Inquinamento luminoso basso: arriva il telescopio WTM in Sicilia

Il complesso strumento è in allestimento, per una ricerca di alto livello. Al telescopio WTM si affiancherà il raffinatissimo Fly-eye dell'ESA.

È in fase avanzatissima la realizzazione del Wide-field Mufara Telescope (WMT) del Centro Astronomico Internazionale GAL Hassin, in Sicilia. Si tratta di un telescopio della classe di un metro, prototipo di un innovativo strumento a grande campo, che verrà collocato la prossima estate su Monte Mufara (1865 m), dove l'inquinamento luminoso è bassissimo.

Sul WMT punta la comunità astronomica nazionale e internazionale per le innovative performance nel campo della ricerca astronomica avanzata: scoperta di asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra e caratterizzazione delle loro orbite, monitoraggio di detriti spaziali di grandi e medie dimensioni, individuazione delle sorgenti astrofisiche, controparti ottiche di onde gravitazionali e flussi di neutrini, scoperta e caratterizzazione di esopianeti tramite il metodo dei transiti, individuazione e follow-up fotometrico di eventi di Novae, studio di sorgenti variabili galattiche ed extragalattiche.

A breve distanza dal WMT, sempre per la perfetta tela ambientale e il basso inquinamento luminoso del sito prescelto, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) collocherà il Fly-eye, un telescopio di nuova concezione a grandissimo campo, ideato e realizzato in Italia, che rivoluzionerà la ricerca astronomica dedicata alla scoperta di oggetti (asteroidi e comete) che potrebbero entrare in collisione con il nostro pianeta. Sulle Madonie, quindi, nascerà un polo astronomico di rilevanza mondiale: un eccellente progetto di cultura, di ricerca avanzata e, soprattutto, di futuro per la Sicilia. Si tratta di una splendida occasione, che sarebbe gravissimo perdere.

Gli apprezzamenti arrivano da ogni dove. Tutti esprimono la speranza che la ricerca possa avviarsi: "Questo sarà possibile - dice il Presidente del GAL Hassin Giuseppe Mogavero- solo se le istituzioni, e in prima istanza la Regione Siciliana, sosterranno la ricerca nella misura finanziaria che la stessa richiede. Io sono convinto che sia possibile. Non posso credere ad un disimpegno istituzionale che possa condurre ad un fallimento del progetto, dopo investimenti notevoli (circa dieci milioni di euro), dopo aver lavorato per anni, realizzando quello che sembrava un sogno, dopo avere avviato relazioni qualificate con la comunità scientifica e astronomica nazionale e internazionale, dopo avere avviato, due anni addietro, un centro visitato fino ad oggi da oltre cinquantamila studenti, appartenenti a scuole di ogni ordine e grado in viaggi di istruzione, provenienti dalla Sicilia ma anche dall'Italia continentale e dell'estero. Un Centro visitato dai grandi nomi dell'astronomia nazionale e internazionale, da scienziati, astronauti, premi Nobel".

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