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Cuba senza petrolio per l'agricoltura

Pubblicato: 03 ago 2006 da lumachina

Commenti dei lettori

Agricoltura a Cuba sotto Fidel CastroChe cosa succederà dopo il picco del petrolio? Come si vive senza petrolio?
A Cuba lo sanno: stanno vivendo senza petrolio da anni, da quando la Russia ha smesso di spedire tutta una serie di derivati del petrolio e da quando l’embargo costringe i cubani a farsi bastare quel che possono produrre da soli.

Nel 1990 il PIL di Cuba è crollato dell’85% e il consumo di petrolio del 50%. Inizialmente le calorie di cibo disponibili a testa calarono del 30%. La gente dimagrì.

L’agricoltura, che in precedenza assomigliava a quella del resto del mondo e utilizzava fertilizzanti, pesticidi, macchinari e sistemi di allevamento industriali, ha dovuto essere rimodellata in modo sostenibile. Il biologico è diventato la norma. I bovini, più che essere allevati per la carne, sono usati per il lavoro dei campi.

La gente oggi mangia molta frutta e verdura (essendo ai Caraibi, la cosa è anche piacevole) e chi può se la coltiva da solo. Certo, la carne piace ancora (il BBQ è stato inventato a Cuba!) ma produrla costa, quindi la si mangia in media due volte a settimana. La gente si ingegna per ottimizzare le risorse. Il mio amico cubano mi raccontava di come la gente ha occupato i giardini e le aiuole davanti agli edifici pubblici per farne degli orti urbani. Allevare galline o un maiale nel balcone di un condominio è abbastanza comune. Si danno loro gli scarti, quando ci sono, e si cerca di non sprecare nulla.

Prima della crisi Cuba scambiava una tonnellata di zucchero per una di petrolio. Adesso che non si può più scambiare bene a prezzi vantaggiosi tra Paesi Comunisti, la produzione di zucchero è crollata e molte comunità che vivevano di indotto intorno agli zuccherifici sono sparite.

Si vive male? Non credo. Oggi la produzione di cibo è al 90% dei livelli pre-crisi, ma il consumo di energia è molto, molto al disotto dei consumi pre-crisi. La gente gode di buona salute, Cuba ha un sistema sanitario migliore di quello degli USA (quando passò l’urgano Katryna, Castro offrì di mandare medici e paramedici). A Cuba si punta molto sulla prevenzione e la mortalità infantile è più bassa che negli USA.

Il sistema scolastico funziona bene. Cuba ha solo il 2% della popolazione dell’America Latina, ma l’11% degli scienziati di quel continente sono cubani. Gli uomini vanno in pensione a 60 anni, le donne a 55. L’età media si sta allungando, per cui anche queste soglie dovranno essere spostate in avanti.

Certo, sarebbe bello che si arrivasse a stili di vita sostenibili per libera scelta, non forzatamente, ma intanto mi piace pensare che sopravviveremo anche noi alla fine del petrolio e che gli aspetti sociali e culturali potrebbero addirittura migliorare.

» Un ppt su Cuba da Community solutions.
» Cubanite: il blog di un italiano che vive a Cuba
» Il vegetarianesimo di Cuba sulla wikipedia

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44 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di AXE

    AXE

    03 ago 2006 - 10:56 - #1
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    ma se a cuba si vive bene xchè la gente continua a scappare ?

  • Michele

    03 ago 2006 - 12:12 - #2
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    Cuba ha un sistema sanitario migliore di quello USA????

    Forse solo perchè costa meno. Siete mai stati in un ospedale a Cuba? io si e vi assicuro che leggere queste cose fa rimanere davvero basiti!
    Forse i medici sono bravissimi, ma riguardo a strutture e igiene c’è tanto tanto tanto tanto lavoro da fare…

  • Amarcord

    03 ago 2006 - 12:15 - #3
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    Menù vegetariano anche nelle carceri dove vengono tenuti prigionieri politici? Istruzione fantastica, ospedali da sogno… e come dice AXE la gente rischia la morte pur di scappare… chissà perchè… E poi, diciamo la verità, in quanti di noi non vedono l’ora di coltivare a ortaggi le aiuole di piazzale loreto…?

