Roma, la marcia dei 10mila contro GreenHill e la vivisezione

la marcia dei 10mila a Roma per la chiusura di GreenHill e contro la vivisezione

Le foto sono eloquenti: una fiumana di gente, circa 10mila persone, ha chiesto oggi attraversando pacificamente Roma, la chiusura dell'allevamento di beagle, GreenHill di Montichiari in provincia di Brescia.

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La giornata segna un deciso spartiacque tra quel che erano gli animalisti di ieri e quel che è il movimento di oggi: Occupy Greenhill ha fatto centro riuscendo a coinvolgere migliaia di persone che si sono riversate nella Capitale e da una prima stima gran parte di loro è arrivata con uno dei 30 autobus provenienti da tutta Italia. Non dimentichiamo che la svolta si è avuta con il l'arresto di 12 attivisti dopo che si sono introdotti nell'allevamento Greenhill e hanno liberato una settantina di beagle, (le foto fecero il giro del mondo) e giunsero centinaia di messaggi di solidarietà incluso il messaggio di Brigitte Bardot. Seguì una giornata mondiale in difesa degli animali e contro la vivisezione e l'uso di animali di ogni specie (val la pena chiarirlo).

La manifestazione vuole impressionare il Governo italiano, costringerlo a ascoltare la voce di chi non ha voce e sopratutto a decidere in merito all'art.14. Il voto, previsto il 13 giugno è slittato al 20 giugno, ecco il senso della manifestazione: fare pressione mediatica affinché in Italia non si ospitino allevamenti in cui gli animali siano cresciuti per scopi scientifici e destinati alla vivisezione (per la verità non si vorrebbero proprio gli allevamenti, ma qui la storia è più complicata da affrontare). Dunque ecco che una volontaria ha interpretato una cavia sotto i ferri di due ricercatori. La rappresentazione è stata data anche un paio di giorni fa dalle vetrine del negozio Lush a Roma.

L'Europa ce lo chiede, è questo il leit-motiv adottato dai sentatori che in manietra trasversale (si va dal Pd alla Lega Nord) sono convinti che ospitare a Brescia l'allevamento Greenhill sia cosa buona e giusta. E effettivamente l'Europa con la direttiva 86/609 ha generato casi come quello italiano.

Intanto le associazioni Enpa, LAV, Lega del Cane, Leidaa e Oipa - cofondatrici della Federazione italiana Diritti, Animali e Ambiente hanno inviato al Senato un appello:

Votare a favore dell'art.14 della Legge Comunitaria 2011 riguardo i criteri e i vincoli di recepimento della Direttiva UE 2010/63 sulla sperimentazione animale, nella formulazione già approvata dalla Camera dei Deputati, per sostenere le importanti e irrinunciabili motivazioni etiche e scientifiche che hanno portato alla sua formulazione nonché per la compatibilità con il Trattato Europeo, evitando possibili peggioramenti: in questo modo sarà interpretato il sentimento della stragrande maggioranza degli italiani, l'86% dei quali è contrario alla sperimentazione animale secondo recenti sondaggi. In caso contrario la volontà della maggioranza degli italiani verrebbe tradita e calpestata.

Oggi i 10mila in piazza a Roma hanno confermato.

Foto | Grazie al gruppo Occupy Greenhill su Fb.

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