Intelligenza animale: cosa conoscono scimmie e delfini?

Che spesso si sottovaluti l’intelligenza animale è un dato di fatto, eppure da recenti studi provenienti da numerosi osservatori di ricerca nel mondo, emerge come molte specie riescano a compiere attività o avere dei comportamenti che dimostrano in maniera inconfutabile un alto livello di sviluppo della parte cognitiva. Nel caso degli scimpanzé, dall’osservazione della mappatura del loro DNA, si è potuto dedurre come questi differiscano di appena l’1,3% rispetto a quello degli esseri umani.

Ovviamente affermare che la genetica differisca in così minima percentuale non significa asserire che il grado di intelligenza sia di così poco inferiore; nonostante tutto è stato dimostrato come gli scimpanzé siano capaci di azioni che sino a qualche tempo fa non si sarebbe neppure sospettato potessero svolgere. Per esempio si è osservato come alcune specie di scimmie, i babbuini, siano in grado di distinguere una parola esistente da un’altra senza senso oppure eseguire operazioni quali la moltiplicazione o ancora fare la pace e la guerra nonché mostrare empatia.

Ancora: sempre sugli scimpanzé è stato osservato come la scelta dei migliori strumenti per la ricerca del cibo oppure la raccolta di rocce da utilizzarsi come armi siano attività in grado di comprendere e attuare. Ma anche per quanto riguarda la memoria si è potuto dimostrare quanto le scimmie abbiano talento: alcuni esperimenti avrebbero infatti rivelato come queste specie siano in grado di memorizzare una quantità enorme di fotografie, addirittura circa diecimila o più.

Anche sui delfini sono inoltre state scoperte recentemente delle capacità fuori dal comune: si è per esempio capito che questa specie di cetacei è in grado di riconoscere la propria immagine riflessa in uno specchio. I maggiori esperti del settore affermano che attualmente gli studi sull’intelligenza degli animali hanno condotto verso un’opinione comune accettata da tutti: le potenzialità del cervello di molte specie animali sarebbero molto più elevate rispetto a quelle ipotizzate in passato.

La differenza fra esseri umani e specie animali starebbe nella complessità della corteccia prefrontale; ciò ha permesso che nell’uomo si sviluppasse la capacità di comunicazione e sviluppare il linguaggio. Il limite starebbe proprio qui: se una scimmia è capace di capire se un insieme di lettere ha senso compiuto ed un'altra non lo ha, questo è perché l’animale ha memoria visiva, ma non la capacità di comprendere il significato della parola mostrata. Vi sono e sempre vi saranno dei limiti oltre i quali un animale non potrà mai andare.

Via | Suntimes.com
Foto | Flickr

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