  • fede

    03 ago 2006 - 12:26 - #4
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    risposta a AXE
    La gente va via da cuba perché pensa che gli usa siano il paradiso terrestre, auto, televisioni ricchezza. Esattamente come gli albanesi che vengono in italia. Il regime cubano, tra inefficienze e privazioni dovute all’embargo assicura atutti istruzione, sanità e un reddito minimo. D’altro canto, è la negazione dello spirito consumista, che è una luce accecante per chi vive in una società del genere. L’unico problema è che da lì non si rendono conto che la vita nel sistema capitalistico è ferocemente darwiniana, e o sei molto svelto e spregiudicato, e in grado di salire la china, sennò il tuo destino è la fame, lavori di merda sottopagati e nessuna garanzia…

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    03 ago 2006 - 12:38 - #5
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    Non a tutti piacciono le stesse cose e la gente dovrebbe poter scegliere liberamente.

    Io sono andata via dall’Italia e sono contenta di averlo fatto. C’è gente che rischia la vita pur di sbarcare in Italia e altri che sono contenti di viverci. Cuba forse non è il paradiso, ma è un caso interessante da studiare. Possiamo prenderne gli esempi migliori ed evitare ciò che non ci piace.

  • Profilo di Mattia

    Mattia

    03 ago 2006 - 14:03 - #6
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    I cubani non sono liberi, indipendentemente dalla loro qualità della vita.

  • eugenio

    03 ago 2006 - 15:42 - #7
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    liberi? hai un’opinione particolare di cos’è la liberta’..

  • mm

    03 ago 2006 - 16:28 - #8
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    questo caro eugenio ridimostra che non sei un comunista, ossia un nemico della libertà.

  • mm

    03 ago 2006 - 16:34 - #9
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    tutte ste chicchiare cha fai senza libertà sono niente.

  • eugenio

    03 ago 2006 - 17:03 - #10
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    e’ tornato il caustico mm! ciao. No non sono un comunista. Cmq i nemici della liberta’ non si annidano certo solo fra i comunisti.. e poi di che comunismo stiamo parlando? alla fine e’ un termine talmente vago che non significa quasi nulla.

  • Frantz

    03 ago 2006 - 17:25 - #11
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    cmq sempre meglio Cuba che gli USA almeno non vanno per il mondo a fare i padroni e non scatenano guerre dove cazzo gli pare…

  • Profilo di AXE

    AXE

    03 ago 2006 - 17:45 - #12
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    a questo proposito avevo sentito parlare di alcune comunità religiose in USA che rifiutano completamente la società consumistica, mi pare ne abbiano fatto anche un film, loro almeno sono liberi di scegliere.

  • alfx

    03 ago 2006 - 20:01 - #13
    0 punti
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    Cuba non è una bella nazione, ma se qualcuno vuole i dettagli, glieli darò in seguito.

    Quello che mi preme dire riguarda l’intervento di Frantz. Io non credo che si possano fare certe affermazioni in maniera così leggera.

    Gli stati uniti sono la nazione più potente al mondo, e dettano legge anche, ma non sono la nazione peggiore.

    Come nazione che comanda nel mondo, hanno oneri oltre alla possibilità ciò che vogliono. E hanno dimostrato che sanno rispettarli. Cosa che nessun’altra nazione ha saputo dare, pensa all’URSS e alla paradisiaca Cuba.

    Pensa che l’europa e il giappone le hanno ricostruite con i loro soldi, mica con quelli della russia.

    E se non ti piace, fagli la guerra (culturale s’intende) e dopo che li hai battuti, ne riparliamo.

