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Grillo e il riciclaggio

Pubblicato: 14 lug 2006 da eugenio

Commenti dei lettori

Non so se sono io che non capisco più nulla per i 40 gradi che ci sono in questa stanza o se è Beppe Grillo ad aver avuto un colpo di calore mentre scriveva questo post dal titolo ‘E merda fu’. Ve lo riporto di seguito:

Oggi l’impianto di riciclaggio è un orgoglio cittadino.

L’escremento è un bottino.

Siamo nella fase anale quando i bambini giocavano con la cacca traendone piacere.

Freud nel 1917 diceva che il bambino non ha ripugnanza per i propri escrementi, li usa come un regalo verso le persone che ama.
Oggi i marchi che fanno prodotti riciclati sono come i bambini che rielaborano la cacca e te ne fanno dono.

George Hansen e Deputy sono diventati leader nel mercato degli accessori fatti di spazzatura riciclata, esclusivi.

Le borse freitag (venerdì, in tedesco) hanno un grande successo da anni in Svizzera e sono fatte con stracci e quindi sono modelli unici, irripetibili. I cinesi hanno provato a copiarle realizzando le borse donnerstag (giovedì), ma hanno fatto un flop.

Oggi il riciclaggio si insinua in tutti gli ambiti della vita umana: nella conoscenza con la disinformazione, nella cultura con la nuova istruzione, nel corpo con la chirurgia estetica.
Tutto ciò che è ripugnante si rende produttivo.

L’imitazione della natura: lo scarto di una azienda è la materia prima di un’altra (consiglio il libro di Gunter Pauli dal titolo Svolte epocali, ed. Baldini Castoldi Dalai).

Ad esempio la BASF: i suoi rifiuti sono le materie prima di società ad essa associate. Si nutre delle sue feci.

In Spagna, a La Coruna, funziona un impianto che trasforma i rifiuti in luce senza bruciarli (22 mila lampioni della città si accendono di notte).

Come non amare un sistema che dopo essere stato criminale, devastante ed inquinante, arriva a trasformare le scorie in arredamento e la merda in luce?

Forse sarà il linguaggio criptico, ma io capisco che Grillo sparge il suo veleno contro il riciclaggio dei rifiuti. Praticamente sostiene che tutto ciò che è rifiuto è male e che una società che recupera i suoi scarti, degenere. Ma è proprio il ciclo chiuso dei rifiuti che rende un sistema di produzione virtuoso: se noi fossimo in grado di rimmettere costantemente nel ciclo produttivo gli scarti di ogni lavorazione, allora saremmo la famosa società ecologica verso cui lo stesso Grillo aspira. Sono io che sono bollito, o a sto giro è Grillo che ha perso un colpo?

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • lucio

    14 lug 2006 - 20:25 - #1
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    nn ci ho capito molto..è criptato..però sappiamo Grillo come la pensa ed è questo che conta. ciao

  • Gennaro

    14 lug 2006 - 20:46 - #2
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    Il ragionamento di Grillo è semplice, egli parte dal presupposto che dovremmo innanzitutto ridurre la quantità dei rifiuti prima di pensare al riciclaggio, perchè comunque riciclando vai incontro a perdita di energia e quindi ad ulteriore inquinamento. Inoltre se una bottiglia la ricicli restituendo il vuoto che viene sterilizzato e riutilizzato consumi meno energia che se questa bottiglia viene rifusa e trasformata in bottiglia o altro. Insomma riciclare non è LA soluzione, il problema sta a monte, nella tendenza di produrre rifiuti.

  • Davide Vaccarin

    15 lug 2006 - 03:21 - #3
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    E’ più bravo chi ricicla di più o chi consuma di meno?

    Pur essendo io ASSOULTAMENTE FAVOREVOLE al riciclaggio, mi sono spontaneamente chiesto questa cosa quando come ogni anno lega ambiebte dice chi ricicla di più..

    Inutile discutere sulle posizioni opinabili di lega ambiente sui rigassificatori, non è questo il post giusto…

    Ma sarebbe bello avere una classifica con dei dati aggiustati.. chi ricicla di più in base a quanto consuma..

    Secondo me, il riciclaggio è un punto di passaggio, ma l’arrivo è consumare meno e, possibilmente, consumare meglio.

