Latina, Caorso (Pc), Saluggia (Vc), Rotondella (Mt), Bosco Marengo (Al), Sessa Aurunca (Ce), Roma e Trino (Vc) si sono unite in un coordinamento delle città che ospitano le ex centrali nucleari. Ieri mattina dopo l’incontro a Latina hanno fatto sapere che sarebbe stato rilasciato un documento riguardante le problematiche di sicurezza, servitu’ territoriale e compensazioni economiche.
Il nodo della questione è l’incertezza che versa nel problema nucleare italiano, dopo il referendum dell’86 il capitolo del nucleare non è stato chiuso, ma soltanto abbandonato, i governi non si muovono e la Sogin fa finta di niente.
Per l’appunto nel pomeriggio, durante la visita dei delegati del coordinamento all’ex centrale nucleare di Latina c’erano una delegazione della Sogin che ha parlato della volonta’ di trovare un percorso comune sulla base degli indirizzi governativi (???).
ecology
16 set 2006 - 10:55 - #1Il problema è che le scorie (di qualsiasi tipo) sono tali e quindi NON possono essere eliminabili; in qualsiasi luogo dove le si mettano sono un pericolo,una minaccia, un problema. La cosa migliore è non creare scorie !!! alla faccia di continua a proporre nuove e costosissime centrali atomiche, e costosi inceneritori nient’altro che produttori di scorie ! si, gli inceneritori non eliminano scorie (i rifiuti non sono scorie ma un insieme di risorse da recuperare) ma le producono !
giovanni
17 set 2006 - 06:41 - #2Bisogna voltare pagina il nucleare è un obrobio,non è economico dato l’alto costo dell’inpossibile smaltimento.Bisogna incrementare la ricerca per vie alternative,che sono il futuro