Libano denuncia Israele: l'inquinamento è un crimine di guerra

Granchio coperto di petrolio sulle spiagge del LibanoContinua a far parlare di se il disastro ecologico che sta mettendo in ginocchio 100 km di costa libanese.

Il 13 e il 15 luglio dei missili israeliani raggiunsero i serbatoi di combustibile di una centrale termoelettrica situata 25 km a sud della capitale Beirut. A questo si è aggiunto il problema dell'impossibilità di intervenire prontamente a causa dell'imperversare della guerra. L'Italia, per iniziativa del Ministro Pecoraro Scanio ha inviato una task force ambientale, imbarcata su due navi della marina a portare aiuto per contrastare il disastro non ha poituto raggiungere velocemente le coste inquinate a causa del blocco del traffico navale e aereo imposto da Israele e durato 56 giorni.

Ieri si è aggiunto un nuovo capitolo alla vicenda. Il governo libanese ha deciso di portare Israele davanti alla Corte Internazionale di Giustizia per crimini di guerra. Lo fa sapere il ministro dell'ambiente libanese, Yakub Sarraf, che cita una norma secondo la quale «un attacco intenzionale compiuto con la certezza che creerà un danno ambientale diffuso nel tempo può costituire un crimine di guerra».

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