  • Deserteur

    03 ago 2006 - 21:04 - #14
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    Ma possibile che non vi rendiate conto che la libertà di cui tanto vi vantate è costruita a spese dell’oppressione economica, e a volte militare, di ampie parti del mondo? Che è basata sulla disponibilità di ampie quantità di energia, per ottenere le quali siamo pronti a tutto, come si è visto con il caso dell’Iraq? Che nel mondo è in vigore un sistema di oppressione economica basato sul predominio del dollaro (sostenuto militarmente) e sul debito dei paesi poveri, con lo scopo di fornire materie prime e mano d’opera a basso costo ai paesi ricchi? Ma veramente non vi rendete conto che siamo dei privilegiati che campano sulle spalle di moltitudini che non hanno libertà, anche se vivono in sistemi capitalistici, perché non hanno speranza? O pensate che quelli che rischiano la vita per raggiungere le nostre coste lo facciano per sport, e non per disperazione? Almeno a Cuba, con tutti i limiti del sistema, non muore di fame nessuno. E Cuba ha superato brillantemente in pochi anni la crisi petrolifera, mentre quando tra qualche anno la attraverseremo noi, il nostro sistema collasserà, e vedremo gente disperata morire di fame agli angoli delle strade. Il capitalismo si alimenta della crescita infinita, insostenibile in un mondo di risorse finire: quando, tra poco, raggiungeremo i limiti fisici del pianeta, sarà il collasso. Liberi di scegliere? Ma perché, un abitante di una favela brasiliana, di una baraccopoli kenyota o anche di un ghetto statunitense, che cosa è libero di scegliere?
    In ogni caso, penso che non arriveremo a vedere il reale collasso del sistema capitalistico, perché si avrà prima una guerra nucleare quando le superpotenze entreranno seriamente in conflitto per l’accaparramento delle risorse rimanenti (non sono ottimista come Eugenio).

  • Profilo di Mattia

    Mattia

    03 ago 2006 - 21:32 - #15
    0 punti
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    x deserteur, mi spieghi che c’entra con cuba?
    L’alternativa al capitalismo senza regole è forse la dittatura?

  • VogliadiTerra

    03 ago 2006 - 23:29 - #16
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    Indietro in avanti Che la scomparsa degli animali da lavoro era l’inizio del degrado del agriColtura il contadino l’aveva già detto (pare che tutto l’ha già detto, solo che non se ne ricorda). In un post su Ecoblog si vede cos’era successo in…

  • eugenio

    04 ago 2006 - 00:18 - #17
    0 punti
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    eh ma Desertur mi sembra che riduci le cose cosi’ ai minimi termini che perdi di credibilita’. Capisco che un commento non da’ lo spazio per fare ragionamenti approfonditi, ma la tua schematizzazione dell’occidente sembra tale e quale a quella della mia prof di antropologia all’universita’. L’occidente non e’ IL MALE. Fa tanto male, come fanno sempre male i soggetti che di volta in volta hanno dominato il mondo. Ma tuttosommato non possiamo dire che non ci sono possibilità. E in piu’ non credo alla guerra nucleare. (Sara’ che domani parto per le vacanze che sono cosi’ ottimista?)

  • Profilo di AXE

    AXE

    04 ago 2006 - 09:23 - #18
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    io spero solo che il petrolio finisca presto, avevo sentito dire che i dati sulle riserve sono gonfiati.

