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Commento del giorno, la sfida del taxi

Pubblicato: 27 lug 2006 da eugenio

Commenti dei lettori

In riferimento al post Taxi la protesta dei privilegiati, ci scrive un tassista::


Io sono un tassista di Milano, ma voi non avete idea di cosa significa stare per 10-12 ore in mezzo alla strada e ai pericoli.
Il lauerato quando si ammala, stà a casa e lo stipendio lo prende lo stesso, purtroppo noi tassisti no. Le cifre che esponete sono tutte false. Volete fare un turno insieme a me per verificare di persona in che condizioni lavoriamo.
Sono disponibile!

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14 commenti

Commenti dei lettori

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  • Gaetano Prisciantelli

    27 lug 2006 - 18:33 - #1
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    Caro tassista,
    Mi dispiace, ma dopo lo spettacolo delle manifestazioni romane la voglia di mettere piede in un taxi è veramente poca. Sono curioso però di conoscere il “vero” guadagno di un tassista (se è vero che guadagnate poco, perché vi opponete all’apertura del mercato e all’aumento delle licenze?)

    Inoltre, alcune delle cose che dice non hanno niente a che fare col decreto Bersani:
    1) Il tassista è un lavoro faticoso, come tanti altri. Questo non giustifica alcun privilegio.
    2) Nessuno, esclusi voi stessi, vi impedisce di creare un organismo di previdenza che consenta di essere pagati nei giorni di malattia.
    3) Provi a fare una giornata da laureato precario, poi ne riparliamo.

  • Deserteur

    27 lug 2006 - 18:33 - #2
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    Mi pare difficile che i lettori di Ecoblog possano farsi tutti una giornata in taxi. Forse sarebbe più utile e produttivo se il tassista di Milano ci facesse un esempio, basato sulla sua personale esperienza, di quali sono le vere cifre in gioco. Aiuterebbe tutti noi a capire meglio.

  • alfx

    27 lug 2006 - 20:21 - #3
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    Se posso fare un appunto a gaetano:

    “(se è vero che guadagnate poco, perché vi opponete all’apertura del mercato e all’aumento delle licenze?)”

    Normalmente l’aumento delle licenze, e più in generale l’apertura del mercato, riduce i margini di guadagno, ovvero spalma gli stessi guadagni (l’utenza non aumenterebbe in modo significativo) su una più elevata base.

    Inoltre vorrei ricordare che il blocco delle licenze naque dopo una dura battaglia della sinistra, verso gli anni 60, poiché le condizioni lavorative dei tassisti erano pessime, con guadagni irrisori.
    Se volete avere un paragone, si può guardare agli stati uniti, dove i tassisti appartengono alle fasce più basse della popolazione.

    Come ultima considerazione vorrei far notare come il lavoro del tassista, e in generale dell’autista (pensate ai tir) non richiede nessuna particolare competenza teorica e nemmeno crea esperienza spendibile altrove (pensate un operaio: se diventa bravo con l’andare del tempo ha aspirazioni di crescita), quindi non vedo l’utilità per la società dell’ampliamento della base lavorativa.

  • Roberto

    27 lug 2006 - 21:18 - #4
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    che sia faticoso non lo metto in dubbio, stressante più che altro, poi c’è sempre chi si diverte a guidare tutto il giorno, non dico che dev’essere per tutti così. ma poi dov’è che sono i pericoli? intendo i pericoli del mestiere, non i “pericoli” se uno si ammala. altrimenti quelli non si chiamano pericoli, meglio inconvenienti. Intendi forse rapine? pericoli di incidenti? … credo che un manovale rischi molto di più, oltre che a tenersi stretti per il resto della vita dolori fisici…
    Al massimo possono rischiare di brutto i ncc, da quanto ho letto qui: http://www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001037229
    Se i tuoi amici si comportano così, tu puoi avere tutta la ragione del mondo ma non ti darò mai il mio consenso. E meno male che io sono potenziale violento eh..

  • attilio

    28 lug 2006 - 00:16 - #5
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    ma lo scontrino fiscale ora lo dovranno fare o no? mi sembra che prima pagavano le tasse in base ad un minimo di 12000 € ( era a loro discrezione dichiare di + LoL )

  • Bruno

    28 lug 2006 - 07:57 - #6
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    sono un diplomato di estrazione culturale operaia e ho sempre ritenuto ridicolo il paragone tra i mestieri: non ho mai capito bene se vantare le difficoltà del proptio lavoro è una sorta di pubblicità personale per non so quale riconoscimento, o è un tentativo infantile di nascondere i privilegi di cui si gode, o è semplice vittimismo.-
    Signori, il mestiere lo sceglliamo noi e il mercato ci accetta, o facciamo che lo scelga il “sistema” in base alle proprie capacità e meriti, ne gioverebbe tantissimo l’agricoltura.-