    Gandhi diceva “la terra ha a sufficienza per i bisogni di tutti ma non per l’ingordigia di tutti…”

    Complimenti per il vostro blog MOLTO BELLO davvero.

    davidevaccarin.blogspot.com

  • Stefanodek

    15 lug 2006 - 10:12 - #4
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    E’ vero, il post è criptico, ma credo che l’interpretazione corretta sia quella data da Gennaro nel suo commento.
    Grillo è da tempo che grida la necessità di risolvere i problemi alla radice.
    L’essere umano, direttamente o indirettamente, è visto dal sistema economico come elemento di ricchezza da sfruttare. Così le soglie per stabilire se sei ammalato o meno diminuiscono (creando così nuovi ammalati dall’oggi al domani); così se più consumi più ricicli; così se sei vicino ad un inceneritore e respiri le sue nanopolveri rischiando di “beccarti” un bel tumorello non devi preoccuparti, perché la scienza prima o poi risolverà il problema con un farmaco adatto; e così via.
    Insomma le critiche di Grillo si dirigono al metodo, sono sicuro che non si sognerebbe di andare contro al riciclaggio o alla prevenzione, purché queste (e molti altri sistemi) non siano strumentalizzati da chi vuole soltanto lucrarci a scapito di un pianeta terra che soffoca sempre di più.
    Riciclare è bene, evitare di produrre immondizia da bruciare è meglio (non so però se le società che investono su questi mostri detti termovalorizzari saranno d’accordo… già mi immagino le risposte)

  • Greta

    15 lug 2006 - 15:47 - #5
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    Concordo, il post non è molto chiaro a chi non conosce già l’opinione di Grillo in materia, infatti lui sostiene che sia molto meglio risolvere il problema alla radice, cioè evitare di produrre cose inutili invece che produrle e poi riciclarle. Io ideologicamente sono con lui ma credo che l’iniziare a riciclare sia comunque un gran passo avanti e non mi sognerei mai di criticare chi ricicla (piccolo orgoglio personale, il nostro comune ha vinto dei premi come più riciclone). Insomma è più facile convincere la società moderna a iniziare a riciclare piuttoste che dire a tutti, ALT smettete di produrre, considerando che già noi ambientalisti in Italia veniamo considerati dei pazzi guastafeste. Fiera di essere una pazza guastafeste cmq!

  • Gaetano Prisciantelli

    16 lug 2006 - 00:57 - #6
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    Prima di fare l’eco-predicatore, Beppe Grillo faceva semplicemente il predicatore (c’è chi lo chiama comico e io non ho nulla in contrario, al punto che se mi facesse ridere anche io lo chiamerei così). Il suo moralismo di predicatore fa leva da sempre sul paradosso e quel paradosso fa più effetto se emerge da una superficialità apparentemente coerente. Per esempio, provoca una certa ilarità scoprire che un marchio “verde” come Freitag è complice del degrado ambientale. Il comico, infatti, deve smascherare e rivelare; l’effetto sarà tanto più esilarante quanto più condivisa è la verità che rivela.
    Beppe Grillo non mi fa ridere, come dicevo. Le ragioni possono essere quindi due: una è che non condivido le verità che “rivela”; l’altra è che le sue verità, anche se condivise, spesso mi sono note e quindi, a quel punto, prive di ogni effetto comico.
    Va fatta una precisazione. Corre voce che i testi che appaiono sul blog di Beppe Grillo non sono scritti da lui (questa verità, raccontata come si deve, potrebbe fare la fortuna di un comico o di un predicatore, fate voi). Corre voce che il “ghost writer” dell’eco-predicatore non sia proprio Lester Brown. Si crea quindi lo spazio per le imprecisioni e non è la prima volta. Del resto, si dirà, Grillo è un comico. O un predicatore. E si chiuderà un occhio.
    Mi stupisco invece dei tentativi di esegesi del verbo grilliano che leggo su questo sito. Rispetto a chi scrive i testi di Beppe Grillo, il visitatore medio di Ecoblog sa distinguere perfettamente tra riutilizzo, recupero e riciclaggio dei materiali (se non sbaglio, sono le famose tre “R”) e sa bene che le borse fatte di “stracci” non sono riciclate, se non metaforicamente.
    Il testo di Beppe Grillo è mostruoso perché è scritto da gente che non sa nulla della rivoluzione filosofica introdotta dall’ambientalismo occidentale. Si può predicare la decrescita, ma cominciare il discorso indicando come escrementi tutto ciò che è stato toccato da processi di trasformazione umani è roba da predicatori e basta, senza la “-eco” davanti.

  • Diritto di Coscienza

    16 lug 2006 - 17:10 - #7
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    Rete Nazionale Rifiuti Zero: incontro dell’1 luglio 2006 L’1 luglio 2006 si è tenuto presso il Dopolavoro ferroviario di Firenze Santa Maria Novella l’assemblea della Rete Nazionale Rifiuti Zero, un coordinamento di comitati sparsi su tutto il territorio italiano nato per promuovere, informare e…