  • Deserteur

    04 ago 2006 - 09:44 - #19
    0 punti
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    Eugenio, hai ragione, il problema è condensare in poco spazio. Il punto comunque, e rispondo anche a Mattia, è che quando si parla di Cuba c’è sempre qualcuno che se ne esce a dire “lì non c’è libertà”. Il punto però è che la nostra libertà è basata sull’oppressione di altri: se prendiamo il mondo nel suo complesso, c’è meno libertà che a Cuba, anche se a noi ricchi occidentali non piace sentircelo dire. Il nostro stile di vita è basato sull’oppressione altrui. Tu la chiami una schematizzazione, per me è un’evidenza che sta sotto gli occhi di chi vuole vederla (molto pochi peraltro). Consiglio una lettura tra tante: “Confessioni di un sicario dell’economia”, di
    Comunque per me il siistema capitalistico E’ il male, non per considerazioni politiche, ma perché sta conducendo ad un rapido esaurimento delle risorse del pianeta, risorse non rinnovabili di cui sta irrimediabilmente privando le generazioni future (in primis il petrolio). Con questo non dico che Cuba sia il bene, loro ci sono arrivati per necessità ad uno stile di vita più sobrio, prima del crollo dell’URSS erano spreconi anche loro. Il punto però è che il capitalismo, con la sua necessità di una continua crescita economica per sostenersi, sta portando al collasso planetario, cosa di cui credo ancora pochi si siano resi conto. E quando il collasso arriverà, quella tanto sbandierata libertà che tanti ritengono intrinseca al nostro sistema sparirà come neve al sole. Sulla guerra nucleare, ok, è questione di ottimismo o pessimismo. Io sono pessimista.

  • Deserteur

    04 ago 2006 - 09:45 - #20
    0 punti
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    Il libro è di John Perkins, chiedo scusa ma ho premuto il tasto sbagliato.

  • mm

    04 ago 2006 - 09:55 - #21
    0 punti
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    caro eugenio, tanto per fare un esempio nella tua amata cuba, visto che fai finta di non capire, un blog dove venissero espresse considerazioni antiregime sarebbe soppresso e tu rischieresti la pelle!!!

    Tu non potresti insultare tranquillamente berlusconi o chi ti sta sulle palle, capisci?
    Capisci cosa è la liberta?

    Non potremmo nemmeno parlare in libertà.

    Senza libertà economica - libertà che a cuba non esiste - non può esistere nessuna altra libertà; il dissenzo non è possibile senza libertà economica.

    “Gli esseri umani non fluttuano in regioni eteree. In un modo o nell’altro, qualsiasi cosa l’uomo faccia, deve necessariamente influenzare la sfera economica o materiale e comporta la prerogativa di interferire con essa. Per vivere, egli deve lavorare sodo e deve avere l’opportunità di conquistarsi alcuni beni materiali tangibili.”

    “In presenza di un controllo assoluto di tutti i fatto-ri di produzione, il regime socialista controlla inte-gralmente la vita di ogni individuo. Il governo asse-gna ad ognuno un determinato lavoro. Determina quali libri e giornali possano essere stampati e letti, chi debba godere dell’opportunità di scrivere, a chi debba essere assegnato l’uso delle sale per le pubbli-che assemblee, delle trasmissioni via radio e di tutti gli altri mezzi di comunicazione. Ciò significa che coloro che sono incaricati della conduzione suprema degli affari di governo, determinino, in ultima anali-si, quali idee, insegnamenti e dottrine possano esse-re propagandate e quali no. In un paese socialista, qualunque costituzione scritta e promulgata, che si occupi di libertà di coscienza, di pensiero, di parola, di stampa e della neutralità nelle questioni religiose, è destinata a rimanere lettera morta se il governo non fornisce i mezzi materiali per l’esercizio di que-sti diritti.”

    “La verità è che gli individui possono essere liberi di scegliere tra cosa essi considerano giusto o sba-gliato solo laddove essi sono economicamente indi-pendenti dal governo. Un governo socialista ha il potere di rendere impossibile il dissenso, discrimi-nando gruppi religiosi o ideologici non desiderati e negando loro tutti gli strumenti materiali necessari per la proliferazione e la pratica delle loro convin-zioni. Il sistema a partito unico, il principio politico del governo socialista, implica anche un unica reli-gione e un unico sistema morale.”

    Ludwig von Mises

    Leggiti autori liberali come Mises, poi ti accorgi di quello che stai dicendo.

  • mm

    04 ago 2006 - 10:10 - #22
    0 punti
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    per te sono importanti quattro cerbiatti, ossia quatro caprette o giu di li, che vi siete presi a cuore solo perche sono carine, graziose e hanno il mantello diverso da altri quadrupedi; pero’ la libertà e il diritto al dissenso per te non contano niente vero? basta salvare bambi..per il resto chi se ne frega….

