Tutto si può riciclare, anche i 200 Kg di escrementi che un elefante medio produce in un giorno medio. Dopotutto la carta è fibra vegetale, la cacca di elefante anche. Perché non approfittarne?
Un progetto di Vagamondi prevede di ritirare con un furgoncino la produzione di alcuni elefanti e di portare il raccolto in cartiera, dove, con l’aggiunta di solo il 20% di carta (riciclata) il tutto viene lavorato per produrre nuova carta.
Il progetto si chiama Maximus, dal nome scientifico dell’Elefante dello Sri Lanka: Elephus Maximus Maximus e mira a trasformare l’elefante da disastro per l’agricoltura da abbattere il prima possibile a risorsa economica sostenibile.
Sul loro sito si legge: “Anche se lo sterco di elefante non può risolvere crescente conflitto uomo-elefante, il suo uso a beneficio dei contadini che soffrono andrà certamente della direzione di innalzare il livello di tolleranza dei contadini. Se l’elefante sarà come usato un valore economico per contribuire significativamente al benessere delle persone, le stesse persone non ameranno vederlo scomparire dalla loro area. In conclusione, tutti gli sforzi sarebbero futili senza il sostegno delle comunità locali.”
Via | focus 167
Nic
21 ago 2006 - 16:48 - #1semplicemente geniale!
un ottimo esempio di sfruttamento delle risorse rinnovabili locali.
quasi quasi provo a prendere un quaderno per vedere com’è.
Mirella
21 ago 2006 - 17:33 - #2Scusate il termine ma mi viene spontaneo dire: CHE CARTA DI MERDA! anche se sicuramente è da prendere come esempio e sarà certamente un’ottima carta!
ecoblog
28 ott 2006 - 14:42 - #3[…] […]
Brz
27 mag 2011 - 20:01 - #4Giusto ieri ho avuto in mano una stampa fatta appositamente per delle classi scolastiche elmentari… garantisco che e’ davvero geniale!!!