Progetto VENTO, da Venezia a Torino in bicicletta per rilanciare l'economia del paesaggio

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Ciclovia Venezia-Torino

Da Venezia a Torino in bicicletta: è quanto si propone l’ambizioso Progetto VENTO ideato da Paolo Pileri e dal suo team del Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano: Alessadro Giacomel, Diana Giudici e Luca Tomasini. Per saperne di più abbiamo contattato l’arch. Pileri che ringraziamo per la sua disponibilità.

679 km in bicicletta sul fiume Po, da Venezia a Torino passando per EXPO 2015, la più lunga pista ciclabile italiana e del Sud Europa. Un progetto doppiamente ambizioso, VENTO: trampolino di lancio per una green economy a bassa velocità ed il cicloturismo in città artistiche come Venezia, Mantova, Pavia, Valenza. Quante e quali tappe ci separano da VENTO?

Guardi, se potessimo dire noi quante tappe ci separano, diremmo TRE. la numero UNO consiste nel mettere le 4 regioni, gli enti fluviali e il governo attorno ad un tavolo per dare corpo alla volontà di fare la ciclovia VENTO che si può fare con un investimento assolutamente accettabile per le regioni (7-8 milioni a testa per tre anni: e questi soldi ci sono). La numero DUE consiste nella volontà tutta politica di risolvere alcune strettoie normative inattuali che di fatto inibiscono l’uso degli argini fluviali ai ciclisti. La numero TRE consiste nel dare vita ad una agenzia snella e creativa che si occupi di gestire la ciclabile, fare Brand, promuovere il turismo di concerto con le altre iniziative e associazioni, di raccordarsi con gli altri enti della mobilità, di fare comunicazione, etc. Questa agenzia c’è già di fatto e potrebbe essere una sezione dell’autorità di bacino del fiume Po.
Insomma sto dicendo che per fare VENTO occorre poco e più o meno occorre prendere da quel che già c’è, occorre crederci, e occorre volontà di fare al disopra degli interessi perimetrati entro quello o quell’altro confine regionale o provinciale. Qui c’è da lavorare in senso cooperativo e non concorrenziale. Qui c’è da lavorare per il bene comune e non per interessi corti. Se si vuole si fa e si fa in tre anni massimo.

VENTO è anche mobilità sostenibile integrata: bici+treno, bici+battello, bici+bici. Possiamo sfruttare la pista ciclabile anche in altre direzioni… qualche esempio di percorso integrato e alternativo possibile grazie alla nuova ciclovia?

Gli itinerari alternativi sono tantissimi. Si può risalire verso Nord attraverso Mantova e la ciclabile del Mincio arrivando a Peschiera del Garda e da lì proseguire lungo l’Adige fino in Austria. Si può pedalare fino al mare utilizzando i percorsi ferraresi del delta del Po. Si potrà giungere fino a Nizza attraverso un progetto di ciclabilità Torino Nizza. Si possono risalire 15 diversi Parchi, tutti attrezzati con proprie ciclabilità. Si può deviare per Parma e perdersi nei cicloitinerari dei luoghi verdiani. Si può prendere il battello e arrivare al mare e, con nuovi tour operator, risalire via mare a Venezia e poi volare in Croazia con gli aliscafi. Con il treno si può andare dove si vuole e si può iniziare da dove si vuole. Insomma, come al solito, in Italia non mancano certo le bellezze e i sapori, mancano infrastrutture green come VENTO che saltano la scala locale del piccolo giro in bicicletta per fare qualcosa di più grande.

I benefici ambientali e sociali delle ciclovie sono ampiamente noti: riduzione dell’inquinamento, promozione della mobilità sostenibile e di stili di vita più sani, ripristino di un contatto più diretto con la natura, con il paesaggio… ma a guadagnarci non sono solo ambiente e salute pubblica. Un investimento infrastrutturale come VENTO, ad esempio, che impatto avrebbe sulle economie locali?

Siamo andati a vedere a Nord delle Alpi cosa accade con le ciclovie lunghe. In Germania 40.000 km di ciclabili generano 8 miliardi di euro all’anno di indotto. La Vienna Passau, 320 km, ha passaggi giornalieri fino a 5.000 unità e l’indotto annuo è di circa 80 milioni di euro. Questi sono numeri che dovrebbero convincere tutti. E poi ci sono i posti di lavoro. E poi c’è il fatto che tutto l’indotto che si crea si distribuisce sul territorio alimentando le aziende agricole, le diverse attività ricettive e commerciali e non finisce nelle casse di uno o due concessionari.

Come sostenere attivamente il progetto?

In questo momento chiediamo di farlo conoscere il più possibile. Chiediamo di inviare una mail di sostegno (la trovate su www.progetto.vento.polimi.it). Siamo disponbili a venire a raccontarlo. Il progetto è un’idea del mondo della ricerca che è per tutti e quindi ben venga che tutti collaborino a farlo conoscere e a sostenerlo. Se poi qualcuno vuole sponsorizzare o fare una donazione per consentire a noi di sostenere le spese di comunicazione e andare avanti nella progettazione, ben venga, è anche così che funziona la ricerca per il Paese.

Mentre voi progettate ciclovie, sta facendo discutere il progetto di una nuova autostrada tra Broni e Mortara: 50 km, 32 svincoli, una ferita aperta nel Parco del Ticino che vede coinvolti i soliti noti (Impregilo). Costo: un miliardo di euro. Ci raccontano che è per crescere ma servono davvero nuove autostrade per sostenere lo sviluppo del territorio o ci occorre un’altra strada?

VENTO costa appena 80 milioni di euro… Con la spesa per realizzare solo 4 km della Broni-Mortara si realizzerebbe tutta la ciclovia VENTO che, azzardo, avrebbe un numero di frequentatori ben maggiori di quella autostrada che francamente tutti noi ci chiediamo a chi servirà. Ma fuor di polemica, continuo a dire che le idee di sviluppo per il futuro di questo Paese non possono essere sempre le solite ricette fatte di strade, svincoli, alte velocità, centri logistici e commerciali. Occorre capire che vi sono nuove economie, green per di più, che sono già pronte all’uso. basta volere. Certo, non producono affari a favore dei soliti. Ma abbiamo capito tutti che lungo quella strada non si va da nessuna parte, occorrono svolte culturali. VENTO secondo noi rappresenta una possibilità per svoltare, per fare diverso, per dare una risposta al Paese, per sostenere il Belpaese e per attrarre migliaia di turisti a visitare e gustare la risorsa più spettacolare cha abbiamo: il paesaggio e i suoi beni.

Foto | Courtesy of VENTO Polimi - Alessandro Giacomel

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  • nickname Commento numero 1 su Progetto VENTO, da Venezia a Torino in bicicletta per rilanciare l'economia del paesaggio

    Posted by:

    tanto non interessa nessuno: ogni tanto vado sulla ciclabile che collega la brianza alla svizzera... (70Km) ma non se la fila nessuno. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Progetto VENTO, da Venezia a Torino in bicicletta per rilanciare l'economia del paesaggio

    Posted by:

    beh non bisogna solo farle le ciclovie, bisogna valorizzarle, farle conoscere... organizzare percorsi più articolati... qui si parla di crearci intorno un cicloturismo fertile, con pacchetti dedicati, agriturismi, bed and breakfast, expo2015, città d'arte collegate... Scritto il Date —

 

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