  • Lumachina

    04 ago 2006 - 10:19 - #23
    0 punti
    Up Down

    @ mm: Per quel che ne so io e che mi raccontano gli amici cubani, a Cuba puoi decidere che lavoro fare e che scuola frequentare.

  • mm

    04 ago 2006 - 10:33 - #24
    0 punti
    Up Down

    si?
    allora possono fare una scuola privata, dove venga presentata l’opera di autori anticomunisti e libarali?

    si puo aprire un centro di raccolta fondi per la lotta antiregime?
    si possono fare manifestazioni pubbliche dove si critichi l’operato del regime?

    ma cha cacchio dici!!!!
    ti rendi conto di quello che dici!!
    che razza di analisi critica hai!?!?

    il lavoro da fare non puoi sceglierlo.
    il motivo è semplice; il regime è possessore della proprietà a cuba; il fatto che io non potrei aprire una casaeditrice anticastro è un esmpio; ma non potrei nemmeno importare prodotti sgraditi al regime.
    La politiche governative forzate sono un perfetto esempio che non si abbia libertà sul lavoro.
    Non potrei fare lavori o avere inflessioni condannate come borghesi.

    Anche tu fai finta di non capire. Contenta tu.

  • eugenio

    04 ago 2006 - 10:33 - #25
    0 punti
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    scusa la fretta Desertur, poi prometto che ritorno sull’argomento con piu’ calma. Ma per ora mi preme dire che la liberta’ non e’ univocamente legata alla liberta’ economica che come sottolinei tu e’ solo apparente (perche’ comporta la sottommisione dei deboli) E’ anche un fattore esclusivamente culturale. Quando penso all’”Occidente” penso sembre ad un sacco di problemi. Ma poi mi rendo conto che non mi andrebbe di vivere altrove quindi qualcosa di buono ci deve essere, e infatti ce’. Bisogna partire da li’.
    @mm - la tua parzialita’ nel ragionamento e’ pari solo alla tua voglia di provocare :)

  • mm

    04 ago 2006 - 10:44 - #26
    0 punti
    Up Down

    sei cieco perche vuoi esserlo.
    vattene a cuba e apri un blog contro castro.
    poi richiamami.
    la tua parzialità fa ridere i polli.

    “la liberta’ non e’ univocamente legata alla liberta’ economica”

    questo dimostra che non hai capito il senso della liberta.
    se sottongo un individuo, alla confisca economica, alla impossibilità di essere indipendente economicamente dal governo, gli impedisco l’accesso a tipografie o altri mezzi di comunicazione; gli impedisco di parlare, gli tolgo la libertà.

  • eugenio

    04 ago 2006 - 10:48 - #27
    0 punti
    Up Down

    mm sei abbastanza sveglio per non poter non sapere che il tuo stile di vita e’ causa di oppressione di altra gente e che l’occidente predica liberta’ in casa propria ed e’ antidemocratico fuori.

    “alla confisca economica, alla impossibilità di essere indipendente economicamente dal governo, gli impedisco l’accesso a tipografie o altri mezzi di comunicazione”
    ogni volta che compri un prodotto cinese, del caffe’ colombiano, dei jeans indonesiani, fai esattamente questa cosa qui. e lo fai all’interno del tuo idolatrato libero mercato.
    O no?

  • mm

    04 ago 2006 - 11:16 - #28
    0 punti
    Up Down

    assolutamente no.
    la liberta implica relazioni volontarie tra esseri umani.

    la richezza degli americani è legata al fatto che essi lavorono e producono con una altissima efficenza. questo a sua volta è legato al tipo di istitutizioni che i padri fondatori crearono.

    a dimostrazione che dici inesattezze la ricchezza americana era superiore ai paese poveri, ben prima della prima guerra mondiale, ossia prima dell’impegno americano nel mondo.

