il tipo del carro attrezzi fosse perplesso, che i vigili non avessero altro da fare?
se facciamo una manifestazione io ci stò
Donatella
carlo
25 ago 2006 - 19:28 - #30Una manifestazione ?! ma certo, tutti con la e-bike in piazza Montecitorio a Roma !!
E intanto ho mandato un’e-mail a LegaAmbiente.
Ma possibile che non risponda mai nessuno?
Cosa bisogna fare per sensibilizzare le istituzioni a questo problema ?
O che forse sono ancora tutti in ferie.
Bhò, mi sembra di essere Don Chishiotte contro i mulini a vento ..
Antonio
27 ago 2006 - 17:39 - #31Se mettessero l’obbligo di assicurazione per le bici elettriche allora bisognerebbe esterndelo anche alle bici tradizionali, visto che possono arrivare alle stesse velocità.
Sono invece daccordo sull’obbligatorietà del casco, per tutte le bici, elettriche e non. Ci si fa male anche cadendo a velocità ridotte, anche se in tanti fanno fatica a crederlo, vedi gente che ancora si ostina a non voler usare la cintura in auto in città perchè….”tanto si va piano”.
Di sicuro però un simile obbligo sarebbe molto osteggiato, con la scusa della scomodità del casco ( falso perchè ormai solo leggerissimi e non scaldano la testa) e per le signore e gli uomini vanitosi, perchè rovina l’acconciatura…..ne più e ne meno delle scuse di chi si ostina a non usare il casco in moto….
Donatella
29 ago 2006 - 23:33 - #32sono daccordo per il casco obbligatorio ai ciclisti,tutti,anche perchè una mountain-bike può arrivare a fare 40 km orari, o almeno così mi dicono
donatella
carlo
30 ago 2006 - 10:14 - #33Io credo che il vero problema sia il traffico e che bisogna porvi rimedio . La qualità della vita si misura anche nella tranquillità d’animo e non può essere altrimenti che uno specchio di dove viviamo. Se quando esci di casa devi stare attento a 100mila pericoli sennò rischi la vita , allora non posso essere tranquillo . Non parliamo poi dei rumori . Cambiare mentalità sull’uso dei mezzi di trasporto è un segno di civiltà e rispetto del prossimo . Poi per l’uso del casco o meno , questo è secondario . Necessita invece che con poca spesa possa spostarmi arrecando il minor danno possibile e la bici elettrica può essere una delle tante soluzioni. A patto però che me lo lascino fare !
diana
04 set 2006 - 18:07 - #34Basta che non succeda quanto è accaduto con i ciclomotori: senza meccanismo bonus/malus, in molti si sono sistemati l’auto (rovinata da soli, e sapete quanto costano le riparazioni!) dicendo di essere stati tamponati da un ciclomotore. Il proprietario di quest’ultimo, compiacente, passava poi senza problemi ad altra compagnia visto che non vi era traccia del sinistro.
Risultato: dopo due anni hanno inserito il bonus/malus anche per i ciclomotori e ritoccato le tariffe…
Domanda: la famosa “assicurazione del capofamiglia” non copre anche i sinistri a persone causati mentre si è in bicicletta?!
carlo
07 set 2006 - 15:36 - #35Legambiente risponde così :
Lei ha pienamente ragione ma la vicenda è la solita “tragicommedia all’italiana”. La questione non riguarda solo il pedalare o meno ma in più in generale un insieme di questioni che di seguito cerco di elencarle:
La legge è assurda, e si dovrebbe cambiare ma le difficoltà non si
limitano al fatto di dotare le bici elettriche che possono andare senza pedalare di targa per ciclomotori e quindi pagare bollo ed assicurazione ed indossare il casco. Queste cose disturbano in modo limitato in quanto questi mezzi sarebbero incentivati e dovrebbero essere esenti dal bollo per 5 anni articolo 20 del DPR N° 39 dal 6° anno in poi la riduzione è del 75%. Inoltre a tutti i veicoli elettrici viene applicato uno sconto del 50% sul premio assicurativo (provvedimento CIP N° 10 del 05.05.93 del CIP). È il 50% rispetto ad un ciclomotore od una moto secondo le tariffe variabili da città a città.