  • Gaetano Prisciantelli

    28 lug 2006 - 10:57 - #7
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    Per Alfx:
    L’aumento delle licenze ipotizzato da Bersani offriva la possibilità di possedere più licenze, proprio per evitare un passaggio drastico alla situazione americana (che io peraltro non disapprovo). Quella prospettiva è inevitabile. Molti mestieri “semplici” sono scomparsi o sono passati nelle mani di categorie di cittadini disposte a guadagnarci meno (dallo spazzacamino alla badante al famoso idraulico polacco). Ciò che distingue i tassisti è la forza della loro lobby. Prova a estendere il tuo discorso a tutte le categorie, ed eccoci di nuovo nel medioevo, con decine di corporazioni (i potatori, i calzolai, i guantai, i cassieri …), con licenze preziosissime da tramandare di padre in figlio. Questo modello è superato e artificiale. Lo vuoi ripristinare? Mi sembra chiaro di sì e io non sono d’accordo con te.
    Mi sembra anche di capire che vivi in un posto dove non ci sono taxi, altrimenti diresti che la domanda di taxi (e di mercato) è alta.
    Le “dure battaglie della sinistra” degli anni Sessanta sono diventate l’acclamazione della destra populista al grido di “Duce! Duce!” da parte dei tassisti. Tanto per dire la lungimiranza della sinistra.
    Quanto all’ampliamento della base lavorativa, non è una scelta che puoi fare, è semplicemente un problema che la politica deve risolvere. Cosa ne faresti dei disoccupati che l’economia chiusa non riesce a campare? Li gettiamo da una rupe o apriamo il mercato a tutti quelli che vogliono lavorare? Non è una domanda retorica. Cosa ne facciamo?

    Per Bruno:
    Sono laureato, di estrazione agricola (bracciantile). Per quello che ne so, ti assicuro che all’agricoltura non gioverebbero affatto le centinaia di mezzeseghe che avanzerebbero da una rigorosa selezione tra le professioni. Prova con un altro settore, che ne so, i tassisti.

  • Bruno

    28 lug 2006 - 12:18 - #8
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    Per Gaetano:
    hai ragione, ma ci pensi ai fabbri (quelli in grado di forgiare una zappa, se ci sono ancora)?
    UN SUCCESSO!

  • alfx

    28 lug 2006 - 12:56 - #9
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    Quoto: “Cosa ne faresti dei disoccupati che l’economia chiusa non riesce a campare?”

    Ritengo che esista il giusto compromesso, compromesso al quale si è comunque arrivati, giusto o meno che sia…

    Il compromesso di cui parlo, a livello più generale, ha come scopo quello di evitare un’impostazione societaria basata unicamente sul mercato e sull’economia. Un attenuazione di quel mercato che resta comunque l’unica via di benessere e di crescita della qualità della vita.

    P.s. La vita negli stati uniti non è una vita migliore della nostra, anzi è molto peggio (se vuoi più informazioni cerca l’indice Gini). E il loro stile di vita nasce anche dalle regole del mondo del lavoro!

  • Bruno

    28 lug 2006 - 14:33 - #10
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    Per alfx:
    cos’è per te la qualità della vita? come si rapporta con il tenore di vita (che non è la stessa cosa)? Qualche anno fa, fu pubblicato su un noto quotidiano l’intervista al comandante di una missione spaziale russa ripescata in extremis dagli statunitensi: diceva che guadagnava come un tranviere di Mosca, ma era più che soddisfatto: “da bambino sognava di fare l’astronauta”.-

  • alfx

    28 lug 2006 - 21:10 - #11
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    Infatti parlavo della qualità della vita, per il tenore si dovrebbe vedere il PIL pro capite. La qualità della vita non è quantificabile con dei numeri, ma alcuni indicatori credo possano aiutare.

    Una equa distribuzione dei redditi (fai bene a citare la russia, perché erano tutti poveri, e la mancanza di grandi differenze aiuta a vivere sereni, pensa all’oligarchia attuale) riduce i contrasti sociali (l’indice gini si riferisce a questo), l’esistenza di garanzie forti in vari campi (pensa alla sanità negli stati uniti, confrontala onoestamente con quella italiana per i vari ceti sociali) come sanità, educazione (idem, un corso di laurea ti costa circa 35000$ di retta annuale, e le borse di studio non coprono la richiesta), diritti civili (sembrerà strano, ma in italia siamo molto MOLTO più garantisti).

