Famiglia austriaca vive da 3 anni senza plastica

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Siamo circondati dalla plastica: non c’è oggetto di uso quotidiano che non ne abbia anche una piccola parte e dunque l’idea di bandirla dalla propria vita risulta quasi impossibile. La signora Sandra Krautwaschl è l’autrice di Plastikfreie Zone ossia Zona libera da plastica e nella foto in alto è in compagnia di Werner Boote regista del documentario Plastic Planet, ovvero colui che l’ha ispirata. Sandra racconta questa storia anche nel blog: niente plastica in casa (se masticate un po’ di tedesco) e poi appunto nel libro.

La consapevolezza nel voler abbandonare acquisti a base di plastica della famiglia austriaca, composta dai due genitori e tre figli, è nata nel 2009 dopo una vacanza in Croazia e dopo aver visto il documentario Plastic Planet del regista austriaco Werner Boote. Il primo passo concreto è stato eliminare tutti gli oggetti in plastica posseduti fino a quel momento e la foto della copertina del libro si riferisce proprio al giorno in cui accumularono in giardino tutta la plastica che avevano in casa. Il secondo passo è stato trovare oggetti di uso quotidiano ma con corrispettivi in materiali naturali: spazzolini in legno e setole naturali; oppure prodotti alimentari impacchettati in carta, vetro o metallo; ancora contenitori metallici per il latte.

Trovare la carta igienica che non fosse confezionata in plastica è stato molto complesso; alla fine hanno iniziato a usare i tovagliolini in carta riciclata destinati alla ristorazione e venduti in cartoni.

Sia chiaro che la famiglia Krautwaschl-Rabensteiners non ha rinunciato né alla lavatrice e né al frigorifero che pure contengono parti in plastica e diciamo che si sono sbarazzati di molti oggetti inutili e che hanno iniziato a preferire vecchi oggetti in uso fino agli anni ‘50. Infatti tiene a precisare Sandra Krautwaschl:

Molti credono che noi viviamo nell’età della pietra; in realtà la nostra vita è diventata più semplice,silenziosa e comoda.

Tanti oggetti sono stati acquistati di seconda mano e tanti altri sono stati prestati perché l’approccio all’esperimento è realistico e non vuole proporre un modello inarrivabile; semmai dimostrare che nelle nostre case abbiamo e conserviamo troppi oggetti in plastica il più delle volte inutili.

Via | Der Spiegel, La Stampa del 15-06-2012, pag. 26
Foto | Plastic Planet su Fb

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