Un milione di persone muore ogni anno di malaria. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità è convinta che con un po’ di DDT ad ammazzare le zanzare portatrici della malaria la situazione potrebbe migliorare.
Sono circa 30 anni che si sta cercando di eliminare questo pesticida dalla faccia della Terra perchè è bioaccumulabile e tossico. Il libro “Primavera silenziosa” di Rachel Carson sugli effetti del DDT sulla fauna selvatica è tra quelli che hanno maggiormente contribuito al formarsi di una coscienza ambientale mondiale. La Convenzione di Stoccolma ha messo al bando il DDT per le sue pesantissime ricadute ambientali.
Alcune ONG come Fighting Malaria sostengono la politica di usare il DDT in case ed ospedali. La loro giustificazione è questa: esiste qualcosa per combattere una malattia mortale e noi rivendichiamo il diritto di usarla per salvare delle vite.
Con circa 2 miliardi di persone esposte al rischio di contrarre la malaria in circa 100 Paesi del Mondo, vi immaginate quanto DDT si dovrebbe usare? E che senso avrebbe usarlo solo in casa e non anche per strada, dove la gente passa parte del suo tempo? E perchè allora non usarlo anche fuori dalle città, dove le zanzare si riproducono? Se non le ammazziamo tutte, quelle diventereanno resistenti, prima o poi… Ecco, queste sono le domande che mi fanno pensare che non si possa pensare di debellare la malaria con un uso “minimo” del DDT. Queste sono le domande che mi portano a prevedere un uso sempre più largo di prodotti tossici e nocivi, abbagliati da un vantaggio temporaneo e localizzato che non risolve il problema.
Certo, chi vive in aree a rischio ha il sacrosanto diritto di proteggersi, ma farlo avvelenandosi non mi sembra astuto né lungimirante.
» La scheda del DDT sulla wikipedia
» L’OMS e il DDT sul Corsera
» La battaglia tra DDT e malaria sulla BBC (in inglese)
AXE
19 set 2006 - 16:56 - #1“Un milione di persone muore ogni anno di malaria. L’OMS è convinta che con un po’ di DDT ad ammazzare … la situazione potrebbe migliorare.”
ecology
19 set 2006 - 20:36 - #2in questo modo non si fa altro che continuare ad agire in modo sbagliato e a raggirare il problema senza mai affrontarlo in modo diretto. Serve ben poco a sterminare le zanzare, anzi il DDT causerà gravi danni ambientali con la perdita di biodiversità (visto che questa sostanza stermina qualsiasi essere vivente) e avvelenamento del territorio, quindi aumento di tumori (?), il problema non sono le zanzare ma è la malattia, che si può combattere solo con un minimo di igiene; è inutile versare tonnellate di DDT se poi queste povere persone continuano a vivere in mezzo ai liquami e a bere acqua gravemente inquinata ! Pare che l’OMS voglia fare gli interessi di certe multinazionali.
stever
20 set 2006 - 08:35 - #3Beh! la zanzara che porta la malaria non vive solo nei liquami ma anche nella paludi, negli stagni e nelle pozze d’acqua in campagna che si formano quando piove, talvolta anche all’interno delle foglie di alcune foreste come in Amazzonia…quindi non basta il “minimo di igiene”, non stiamo parlando dei sottovasi dei nostri balconi da tenere vuoti per evitare le punture della zanzara tigre. Sono d’accordo che il ddt sarebbe una soluzione momentanea anche se da quando è stato messo al bando malattie come malaria, dengue, febbre gialla, Chikungunya, ed altre veicolate dalle zanzare sono aumentate di molto e presto ce le ritroveremo in casa grazie al maggior spostamento delle merci ed al clima che sta cambiando (come già avvenuto per la zanzara tigre che è tropicale) o per il West Nile virus che ha invaso tutta l’america, USA compreso.
Secondo il mio modesto parere bisogna puntare tutto sulle zanzare OGM ovvero sull’ingegneria genetica creando zanzare non infettabili (molto difficile) o zanzare sterili (molto piu’ facile, ma molti asseriscono che non siamo Dio per decidere la sparizione di una specie e probabilmente si avrebbero ripercussioni ambientali). Stanno facendo a questo proposito degli esperimenti su alcune isole sperdute del Mediterraneo ma i fondi sono pochi… :-(
Lumachina
20 set 2006 - 09:35 - #4Scusate… ma curare la malaria, invece di sterminare ogni cosa che voli?
ecology
21 set 2006 - 13:52 - #5forse “stever” non ha capito che non è la zanzara in se a portare malaria, è il luogo che è infestato del virus della malaria, (inesistenti condizioni igieniche) e la zanzara è la portatrice ma NON assolutamente la causa, e allora che serve sterminare la zanzara ? significa non risolvere il vero problema e anzi causarne di altri. E’ per questo che continuo a chiedermi, ma l’OMS si è venduta alle multinazionali della chimica ?
Letizia
25 set 2006 - 20:31 - #6In genere ho un attegiamento ancora più “integrale” o “integralista”, se vogliamo,quando si parla di uccidere o avvelenare in qua e in là (figuriamoci che io le zanzare le catturo e le libero fuori), quindi sono portata a condividere tutte le perplessità qui esposte contro l’uso del DDT. Non solo, in genere non mi faccio molti scrupoli nel “pensare male” e vedere facili guadagni fatti passare per operazioni umanitarie da parte delle associazioni. Però vorrei proporre di riflettere sulla possibilità che la situazione malaria sia davvero disperata e che, per alleviare almeno sul breve periodo il problema, si sia pensato ad una soluzione cosi’ brutta. Mi sembra un po’ facile parlare di zanzariere dai nostri appartamenti di 80 metri quadri, coi soldi in tasca e il ferramenta sotto casa. In casa mia, e vivo in una zona umida piena di zanzare di ogni tipo, ho le zanzariere alle finestre, sul letto e non ho un solo flacone di insetticida, nemmeno contro le formiche che periodicamente compaiono, non solo, ma anche TUTTI i prodotti che uso in casa sono orientati sull’ECO-compatibile Cruelty free. Però se mia figlia fosse esposta allo stesso rischio malaria di un bambino di certe zone nel mondo, allora darei il DDT piuttosto che aspettare una soluzione ecologica tra 20 anni, con la mia bimba morta da 19.Quando si parla bisognerebbe calarsi nei panni di chi è nella situazione peggiore, e nel tipo di emergenze a cui si è esposti: prima sopravvivo, poi mi occupo di sopravvivere senza avvelenarmi e/o inquinare.