NewYork sotto l'oceano nel 2300

Soltanto ieri parlavamo su Ecoblog della campagna di sensibilizzazione promossa da Greenpeace per preservare l’Artico e dei possibili scenari che con lo scioglimento dei suoi ghiacci potrebbero verificarsi a livello planetario. Ebbene, una notizia attinente proprio ai cambiamenti climatici sta in questi giorni facendo il giro del mondo: sembrerebbe infatti, come si apprende da un recente articolo apparso sulla rivista Nature, che il livello del mare sulla costa orientale degli Stati Uniti stia subendo un innalzamento anomalo e molto più veloce rispetto a tutto il resto del pianeta.

Questa particolare situazione starebbe mettendo a serio rischio inondazione l’intera costa est del continente nord americano. L'oceano Atlantico proprio in quell’area starebbe infatti crescendo ad un tasso annuo tre volte più veloce rispetto alla media globale dal 1990. Il responsabile di tale osservazione, il ricercatore Asbury Sallenger, ha sottolineato come i monitoraggi sui livelli dell’oceano, iniziati nel 1950, hanno effettivamente fatto registrare tale anomalia a partire dall’inizio degli anni novanta.

Da allora, dice Sallenger, i livelli del mare sono aumentati globalmente di circa 5 centimetri, ed in alcune zone, per esempio in Virginia, si sarebbe già arrivati ad un innalzamento medio superiore di ben 12 centimetri; la stessa New York, nel 2300 potrebbe sprofondare sotto gli abissi. I numerosi modelli attraverso i quali vennero formulati nei decenni passati gli scenari sugli effetti del riscaldamento globale su quest’area del pianeta, sono sati smentiti in quanto si starebbero già registrando effetti ben più nefasti rispetto a quelli ipotizzati.

Se è vero che, come affermano i maggiori esperti di riscaldamento globale a livello mondiale, che entro il 2100 si realizzerà a livello planetario un aumento del livello delle acque di circa un metro, sarà quindi presumibile che in queste aree nel prossimo secolo si registrerà un innalzamento delle acque superiore del 30% rispetto al resto del pianeta. Qualcuno potrà pure obiettare che soltanto di scenari si tratta, allarmismi spesso riportati soltanto nei titoli di coda dei giornali; eppure queste considerazioni sono frutto di studi scientifici che scaturiscono da osservazioni non certo casuali.

Si dice che tre indizi facciano una prova: allora dovremo spiegare alle prossime generazioni perché, nonostante in questi decenni disponessimo di milioni di indizi, a livello politico decisionale abbiamo fatto poco o nulla per scongiurare quello che inevitabilmente sarà una sciagura per tantissime specie di vita sulla terra incapaci di sopportare un cambiamento così repentino del proprio habitat.

Via | Csmonitor.com
Foto | Flickr

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