Nuovi gas nel mercato delle quote di emissione

sorgenti di CO2 del Canada

Metano e biossido di zolfo (che sono gas serra ad effetto molto più intenso dell'anidride carbonica) potrebbero entrare nel mercato delle quote di emissione entro il 2013 e a partire dal 2010 anche le piccole aziende e le compagnie aeree potrebbero essere coinvolte negli scambi. Qualche analista dice che il mercato delle quote di emissione, nel giro di qualche anno, potrebbe arrivare a muovere più soldi di quello dell'oro e di quello del petrolio.

Fino ad oggi sono stati i singoli Stati a definire il tetto delle quote e a deciderne quindi il prezzo (per curiosità, una tonnellata di anidride carbonica costa tra i 5 e i 35 dollari), ma la tendenza in atto sarebbe quella di uniformare il mercato a livello europeo e, in futuro, di permettere scambi anche con Paesi fuori dall'UE come l'Australia, che sta lavorando ad un sistema di quote simile al nostro. (Sistema che nelle intenzioni del governo australiano non dovrà essere di ostacolo al mercato di esportazione di carbone e di altri minerali, e non dovrà danneggiare ingiustamente l'economia nazionale e le sue industrie).

Questa estate i sindacati avevano scritto una lettera a Pecoraro Scanio chiedendo il permesso di emettere di più tra il 2008 e il 2012. Questo è quanto riportato da vita.it "Francia e Germania, con centrali elettriche a carbone, hanno troppe quote. In Italia invece ne abbiamo troppo poche e dobbiamo ancora ridurle. "

"Le perplessità sono riferite all'assenza di qualsiasi riflessione rispetto alla situazione che si è determinata a consuntivo del primo anno dell'assegnazione quote per il periodo 2005 - 2007", scrivono Paola Agnello Modica (Cgil), Renzo Bellini (Cisl), Paolo Carcassi (Uil), "in cui si evidenzia una situazione di sottoallocazione per alcuni stati membri come il Regno Unito, la Spagna e l'Italia e una sovrallocazione di quote per altri paesi, come la Francia e la Germania, quest'ultima con una considerevole presenza di impianti elettrici alimentati a carbone".

Tra le vecchie dichiarazioni di Pecoraro Scanio mi ero segnata queste due: il governo ''sarà inflessibile con chi non rispetta le normative sulle emissioni fissate dal protocollo di Kyoto. Non vogliamo certo che si verifichi un'altra situazione simile a quella delle quote latte''.

"... le emissioni di CO2 le deve ridurre non solo l'industria ma anche i trasporti e le civili abitazioni. Il piano sull'industria prevede che ci sia un taglio di emissioni. Tutti i Paesi stanno facendo una politica di tagli e anche l'Italia dovrà farlo salvaguardando ovviamente i livelli di competitività delle imprese che diventano, però, competitive con l'innovazione e non con trucchi per evitare i tagli. I tagli delle emissioni ci devono essere.''

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