    è l’assetto istitionale americano ad avere fatto si che questo sia un popolo ricco

    “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness”

    dalla dichiarazione d’indipendenza.

    la ricchezza puo essere creata ed anzi è la miglior via, senza oppressione, attraverso la cooperazione volontaria tra esseri umani; questo inoltre è il miglior sistema per una buona llocazione delle risorse.

    la cina non un sistema capitalista; quello cinese è un sistema statalista dirigista; il capitalismo vero è quello che prevede solo relazioni non coercitive tra indivisui; ma quello cinise, basato sul dirigsmo comunista, non è capitalismo; i milioni di schiavi cinesi che lavorano per il governo sono schaivi e sicuramenente si dovrebbe far pressione sul governo cinese perche ci sia il cambiamento.

    tutto il discorso sull’outsourcing, va interpretato come detto sopra; una multinazionazionale che fa scarpe pagando popolazioni a prezzi impensabili da noi non fa che dare una occasione in piu alle gente, oltre, come p giusto che sia, a guedagnarci; da a quella gente povera una occasione in piu di vivere meglio. 50 e pochi piu anni orsono anche da noi c’era il lavoro minorile; oggi belli pasciuti come siamo non ci rendiamo conto che proprio come da noi il lavoro dei bambini, ci ha permesso pero nel giro di pochi anni di diventare ricchi. quando hai fame le chiacciere stanno a zero; ognuno deve darsi da fare in prima persona.
    e l’outsourcing è la via che permettera a questa gente di arrichirsi e stare meglio, permettendo loro di accedere a tutte quelle tecnologie che migliorano la vita; cosi è stato per le tigri asiatiche, tipo corea, cosi sara per la cina e per tutti gli altri posti.

    inoltre ricordati sempre che, e la storia sta li a dimostrarlo, basta quella del 20° secolo che:
    “dove non passano le merci passano gli eserciti”
    Fredirick Bastiat

    A dispetto dei tanti critici della globalizzazione – a volte, – l’estensione mondiale dell’economia di mercato fa cadere gli steccati ed aumenta le possibilità di contatto, cooperazione, integrazione, sviluppo economico e sociale fra i popoli. Il commercio unisce i Paesi che sono divisi dalla politica o dalla religione. Non è certo che il liberismo da solo garantisca la pace,
    ma è un fatto storicamente documentato che il protezionismo è stato causa di guerra.

  • eugenio

    04 ago 2006 - 11:36 - #29
    0 punti
    Up Down

    mm finalmente ti sei sprecato in un ragionamento non puramente provocatorio che merita una risposta articolata. Solo che io sto partendo in questo secondo per le vacanze. Giuro di risponderti tra due settimane al mio ritorno. Per posso anticiparti un osservazione, che se Desertur ripassa di qui, di sicuro non si lascera’ scappare. Tutto il sistema da te descritto si basa sulla produzione petrolifera, il sistema a cartello oligopolista piu’ intimamente perverso che si possa immaginare..

  • mm

    04 ago 2006 - 11:45 - #30
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    assolutamente no. la ricchezza americana nasce ben prima della scoperta del petrolio. è una questione di assetto istituzionale che ha permesso all’america di diventare ricca.

    se ti capita trovati un libro di Mises o la Rand.

    buone vacanze.

    Ti consiglio:

    Ayn Rand
    La Virtù dell’Egoismo
    LiberiLibri
    Macerata, 1999
    PAGINE 160 EURO 14,46

    http://www.liberilibri.it/ochedelcampidoglio.htm

    Titolo: Individuo, mercato e Stato di diritto
    Autore: Mises Ludwig von
    Dettagli: 164 pagine
    Anno: 1998

    Prezzo Gullivertown: 6,87 €
    http://www.gullivertown.com/libri/scheda.php?
    id=9788872845783

    Titolo: Stato onnipotente, lo
    Autore: VON MISES
    Editore: Rusconi editore
    Prezzo Scontato: 12,40 €

    http://www.gullivertown.com/remainder/scheda.php?id=5559788818220315

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    04 ago 2006 - 13:07 - #31
    0 punti
    Up Down

    @ mm, grazie per le segnalazioni di libri.
    Pensavamo di suggerire qualche lettura estiva, nelle prossime settimane, e potremmo includere anche i tuoi titoli.