    Chiaramente è solo un accenno. Fare un discorso completo sarebbe off topic…era giusto per dire la mia…

  • Profilo di Silvia

    Silvia

    31 lug 2006 - 11:13 - #12
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    ma mi sbaglio o le licenze, in realtà, non dovrebbero “avere un valore”, in queanto la legge ne vieta la loro cessione a terzi. Chiedo conferma di questa affermazione e cmq mi dispiace aver sentito dichiarazioni di tassisti che si ritenevano preoccuapati di perdere la loro “rendita”. La liberalizzazione delle licenze avrebbe fatto crollare il prezzo di scambio nel mercato nero…è così che funziona? La mia laurea…ahimè, non mi porterà nessun rendita o pensione…come la vogliamo chiamare

  • stefano

    27 dic 2006 - 14:00 - #13
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    per silvia
    ti sbagli perche’ la legge dice che il taxista puo’ restituire la licenza al comune o cederla a terzi . naturalmente non parla di cederla dietro pagamento ma visto che se la dai al comune non ti da un ceppa di solito si cede a chi te la paga.. anche perche’ non ce alcun tfr con il comune quindi quella sara’ la tua liquidazione che ti sei gia’ pagato quando hai iniziato! cmq la tua laurea non si svalutera’ mai e a livello personale ti servira’ molto AUGURI DI BUONE FESTE A TUTTI

  • Profilo di quebek

    quebek

    26 nov 2010 - 22:42 - #14
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    Vi espongo la situazione quì a Torino per ciò che attiene a guadagno reale di un taxista alla data di nov. 2010:
    Ricavi mensili (= incassi mensili lordi) ammontano a 3900,00 € circa
    Costi mensili………………………………..ammontano a 2500,00 € e rotti euro
    Utile lordo ante imposte………………..ammonta a 1369,00 €
    Utile netto mensile……………………….ammonta a 892,00 €

    L’Utile netto mensile è stato calcolato determinanto tutti i calcoli fiscali di imposizione fiscale in fase di dichiarazione dei redditi annuale quindi l’Utile lordo
    anteimposte ai fini di una migliore determinazione dell’imposizione fiscale
    è stato determinato su base annua 11 mesi (1 mese di ferie annue) mentre
    l’Utile netto fiscale mensile che è il pulito che viene fuori cioè quello che realmente
    entra in tasca al taxista pagando tutto è stato determinato dividendo l’Utile netto
    fiscale annuo per 13 mesi “almeno” visto che un dipendente percepisce oltre a 13A
    mensilità anche la 14A e poi ha anche le ferie pagate che il taxista nn ha.

    Uno sguardo ai Costi che al giorno d’oggi si sono triplicati nn è più come 50 anni
    o 30 anni fa anche a livello di numero di veicoli in circolazione nonchè numero di
    taxisti in circolazione e quindi questo crea tempi di sosta del taxista in attesa di
    chiamata molto lunghi, eccoVi i costi fissi mensili:

    INAIL……………………………………………29,12
    INPS…………………………………………….238,90
    RCA ASSICURAZIONE………………………250
    COMMERCIALISTA………………………….50
    BENZINA……………………………………….606,20
    QUOTA ASSOCIATIVA COPERATIVA……150
    AMMORTAMENTO LICENZA……………….787
    INTERESSI PASSIVI MUTUI……………….416,67
    TOTALI COSTI MENSILI……………………2527,89

    A questi costi mi sono dimenticato di aggiungere ovviamente il deperimento auto
    che mensilmente fa 200 euro quindi da 892,00 € mensili che il taxista prende si
    arriverà a circa forse 800 € bisogna fare i calcoli ovviamente a livello fiscale annuo
    per essere più precisi. Allora secondo voi spendere anche 150000,00 € o
    170000,00 € di licenza vale la pena per avere una resa economica di questo
    genere? Posso solo dire che se uno nn avesse un lavoro è costretto a fare
    qualcosa per campare ma se uno avesse un lavoro che se lo tenga bello stretto.
    Io penso che in generale l’acquisto di una qualsiasi licenza a questi prezzi di
    vendita dovrebbe avere una resa mensile netta fiscale di almeno dai 3000,00 ai
    4000,00 €. A dimenticavo di dirvi che il taxista si deve accontentare di questa cifra
    di 892 € per 20 anni calcolando che i costi di ammortamento licenza fiscalmente si
    ammortizzano per 18 anni e che il mutuo è di 20 anni, il taxista nn ha gli scatti
    d’anzianità!!!. Che cosa ne pensate quindi? Allora il taxista è un banalissimo lavoratore operaio come tutti oppure appartiene ancora al mito del riccone?
    L’unica ricchezza che si compra è la libertà perchè nn dipende da nessuno. Ma
    certo è che conta secondo me di più la valutazione di un attività in base all’utile pulito che genera e nn in base alla libertà che si acquista. Ma se uno nn ha un
    lavoro e se ha la fortuna di avere un finanziamento vi è costretto.