Clini ammette che a Rio20+ si giocherà al ribasso

Attenti che da domani i media del mainstream (i soliti noti della carta stampata e della tv) spareranno i titoloni su Rio20+. Vi preannuncio che alla fine di quell'enorme carrozzone in cui si discuterà tanto di cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile che non una decisione verrà presa, non una sola azione concreta.

Da un lato, nell'intervista data a Alessandro Farruggia, fa notare il ministro Corrado Clini che è già a Rio, il Brasile, che è il Paese che gestirà con la presidenza le trattative, è parecchio avvelenato con l'Europa convinto com'è che a noi non interessi sostenere i paesi in via di sviluppo; dall'altro ci sono gli Stati Uniti che non intendono assumere alcun impegno di governo e ufficiale lasciando che siano gli americani a muoversi privatamente e su base volontaria.

Dice Clini infatti:

Stiamo cercando di trovare una mediazione. Certo, è chiaro che questa non è una conferenza che si concluderà con nuovi impegni, ma con l’avvio di processi virtuosi.

Sempre che il Brasile ma proprio il BRIC a questo punto mi sento di dire non pongano ostacoli, Infatti come ha modo di spiegare il ministro Clini la tensione che costa cara all'ambiente è tra chi ha più bisogno di risorse per consentire uno sviluppo industriale e chi tenta con ogni mezzo di impedire che queste risorse vadano altrove. Ecco dunque la riflessione di Clini a proposito del Brasile, ma direi valida anche per Cina, India e Russia:

Per loro la prima priorità è quella sociale, cioè la riduzione della povertà, la crescita. Se poi la crescita sarà anche verde, tanto meglio. Ma la loro linea è: non potete imporci limiti, a meno che non ci diate in cambio delle risorse adeguate per finanziare uno sviluppo diverso.

Foto | Rio+ su Fb

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