    Io mi limito a linkare un post su pro-cubani e anti-cubani di un giornalista e studioso di storia contemporanea, esperto in America Latina: Gennaro Carotenuto

  • Deserteur

    06 ago 2006 - 23:06 - #32
    0 punti
    Up Down

    Sono anch’io in ferie, e non posso dilungarmi. Vi invito a leggere questo articolo di Gianni Minà.
    @Eugenio: comunque vedo che nella sostanza la pensi come me… :-)
    @Lumachina: se credi, includi nella lista anche il libro che ho segnalato io.

  • Deserteur

    06 ago 2006 - 23:13 - #33
    0 punti
    Up Down

    Dimenticavo: non è che sottoscrivo necessariamente tutto quello che dice l’articolo, ma mi serve per mettere le illiberalità di Cuba nella giusta luce, che è quella di un paese che è sottoposto ad una continua guerra a bassa intensità (3500 morti!) da parte del loro ingombrante vicino. E questo senza menzionare l’embargo. Anche gli USA, in una situazione di guerra, hanno creato Guantanamo…
    Penso con amarezza a ciò che avrebbe potuto essere Cuba, senza la politica aggressiva statunitense.

  • Gabriele Santanché

    09 ago 2006 - 10:38 - #34
    0 punti
    Up Down

    E’ chiaro cosa succederà fra qualche decennio se non si pensa a come sostituire il petrolio … l’ attuale stile di vita sembra essere legato a questo prodotto del sottosuolo e quando finirà … o non sarà più disponibile a buon mercato …
    … ovviamente qui in italia succederà prima !!!

  • massdmdj

    12 ago 2006 - 22:29 - #35
    0 punti
    Up Down

    Risposta a mattia.
    Tu credi di essere liber?

  • massdmdj

    12 ago 2006 - 23:04 - #36
    0 punti
    Up Down

    Per rispondere a tutti quelli che pensano che gli USA siano i benefattori della democrazia nel mondo.
    Gli Usa , con la scusa di eliminare terrorismo , dittatura ecc.ecc. ha sempre invaso con la forza militare territori strategici ricchi di petrolio come attualmente sta facendo in Iraq e in Libano tramite Israele . Poi chiamano terroristi chi non la pensa come loro.
    Sono stufo di soccombere e lavorare per pagare benzina per la macchina e sovvenzionare missioni di pace per far vedere che siamo anche una civiltà democratica e cattolica.
    In Iraq la scusa erano le armi chimiche che , come tutti sappiamo non sono state trovate mente loro sono stati i primi a lanciare armi al fosforo su Falluja ed è per questo che Giuliana Sgrena è stata rapita , perchè si era recata a Falluja ed aveva visto tutto.
    Callipari ” Italiano” è stato ucciso per questo.
    Prima della rivoluzione Cuba era una colonia schiavizzata dagli Stati Uniti dove grandi multinazionali USA , con il consenso “comprato” di Batista facevano il loro comodo.
    Cuba comunque era al limite dalla povertà , i cubani erano sottopagati e trattati come schiavi.La prostituzione dilagava e l’ isola era considerata un posto dove gli americani in villeggiatura facevano i loro porci comodi con ragazzine , fumavano erba , si alcolizzavano e giravano con i dollaroni in mano facendo finta di essere signori.
    Ci sarebbero tremila cose in più da dire!
    Ferza Che Guevara e forza Fidel.

  • massdmdj

    12 ago 2006 - 23:26 - #37
    0 punti
    Up Down

    Per ispondere a mm.
    Vallo a dire a Santoro , A Luttazzi , alla Guzzanti a Enzo Biagi ecc.

