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L'anidride carbonica non inquina

Pubblicato: 28 ago 2006 da lumachina

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spot americano sulla benefica CO2“Anidride carbonica: la chiamano inquinamento. Noi la chiamiamo vita”. Lo diceva la voce fuori campo di uno spot andato in onda in 14 città statunitensi in maggio contro gli allarmismi degli ambientalisti preoccupati per i cambiamenti climatici.

“I carburanti che producono anidride carbonica ci hanno liberato da un mondo in cui lavorare significava spaccarsi la schiena. Ora alcuni politici vogliono etichettare l’anidride carbonica come inquinante. Senza i carburanti le nostre vite non sarebbero più le stesse”. Questo il seguito dello spot che, nelle intenzioni del Competitive Enterprise Institution, dovrebbe indurre il telespettatore americano a sentire il suo benessere minacciato dai “politici spaccaschiene”.


Adesso lasciatemi fare una prima considerazione sulla scelta terminologica in questo spot: non è la maggioranza della comunità scientifica a considerare la smodata emissione di CO2 pericolosa (contro cui il telespettatore si sente in soggezione e non ha potere). No, sono “alcuni (quindi pochi) politici”. Influenzabili e sostituibili attraverso il voto.

La seconda considerazione è sull’accostamento carburanti e fatica. Ci sono modi non inquinanti di non far fatica (energie rinnovabili… mai sentite nominare?). L’idea che ridurre le emissioni ci farà sudare è fuorviante.

Terza considerazione: lo spot sottolinea che senza i carburanti le nostre vite non saranno più le stesse. Certo, ma perchè tacere il fatto che con i carburanti le nostre vite non sono cambiate solo in meglio? Perchè tacere che l’inquinamento ci accorcia la vita, che la sedentarietà ci fa ammalare e che un sacco di gente muore nel mondo proprio per non far sudare un panzone statunitense davanti alla TV?

Scusatemi: mi sono accalorata. Io sono favorevole alla dialettica scientifica, alla confutazione dei risultati e al dibattere partendo da opinioni diverse, ma qualche volta sento un brivido di terrore serpeggiarmi lungo la schiena quando leggo di queste campagne di (e permettetemi di assumere una posizione personale) premeditata disinformazione.

Cosa fare in casi come questi? Per prima cosa contare fino a dieci per non arrabbiarsi (cosa che stavolta non ho proprio fatto). Arrabbiarsi rende difficile comunicare le proprie idee. Certo, da indignati si possono infiammare gli animi di chi già la pensa come noi, ma per convertire chi parte da posizioni diverse sarebbe meglio restare calmi, visto che dall’altra parte della barricata vedono con la stessa nostra potenziale animosità An Inconvenient Truth. Poi, ovviamente, serve informare, vigilare e, per chi ha fede, pregare.

via | Rifletto

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10 commenti

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  • Profilo di DrSlump

    DrSlump

    28 ago 2006 - 00:44 - #1
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    Azzo, ma davvero non sanno piú a cosa aggrapparsi. É quindi evidente che il malessere delle persone inizia a farsi rilevante.
    La gente non é stupida, forse inizia a capire l’enorme truffa a cui ci hanno sottoposto con l’imposizione del petrolio come carburante.
    E poi, come non arrabbiarsi sentendo certe cretinate?
    Come non avere l’impulso di riempire di legnate la latrina che ha partorito questo spot?

  • Sandro kensan

    28 ago 2006 - 14:48 - #2
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    Io lo vedo come uno spot qualunquista che mira alla parte qualunquista del popolo americano e credo sia una buona fetta.

