A breve montagne alpine senza ghiacciai

La sentenza secca arriva dal Forum Greenaccord il IX Forum dell’Informazione cattolica per la Salvaguardia del Creato che si è tenuto nei giorni scorsi a Trento, dove Carlo Baroni, presidente del Comitato Glaciologico Italiano ha detto:

Fare del facile allarmismo non è utile né opportuno. Ma è un dato di fatto che, con questi ritmi e senza interventi, fra qualche anno arriveremo a doverci confrontare con una realtà in cui ci saranno le montagne ma senza ghiacciai.

La causa è nota: i cambiamenti climatici. Ma molte delle azioni che si dovrebbero fare restano incompiute. Il punto, secondo Baroni è che manca sia adeguata conoscenza e controllo del fenomeno, sia interventi a tutela del patrimonio ghiacciai. Infatti prosegue e elenca i casi:

Ghiacciaio di Rocciamelone, della Bessanese, della Ciamarella, del Teleccio, della Valsavarenche, dei Forni, Pizzo Ferrè, di Fellaria. Il ghiacciaio della Lobbia si è ridotto del 42% in estensione e del 65% in volume. Quello della Presanella sull’Adamello ha perso i 2/3 della sua grandezza. È vero che i ghiacciai alpini rappresentano solo lo 0,02% del peso totale di tutti i ghiacciai terrestri. Ma il loro ruolo sugli ecosistemi fluviali italiani e per la fornitura di acqua nei mesi estivi è cruciale per il nostro Paese.

Secondo lo scienziato sono oramai 24 anni che la tutela dei ghiacciai è affidata agli enti locali senza che vi sia un progetto nazionale e unitario per la loro tutela. Lo strumento da cui ripartire resta la Convenzione delle Alpi che sostiene la responsabilità condivisa tra vari paesi sullo stato di salute delle Alpi e dei loro ghiacciai.

Via | Prov. Trento
Foto | Flickr

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