  • ybutzapxw

    14 ago 2006 - 01:15 - #38
    0 punti
    Up Down

    xrvjqxfhi ixqnfcdo ogtadtqyjk qohrsgdtf

  • ash of soma

    06 nov 2006 - 10:30 - #39
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    ash of soma ash of soma euygcfxje

  • alfry

    01 feb 2007 - 22:35 - #40
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    non consumare troppo gasolio

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    23 feb 2007 - 15:01 - #41
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  • napoli84

    20 set 2009 - 17:26 - #42
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    Sembra che in qyesto blog si siano create due fazioni contrapposte: Pro Usa e Pro cuba.
    Il discorso è ben più complesso. Per rispondere a massdmdj io sono stato cinque volte a cuba e se ci torno csì spesso un motivo ci sarà! la realtà è che cuba è un isola fantastica, ma quali sono le reali condizioni di questa isola dovreste domandarle a un cubano.E’ vero prima della rivoluzione cuba era diventta un vero e proprio BORDELLO(non mi hanno permesso altri termini) americano, ma ora non crediate che sia il bordello degli ITALIANI(compreso me), degli inglesi ,i russi e sopratutto quei porci dei cinesi.

    Sempre per rispondere a massdmdj sono daccordo con il “forza GUEVARA” ma un pò meno con il forza castro, anche perchè se oggi giorno “EL CHè” fosse vivo, sarebbe lui ad organizzare un’altra rivoluzione contro l’attuale governo cubano(anche se con Raul castro le cose sembra stiano cominciando a migliorare).

  • napoli84

    20 set 2009 - 18:08 - #43
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    Vorrei inoltre aggiungere che sicuramente Cuba è un paese da ammirare perchè ,da solo, è stato in grado di contrastare la grande potenza mondiale americana, ed oggi con tutto l’embargo riesce ad avere scuola istruzione e reddito minimo garantito, e questo non è cosa da poco se andate a favi un giro in tutti gli altri paesi dell’america latina.
    Il problema grosso è che tutti gli estremismi sono sbagliati,infatti la condizione di regimi assoluto comunista a portato cuba ad un livello esageratament oppresso, dove i cubani non sono neanche liberi di fare due chiacchier con i turisti, oppure di andare a varadero liberamente senza un contratto di lavoro o un permesso speciale. Sicuramente se questi 50anni fossero stati governati dai Fascisti magari le condizioni sarebbero ancora peggiori!

  • napoli84

    20 set 2009 - 18:33 - #44
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    però per carità non difendete gli americani!!!!!!!!!!!
    MM..Mi sa che hai una visione troppo infantile di quella che è la POTENZA americana., forse è vero gli americani erano già ricchi prima della crisi cubana ecc.
    Ma da quando l’america ha spremuto tutte le proprie risorse(petrolio,oro, gioielli ecc), ha vuto la necessità, come un CANCRO CHE SI ESPANDE, di andare a sfruttare altri paesi poveri. Non per altro vediamo che l’america assoggetta la Colombia per i traffici di coca e pietre, l’Iraq per il petrolio, e gran parte degli altri paesi latini Filoamericani per il mercato immobiliare ecc.

    E poi avete parlato di cooperazione economica mondiale. che strunzat! Lo sviluppo occidentale non si è avuto come dicevi tu, perchè ad es. in italia siamo partiti dal lavoro dei minori e in pochi anni ci siamo sviluppati.
    L’italia come tutti i paesi occidentali investe(cioè sfrutta) negli altri paesi lo sviluppo industriale pagando a niente la manodopera e la materia prima e rivendendo a 1000 se non più volte tanto..
    Questo non dà la possibilità di crescita al paese estero, perchè se ti informi in giro, proprio quel mercato del vestiario cinese che tanto si è sviluppato in europa è gestito dagli occidentali, e i poveri operai lì si e no guadagnano il necessario per mangiare. E non come in italia,che facciamo le nostre otto ore e poi a casa.no. lì se non schiattano 12 ore non portano niente a casa. Se questa è possibilità di crescita?
    Arripiglit cò sti cerevell….