La difficoltà principale è sapere come riuscire a renderli a norma per il codice della strada, sembra che per fare ciò sia necessario un collaudo alla motorizzazione civile e che nonostante molti mezzi siano già circolanti in paesi dove sono un po’ più avanti di noi come ad esempio la Germania, in Italia si debbano spendere cifre da capogiro per regolarizzarli!
Cordiali saluti
m. p. Legambiente
carlo
07 set 2006 - 19:56 - #36m.p. per Legambiente dopo una mia successiva dove chiedevo collaborazione attiva, risponde così :
noi ci proveremo ma anche noi da soli poco possiamo fare. comunque ci proveremo almeno per capire come.
cordiali saluti
——————————————————————————-
e tanto per far qualcosa intanto ho mandato un’email alla redazione di report (rai3)
Antonio
09 set 2006 - 13:57 - #37Di recente l’ex sindacalista Trentin su una pista ciclabile in leggera discesa è
caduto sbattendo la testa con conseguenze abbastanza serie per un ematoma formatosi nel capo. Le bici, poi, da alcuni anni in qua viaggiano spesso senza catarifrangente posteriore, luci, camminano affiancate ed usano anche i marciapiedi e le aree pedonalizzate.
Certo, forse sono poche le piste ciclabili,ma secondo me andrebbe comunque reso obbligatorio l’uso del casco da ciclista, almeno in certi ambiti e a certe velocità, e rammentare che la bici è comunque un veicolo soggetto a norme del CDS.
bruno
12 set 2006 - 22:23 - #38sarebbe sicuramente ora di lasciare a casa macchine e moto e girare in bicicletta per le citta’,pensate un po’ all’aria pulita e al silenzio, saremmo anche meno stressati e molto piu’ sereni e…..con qualche euro di piu’ in tasca.
tutto cio’ sarebbe possibile con questo tipo di veicolo
GIOVANNI
15 set 2006 - 16:03 - #39Uso una bici elettrica a pedalata assistita (senza acceleratore) da circa 4 anni. Credo che l’acceleratore sia completamente inutile, perché in piano o in leggera salita la “fatica” che si fa pedalando è praticamente nulla, come pedalare in discesa, mentre sulle salite ripide (a Roma ce ne sono diverse) se non si pedalasse la bici si pianterebbe, o consumerebbe molta energia compromettendone l’autonomia.
Posso assicurare che anche in pieno agosto sopo 10 km di percorso misto (salite e discese) arrivo in ufficio quasi senza sudare.
Quindi fatevi coraggio, che pedalare fa anche bene alla salute!!!
Carlo
22 set 2006 - 15:30 - #40Rileggendo tutti i messaggi postati noto una certa confusione sulla normativa ed una scarsa conoscenza di questi mezzi.
Se permettete, anche a seguito della richiesta di alcuni “post”, vorrei dare un contributo per cercare di fare un po’ di chiarezza sulla questione.
L’attuale normativa richiede che le bici elettriche a pedalata assistita, per essere considerate tali (e non motorini), debbano soddisfare questi requisiti:
1) Il motore può dare la spinta solo se i pedali sono in movimento.
2) Il motore deve smettere di funzionare quando si raggiunge una velocità max. di 25 Km all’ora.
3) La bici deve essere dotata di un contatto che disabiliti il motore in fase di frenata.
In riferimento al punto 1) non è previsto alcun vincolo sulla quantità di forza che debba essere applicata ai pedali. Ne consegue, come altri hanno già detto, che in pianura e media salita, se la bici è di qualità ed ha un buon motore, lo sforzo applicato è veramente minimo. In salite più impegnative (anche io sono a Roma e ve ne sono tantissime) un certo sforzo sui pedali deve essere applicato comunque perchè, data la limitata potenza del motore, diversamente si provocherebbe il surriscaldamento dello stesso e l’impossibilità di superare la pendenza richiesta.
Non capisco quindi tutti i problemi sollevati da chi pretenderebbe per forza di andare di andare in bici senza pedalare. Tra l’altro, poichè molte bici non dispongono neanche di acceleratore, il motore risulterebbe sempre in tiro ed il guidatore non avrebbe uno strumento per decidere autonomamente quando andare a ruota libera. Il sensore sul pedale svolge egregiamente questo compito quindi è possibile decidere automaticamente quando si vuole essere aiutati e quando si vuole andare a ruota libera (ad esempio in discesa!).