  • GREGORIO

    28 ago 2006 - 15:50 - #3
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    è il metano la variabile difficilmente smaltibile che causa l’aumento dell’effetto serra non l’anidride carbonica

  • Alfx

    28 ago 2006 - 16:09 - #4
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    Posso fare l’avvocato del diavolo?
    In effetti l’anidride carbonica non è considerato come l’inquinante più pericoloso. E’ naturalmente presente nell’atmosfera (anche se a causa nostra in concentrazioni via via crescenti) ed è fondamentale per la fotosintesi.
    Principale gas che provoca l’effetto serra, a volte viene fin troppo bistrattato, visto che senza effetto serra saremmo un pianeta congelato. Certo, venere ne ha fin troppo, ma l’aumento dovuto all’uomo a partire dalla percentuale dello 0.03 del 1800 all’attuale 0.04 nell’atmosfera non può essere definito catastrofico…(si è calcolato che anche l’eruzione del vulcano krakatoa fece aumentare la percentuale di CO2 nell’aria di diversi punti percentuali!)

    Gli oceani ne contengono molto di più e riescono a equilibrare il quantitativo creando il bicarbonato che tanto bene fa alla nostra digestione (e agli impianti di desolforazione delle centrali a carbone…)

    Questo giusto per dire che limitare le emissioni di Ossidi di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NO2), monossido di carbonio (CO) e particolato (PM 10, 5, 1) è più importante per la nostra salute.

    Comunque il problema è che, secondo questa scandalosa pubblicità, più bruci meglio è, e le persone responsabili sarebbero da mettere a testa in giù in qualche ciminiera per riflettere…

  • Alfx

    28 ago 2006 - 16:13 - #5
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    Chiaramente l’aumento dovuto al krakatoa è da pensare in decine di parti percentuali, (da 300ppm a 320ppm), ovvero un 6-7% di aumento.

  • Profilo di antonio

    antonio

    29 ago 2006 - 15:56 - #6
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    Le eruzioni vulcaniche però emettono anche polveri che finiscono nell’atmosfera, schermando dai raggi solari, e il loro effetto è tale che contribuiscono a raffreddare l’atmosfera anche in modo significativo.

    Se la memoria non mi inganna, in Europa l’anno che eruttò (fine 1800), fu ricordato come l’anno senza estate, tanto aveva raffreddato l’atmosfera.

    Quindi il maggior apporto di C02 è trascurabile e in ogni caso qualcosa su cui non si può intervenire.

  • Profilo di magnus

    magnus

    29 ago 2006 - 20:52 - #7
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    …d’accordo con quanto scritto qui sopra…aggiungo solo un consiglio x gli acquisti: leggetevi un paio di libi di James Lovelock sull’ipotesi Gaia, al riguardo proprio delle emissioni di CO2 e dell’inquinamento…credo apra gli occhi a una nuova prospettiva di studio sull’argomento…il che nn è mai male! ;-)

  • Profilo di Bricke

    Bricke

    30 ago 2006 - 08:00 - #8
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    Il fatto che azioni umane trovino parallelesmi in azioni naturali non significa un granchè. Le polveri sottili emesse da un vulcano non sono le stesse per tipo e quantità dall’uomo. E’ una questione di equilibri, di tempistica, di tipologia. L’uomo sta apportando cambiamenti al pianeta in pochi decenni, la natura farebbe lo stesso impieghando migliaia di anni. Lasciando così il tempo alla biodiversità di adattarsi ed evolversi.

  • Alfx

    30 ago 2006 - 18:14 - #9
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    L’esempio del krekatoa è chiaramente marginale nel discorso.

  • Mauro_bz

    16 apr 2010 - 14:34 - #10
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    Quella pubblicità è talmente cretina (anche per uno come me che è anti-agw) che mi viene quasi il dubbio che non sia vera, o sia volutamente provocatoria. Sul merito, io credo che inquinare, sotto qualsiasi forma, sia sbagliatissimo, ma terrorizzare il mondo con teorie (perchè di scientifico non c’è nulla) catastrofiche non faccia bene nè all’ umanità nè alla ricerca di una “verità” che purtroppo nessuno di noi potrà vedere realizzata. E’ ben vero che a questo mondo (in qualsiasi settore) per ottenere 10 devi chiedere 100, ma qui stiamo parlando (se dovessimo adeguarci alle più fosche previsioni dei catastrofisti) di mandare in vacca tutto il nostro sistema di vita. Allora, paradossalmente, tanto vale aspettare che sia Gaia (altra teoria moooolto discutibile)a farlo.