Decreto sviluppo, all'agricoltura vanno le briciole

Con il decreto Sviluppo accanto alle norme pro trivellazioni sono stati licenziati anche una serie di provvedimenti che dovrebbero sostenere e stimolare la ripresa dell'agricoltura. E' lo stesso ministro Catania che li annuncia sul sito delle Politiche Agricole:

I provvedimenti per l'agroalimentare, approvati oggi dal Consiglio dei Ministri, costituiscono nuovi strumenti per la crescita del settore. Vista inoltre la situazione di grave crisi economica che stiamo affrontando e le sue conseguenze sulla parte più debole della società, abbiamo deciso di istituire un Fondo nazionale per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti.

Tutto qui? Tutto qui e d'altronde come commentare che a fronte dei 70-80 miliardi di euro disponibili e messi in circolo dal decreto appena 20 saranno impiegati in agricoltura per fronteggiare la crisi? E 1 milione di euro andrà proprio agli indigenti?

Nota aspro Mimmo Pelagalli agrogiornalista:

La pur vasta congerie di altri interventi, dalle agroenergie agli incentivi al comparto pesca e piscicoltura, sono basati su norme che contengono strumenti finanziari già dovuti o contrattati, come nel caso della pesca, che deve adeguarsi a norme europee richieste proprio dall’Italia. In altri casi, come le norme sui Consorzi di Tutela, queste si tramutano solo in un inasprimento di pene per qualche mascalzone.Questa manciata di briciole non regge il confronto con il salasso dell’Imu, che al settore agricolo impone una prestazione non da poco: 224 milioni di euro da saldare entro dicembre 2012. A proposito: domani scade (oggi per chi legge NdR) il termine per la prima rata: il 30% del dovuto.

Peraltro, slitta il SISTRI Sistema Nazionale di Rintracciabilità dei Rifiuti Speciali per cui le aziende industriale e artigiane possono aspettare a mettersi in regola il prossimo dicembre 2012 mentre le consistenti autorizzazioni alle trivellazioni per la ricerca di petrolio non aiuteranno i pescatori.

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