Per quanto riguarda la velocità massima c’è da aggiungere che essa non è la velocità massima consentita in assoluto (spesso con una bici elettrica sono andato oltre 40 Km/h) ma solo quella superata la quale il motore deve smettere di funzionare. E’ chiaro quindi che con il contributo della normale pedalata è possibile andare a velocità assai più elevate.
In definitiva, secondo il mio parere, quello che effettivamente potrebbe essere preso in considerazione dalle Istituzioni, è l’aumento della potenza massima del motore ora ammessa (max 250 W). Aumentandola anche di poco, magari 300 W o poco più, la bici potrebbe dare una spinta ancora più efficace in salita, fermo restando la velocità massima per il contributo del motore (25 Km/h) che, a mio avviso, sembra del tutto adeguata al mezzo specifico.
(aumenti di potenza più esagerati si rifletterebbero comunque su una forte diminuzione dell’autonomia, salvo aumentare in parallelo la capacià, il peso ed il costo delle batterie)
Quanto ho esposto deriva da una forte esperienza specifica nel settore e dal positivo riscontro di decine e decine di utilizzari entusiasti.
Scusate ora questa piccola pubblicità, ma penso possa interessare specialmente chi abita a Roma e dintorni… vi invito a visitare il sito www.fashionmotors.it nella sezione “Bici elettriche” e se volete siete invitati a venire e provare dal vivo il funzionamento di molti modelli!
mike
28 ott 2006 - 17:16 - #41Io vorrei esprimere un commento piu’ generale sul fatto che forse occorrerebbe introdurre limiti ad es. di velocita’,peso, potenza, ingombri volti a tutelare la sicurezza. Al di sotto di tali limiti, pero’,bisognerebbe lasciare libero spazio alla creativita’ e all’ingegno di chi produce mezzi che possono essere alternativi alle auto inquinanti.
Altrettanta liberta’ guadagneremmo noi utilizzatori, di scegliere il mezzo che piu’ ci piace es. bici o monopattino o skateboard o pattini ecc. siano essi “con o senza acceleratore”. Se così fosse, il problema resterebbe solo quello di modulare tali limiti sulla base delle esperienze concrete.
Purtoppo il nostro sistema legislativo non è in grado di o non vuole adeguarsi tempestivamente ai cambiamenti tecnologici e sociali. Accade ciò anche quando il risultato di alcuni cambiamenti può migliorare la qualità della nostra vita e ad un costo bassissimo. Così si finisce per investire milioni in impianti semaforici intelligenti o rotatorie a livelli sfalsati, blocchi del traffico, targhe alterne ecc., quando basterebbe fornire un incentivo a costo zero ossia la liberta’ di spostarsi liberamente, sia pur nel rispetto di limiti sensati, con mezzi sostitutivi dell’auto per ottenere contemporaneamene tre grossi vantaggi: snellire il traffico, rendere l’aria che respiriamo meno dannosa e risparmiare tanti,tanti euro.
Vorrei anche esprimere una opinione rispetto al commento che ho letto sopra di un amante della pedalata. Pedalare, può essere si piacevole in alcune circostanze, ma se la stragrande maggioranza degli italiani ama usare l’auto o lo scooter è perchè non fa sforzo ed è libera di andare dove vuole.
Se vogliamo veder crescere il numero delle persone che non inquinano, non possiamo pensare di offrire loro la sola alternativa di pedalare in bicicletta. D’altra parte, quanta più gente decide di non usare l’auto per recarsi al lavoro, tanto più ne guadagneranno i nostri polmoni. Ci guadagneranno anche quelle persone che per circostanze diverse non possono fare a meno di prendere l’auto e che quindi troverebbero delle strade meno intasate.
