Sistema europeo di controllo della produzione biologica: è da rafforzare

Qualche falla. E' questo in sintesi il risultato del controllo effettuato dalla Corte dei conti francese sul Sistema comunitario di controllo dei prodotti biologici. Il rapporto non è stato ancora pubblicato ma ne riferisce Actu-Environement che riporta lo stralcio:

Poiché non vi è alcun modo scientifico per determinare se un prodotto sia bilogico o no, il sistema di controllo serve a assicurare i processi di produzione e non i prodotti stessi. Il mercato biologico si basa in larga misura sulla fiducia dei consumatori e quindi questo sistema di certificazione dovrebbe garantire prodotti biologici autentici.

In Italia, la situazione è un po' più da "isola felice" nel senso che molti dei nostri produttori sono particolarmente responsabili e coscienziosi e aiutati a sviluppare un mercato onesto. Ma a venir meno sono però i regolamenti europei che non risultano essere del tutto coerenti tra di loro.

In Francia alcuni organismi di controllo elaborano ogni anno programmi di verifica della qualità dei prodotti biologici, rilevando magari le infrazioni; eppure non ci sono né in Francia, né nel Regno Unito e né in Germania indicazioni precise per le mancanze e per le sanzioni corrispondenti.

Vi sono è chiaro analisi per stabilire se un prodotto è statoi trattato con prodotti chimici:

I metodi di produzione biologica devono comportare una restrizione dell'uso di prodotti chimici e altre sostanze. In caso di dubbio, la presenza di residui può fornire la prova stabilendo se sono state adottate sostanze non autorizzate, come i pesticidi vietati, organismi geneticamente modificati (OGM), additivi alimentari o altro. Ma il regolamento non definisce un numero minimo di analisi e l'uso di questa pratica è diversa da un organismo all'altro. Tuttavia, dopo aver chiesto agli Stati membri di effettuare prove su una gamma di prodotti, la Corte dei conti ritiene che un certo numero di organismi di regolamentazione sia ora in grado di adottare le migliori pratiche.

E veniamo agli alert da diffondere nel caso di prodotti biologici non conformi è l'OFIS ma le comunicazioni possono variare dai pochi giorni a sette mesi.

Dunque, la Corte dei conti ravvisa la necessità di uniformare maggiormente regolamenti e controlli a beneficio del consumatore finale.

Via | Actu-Environement
Foto | TMNews

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