AIAB e Via Campesina a Rio20+ contro il capitalismo della Green economy

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Via Campesina a rappresentanza di 200milioni di coltivatori con AIAB porterà la voce dei piccoli produttori agricoli a Rio20+ con l’evento collaterale Vertice dei Popoli per la giustizia sociale e la tutela ambientale comune che si apre oggi a Rio e si chiuderà il prossimo 23 giugno alla presenza di 3000 delegati. Proprio per il prossimo 20 giugno invece è prevista l’apertura di Rio20+ e Via Campesina ha organizzato una imponente manifestazione a Rio.

L’obiettivo di Rio20+ punta al controllo delle emissioni di C02 per evitare che vi sia l’innlazamento della temperatura planetaria oltre quei 2 gradi centigradi considerati la soglia di sicurezza entro cui i cambiamenti climatici sarebbero controllabili. I mezzi per arrivare a questo controllo prevedo sia l’uso di tecnologie verdi, sia un compesso sistema di compravendita di quote di inquinamento. Che c’entra con tutto ciò l’agricoltura? Quella intensiva è considerata altamente inquinante e responsabile delle immissioni di CO2 nell’atmosfera al pari delle grandi industrie.

Ma a Rio20+ si discuterà anche di sviluppo sostenibile e dunque a AIAB interessa difendere anche i produttori di agricoltura biologica, considerata più rispettosa dell’ambiente e con una produzione inferiore di emissioni di CO2 rispetto alla convenzionale intensiva.

Spiega AIAB nel suo comunicato stampa:

Governi, imprenditori e organizzazioni delle Nazioni Unite hanno passato gli ultimi anni costruendo il mito del capitalismo verde e del greening tecnologico. Presentando queste soluzioni come una nuova possibilità per tenere insieme ‘affari’ e gestione responsabile dell’ambiente, ma in realtà, per loro, la green economy rappresenta il ‘Cavallo di Troia’ attraverso il quale ottenere un nuovo avanzamento del capitalismo, mettendo l’intero pianeta sotto il controllo dei grandi capitali. Ci sono vari meccanismi economici/finanziari che trarranno giovamento dalla green economy e che si porteranno dietro un pesante carico ambientale. Pensiamo ad esempio all’Emissions Trading System e ai REDD+ (Reduced Emissions from Deforestation and Forest Degradation).

Insomma tutti colpevoli di voler solo guadagnare, attraverso una verniciata di greenwashing mentre il Pianeta e i più poveri pagano il conto. Il che sembra effettivamente non fare una piega. La soluzione individuata è rappresentata dalla lotta al land grabbing, agli incentivi ai biocarburanti e viene chiesta una migliore e equa distribuzione delle terre, alla pratica dell’agricoltura biologica. Insomma, viene proposto che si ridia spazio all’agricoltura familiare a sostegno dell’alimentazione, sopratutto nei paesi in via di sviluppo o più poveri.

Rispetto all’economia agricola viene proposta la stabilizzazione dei mercati:

per ottenere stabilità dei prezzi per gli agricoltori e prezzi ragionevoli per i consumatori.

Via | Comunicato stampa Aiab, Via Campesina

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