Chiudo con un suggerimento a chi ritenga sensato il mio commento, l’aria pulita e le strade non intasate sono un’esigenza di tutti, quindi se ne parlassimo anche con chi non si è mai posto il problema “della pedalata assistita” potremmo alimentare quella opinione popolare ( a cui i partiti politici attingono per condurre le loro battaglie e ottenere voti) sulla insensatezza della legge che non permette alle biciclette con acceleratore e motore elettrico di circolare liberamente, ma le assoggetta alle regole dei ciclomotori.
fra
10 nov 2006 - 11:27 - #42Si chiama bicicletta con pedalata assistita perchè BISOGNA PEDALARE!. A tutti i finti ciclisti che si riparano dietro una bici sperando di ottenere uno sconto sull’omologazione e l’assicurazione del motorino, fatela finita di lamentarvi. Le bici a pedalata assistita sono degli ottimi mezzi di trasporto con poco sforzo. Vi si chiede di utilizzare 3 o 4 calorie almeno per fare una decina di chilometri. Un vero ciclista non avrebbe nessun problema a farlo. E poi, forse, qualcuno di questi oziosi signori ne riceverebbe un beneficio fisico, dimagrendo un po’!
Valerio
22 nov 2006 - 19:27 - #43io ho la patente sospesa, e burocraticamente, aspetterò un paiodi mesi x riaverla, e lo stato non mi permette di usare neanche lo scooter 50.
posso comprare una bici elettrica o mi devo sparare ? visto che dove abito io( fuori bologna) la domenica non passa neanche l’autobus?
osservatore
23 gen 2007 - 16:05 - #44Altra cosa da sottolineare : gli incentivi che la Regione Veneto sta stanziando per l’acquisto di biciclette elettriche (svariate centinaia di migliaia di euro ) erano motivati dal desiderio di diminuire l’inquinamento prodotto dai veicoli a combustione interna.Si pensava quindi che chi avrebbe acquistato la bici avrebbe lasciato l’auto a casa.In realta’ , dopo 3 anni di campagne d’incentivo ,il 90 % delle persone che acquistano la bicicletta elettrica gia’ non utilizzano l’auto, vuoi per motivi economici, vuoi per motivi di inidoneita’all’uso dell’auto , e quindi le pm 10 prodotte dai gas di scarico rimangono pressoche’ invariate.Non si potrebbe invece trovare una soluzione affinche’ SOLO chi usa l’auto abitualmente possa godere dei benefici degli incentivi, a patto che lasci l’auto in garage?In questo caso le bici elettriche avrebbero piu’ senso, rimarrebbero a galla solo prodotti di qualita’, e si riuscirebbe a soddisfare la formula 1bici in piu’ >1auto in meno, con vantaggi per tutti (tranne che per i maraja’ della benzina )
osservatore
23 gen 2007 - 16:12 - #45Vorrei commentare la nota inserita venerdì 10 novembre 2006 alle 10:27:24 CET da fra …
Provi lei ,caro signore, a presentarsi in ufficio , in giacca e cravatta, il 30 luglio con 34 gradi all’ombra, dopo aver fatto 10 km con una normale bicicletta ….Il fitness e’ una cosa, la mobilita’ urbana un altra.
mario
23 gen 2007 - 16:25 - #46Vedo che come me la pensano in molti , riguardo il demenziale articolo del codice della strada che equipara delle tranquille biciclette elettriche (25 km ora )ai ciclomotori (45 kmh ..e se sbloccati anche 80 kmh )solo perche’ hanno ..l’acceleratore.
Sarebbe come equiparare un barboncino ad un pitbull solo perche’ si chiama cane ed ha 4 zampe..In qualsiasi paese civile, le leggi sbagliate si possono cambiare..dove sto sbagliando?
elle
01 feb 2007 - 00:44 - #47il problema è che la legge è pensata così com’è a livello europeo (e infatti se ne discute su diversi forum europei, come il francese www.cyclurba.fr o l’inglese www.pedelecs.forum.uk e anche sul forum italiano di biciclette elettriche www.jobike.it/forum/)… c’è da credere che queste limitazioni facciano molto comodo a molte categorie - dai produttori di motorini in poi - e che quindi si tratterà di una battaglia lunga… in canada però, per esempio, hanno una legislazione molto più ragionevole, e negli stati uniti perfino troppo permissiva
elle
01 feb 2007 - 01:10 - #48scusa, ho sbagliato l’indirizzo del forum inglese: www.pedelecs.co.uk
porcherie cinesi vendute come bici elettriche bic
12 mag 2007 - 19:17 - #49Guardate questo video scandaloso
www.youtube.com/watch?v=dT_uv3L27bU
ottoz arnaud
13 ott 2007 - 21:30 - #50e allora facciamo come negli altri paesi europei (Francia), copiandone la legislazione e potendo utilizzare in serenita’ tutti i mezzi elettrici.