Maltempo: la conta dei danni

La pesantissima ondata di maltempo causata dai cambiamenti climatici presenta il conto: morti, feriti e danni in tutta Italia.


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Ammontano a 10 le vittime, ma il bilancio è purtroppo provvisorio, del maltempo che ha flagellato l'Italia da nord a sud nelle ultime 24 ore. Il clima impazzito sta presentando un conto salatissimo al nostro Paese, sia dal punto di vista umano che economico.

Nella maggior parte dei casi i decessi sono avvenuti a causa del vento che ha sradicato alberi, divelto pannelli stradali e cartelloni pubblicitari, travolto in mare pescatori e sportivi. Vittime anche a causa delle frane e degli smottamenti, causati dalle ingenti piogge.

Nelle ultime ore la situazione è pesantemente peggiorata in Liguria, dove una forte mareggiata ha causato una frana lungo la Strada Provinciale 227 per Portofino, lasciando il Comune isolato e raggiungibile solo via mare. Onde permettendo.

Il Governatore della Liguria Giovanni Toti ha raggiunto in mattinata il punto dove la provinciale è stata inghiottita dal mare e ha promesso un ponte navale per non lasciare Portofino isolata.


Sulla Aurelia, tra i Comuni di Noli e Finale si è creata una voragine profonda circa 6 metri e una donna di 70 anni vi è scivolata dentro mentre viaggiava a bordo della sua Fiat Panda, riportando ferite non gravi.

Sempre in Liguria, a Savona, a causa del maltempo è divampato un incendio all'interno del porto che ha distrutto centinaia di auto pronte per essere imbarcate verso l'Asia.

Tra Genova e Savona, invece, molte strade e sentieri del Parco naturale regionale del Beigua non sono percorribili a causa di alberi abbattuti dal vento e smottamenti del terreno.


L'Aeroporto di Genova è rimasto chiuso per molte ore oggi a causa della pista d'atterraggio invasa da fango e detriti.


Quasi tutte le linee ferroviarie della Liguria sono percorribili con diverse con limitazioni di percorso, ma fino a poche ore fa la sulla linea Genova-Sestri Levante i binari erano bloccati dai detriti.

Anche nelle altre Regioni italiane i danni e i disagi sono gravi.

In Sardegna una tempesta di ghiaccio e vento ha colpito le zone di Oristano, Alghero e il Sulcis. Secondo quanto riporta Coldiretti la grandine distrutto ampie zone delle campagne della Riviera del Corallo danneggiando ortaggi e olive in piena stagione di raccolta.

In Puglia una tromba d’aria si è mossa da Manduria e Martina Franca fino a colpire gran parte della provincia di Brindisi, distruggendo strutture, pergolati e muretti, sradicando gli ulivi secolari. "Un disastro naturale di dimensioni incalcolabili", sottolinea la Coldiretti.

In Lombardia danni sia in pianura che in montagna, dove a Vilminore in Val di Scalve è franata una strada mentre in Valle Brembana si segnalano problemi di erosione alle strade di campagna.

In Veneto, nel Bellunese, intere valli sono isolate e a Cortina molti agriturismi hanno gli accessi chiusi. In provincia di Treviso ci sono vigneti allagati, nel Vicentino sono esondati diversi torrenti.

Nella Foresta del Cansiglio (tra le province di Belluno e Treviso) forti raffiche di vento hanno provocato gravi danni al patrimonio boschivo della famosa splendida faggeta abbattendo numerose piante, alcune delle quali hanno ostruito le carreggiate.

In Toscana una tromba d’aria ha colpito la zona tra Orciano pisano e Rosignano Marittimo e alcune abitazioni rurali a Leciaglia e Chiappino nel livornese, nella zona di Santa Luce e Cecina.

In provincia di Grosseto gli alberi cadendo per il forte vento hanno colpito le linee elettriche lasciando Gavorrano e dintorni al buio. In Lunigiana ci sono stati danni per frane e smottamenti.

In Calabria sono esondati diversi torrenti allagando campi e serre, in provincia di Reggio Calabria frane e smottamenti hanno isolato strade di campagna e provinciali, mentre nell'alto Jonio Crotonese - riporta sempre Coldiretti - ci sono campi di ortaggi totalmente allagati, oliveti ed agrumeti isolarti e allagati.

I fiumi di mezza Italia sono sotto attenta osservazione. Specialmente il Po che, in sole 24 ore, è salito di oltre 2,5 metri.

Il sistema della Protezione Civile è stato attivato al massimo grado già nella serata del 29 ottobre. Il Comitato operativo è in piena attività e il Capo Dipartimento Angelo Borrelli ha effettuato sopralluoghi nelle zone più colpite.

Partecipano alle operazioni di messa in sicurezza del territorio, sotto il coordinamento della Protezione Civile, i Vigili del fuoco, le Forze armate, le Forze dell’ordine, Organizzazioni di volontariato, Centri di competenza come l’INGV, le aziende di servizi essenziali come ENEL, ENI e TERNA, quelle dei trasporti come RFI, NTV, Autostrade per l’Italia, le compagnie di telefonia fissa e mobile come TIM, Vodafone e WindTre, la Banca d’Italia, le Poste Italiane.

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