Un lettore (Ale) ci segnala che appena fuori Milano si stanno moltiplicando i progetti di quartieri sostenibili.
Cormano ha appena approvato un regolamento comunale che impone, da questo mese, a tutte le nuove case di fornirsi di pannelli solari, di sistemi di ventilazione naturale e di rispettare nuove e più stringenti regole per l’isolamento termico-acustico e per un uso intelligente dell’acqua.
Il regolamento richiede che almeno il 50 % dell’acqua calda sanitaria utilizzata in casa venga prodotta da pannelli solari, il resto con l’utilizzo di caldaie ad alto rendimento; l’orientamento delle nuove costruzioni seguirà la direttrice est-ovest, in modo da ridurre in inverno i costi di riscaldamento e mantenere d’estate le temperature più basse.
Maurizio Trezzi, vicesindaco e assessore all’urbanistica e all’edilizia privata, oltre che promotore del progetto, è convinto che saranno irrisori rispetto ai vantaggi: “Ci sarà un aumento del 3-4 % sui costi di costruzione e un conseguente aumento dei prezzi di vendita, ma nel tempo i cittadini riusciranno a vedere le proprie bollette ridursi fino al 40 o addirittura il 50 %.”
Via | Soldiblog
Papero
23 set 2006 - 05:25 - #1Considerato il costo iniziale, lo scarso rendimento energetico ed il costoso smaltimento dei pannelli solari, oltre che la loro breve vita, mi sono sempre domandato, seriamente, se la scelta di non utilizzare il nucleare sia stata la mossa più intelligente. Considerata la bolletta, direi proprio di no. Considerata la produzione tuttora attuale di elettricità da carbone (migliaia di tonnellate di Co2), attuata da Enel, direi nuovamente di no.
Abbiamo fatto veramente un affare?
Cosa si intende, inoltre, per “sistema di ventilazione naturale”? I famosi “scambiatori di calore”? Se così fosse, gli architetti potevano risparmiarsi la fatica: nel periodo di due anni balconi e terrazze si popoleranno di condizionatori “old style”: l’hinterland meneghino è un forno.
Mario
23 set 2006 - 07:48 - #2Per papero
Mi spieghi cortesemente cosa intendi per”Costoso smaltimento dei pannelli Solari,lo scarso rendimento energetico, oltre che la loro breve vita?
Sai sono molto ignorante in merito e visto che sto cercando di capirci qualche cosa, se mi illustri capisco forse meglio
Alb
23 set 2006 - 11:28 - #3Sono d’accordo per quanto rigurda i pannelli fotovoltaici, ma i pannelli solari hanno un buon rendimento e non utilizzano silicio…
Papero
23 set 2006 - 16:57 - #4X Mario
Alb, precisando correttamente, ha portato chiarezza al mio errore.
antonio
23 set 2006 - 17:35 - #5Se 20 anni di vita media minima me li chiamate pochi…sul rendimento, il solare termico rende certamente di più.
Sullo smaltimento, possono essere trattati ne più e ne meno con metodi utilizzati per il riciclaggio dei rifiuti elettronici, non mi pare che sia così costoso, anzi gradirei un link che mi spiegasse perchè costerebbe tanto smaltirli.
Quanto al nucleare, vogliamo parlare del costoso smaltimento delle scorie?
Che la loro pericolosità arriva a milioni di anni per quelle più pericolosee a qualche migliaio di anni per le altre?
Che non esiste tuttora un metodo sicuro per stoccarle in sicurezza per tempi così lunghi?
Che nessuno le vuole per le ragioni di cui sopra?
Riguardo alla notizia, il sistema, se ho capito bene, è ne più e ne meno che una costruzione fatta in base ai dettami dell’architettura bioclimatica.
La casa rimane fresca senza interventi estermi perchè è isolata meglio dall’ambiente esterno, e tale isolamento permette di conservare il calore d’inverno tutto qua.
baraonda
23 set 2006 - 18:31 - #6per quanyo riguarda il nucleare tocca chiarire alcuni punti fondamentali. Il primo è che il nucleare produce solo elettrcit quindi un terzo del fabbisogno energetico. Secondo è il tempo di costruzione di una centrale nucleare è di 10 anni! terzo è lo smaltimento delle scorie radiattive. Non esiste un solo posto al mondo dove si possano depositare le scorie.
ciao a presto
gli amici di baraonda
Papero
24 set 2006 - 00:25 - #7Per quanto concerne il nucleare, anche a me tocca chiarire alcuni punti.
Le scorie, che sembrano essere un problema immane, possono essere stoccate in massima sicurezza nelle miniere di salgemma. La tecnologia non è più quella del 1989 nè, a quell’epoca, era insufficiente.
I tempi di realizzazione e messa in funzione di una centrale moderna a prova di bomba (dal cielo) sono di 5 anni. Giappone docet.
Non produce inquinamento ed il rendimento energetico è altissimo. Prova ne è il Superphoenix francese, recentemente ultimato e anche grazie al quale noi stiamo qui con i nostri pc accesi.
Infine, per coloro i quali si preoccupano enormente delle scorie (che è possibile stoccare in massima sicurezza), mi domando perchè non sollevino tale polverone per le migliaia di tonnellate di biossido e monossido che le nostre centrali a CARBONE di proprietà ENEL scaricano tutti i giorni nell’atmosfera.
Cosa credete, che quei gas volino via nello spazio?
Mario
24 set 2006 - 09:11 - #8Per Papero
Stando alla tua delucidazione in merito a quanto sopra vuol dire che io sono stupido, però un dato di fatto incofutabile è che io ormai da più di 3 anni lavoro in un ufficio che funziona, per quanto riguarda l’energia elettrica, solo a pannelli fotovoltaici e non siamo mai senza energia anche di notte, a differenza dei nostri vicini che sono alimentati, come dici tu dal Superphoenix francese e ultimamente a causa dei black out, hanno dovuto installare dei gruppi di continuita per i loro PC. e ti dirò di più ultimamente stiamo provando un piccolo sistema,sempre mediante il solare che ci può garantire anche il riscaldamento ed i costi di questi sistemi non sono poi così alti.
Inoltre ti vorrei vare una domanda riguardo al Giappone
Sapresti tu spiegarmi perchè una nazione come il Giappone che possiede 50 centrali nucleari, meno sole che in Italia, eppure produce 6,74KWatt fotovoltaico per abitante (15 volte l’Italia)
Se Vuoi poi spiegami pure perchè la Germania: pur possedendo 20 centrali nucleari, enormi riserve di carbone, molto meno sole che in Italia,produce 4,97KWatt fotovoltaico per abitante (11 volte l’Italia)
Papero
25 set 2006 - 02:18 - #9Stupido? Ma cosa avete in questo forum, la coda di paglia o manie paranoidi?
Libero chiunque di installare (spazio e decoro architettonico permettendo) quanti pannelli desideri al fine di alimentare quello che meglio crede!
Ho detto soltanto che il fotovoltaico è totalmente insufficiente quale fonte energetica anche se risulta vantaggioso per i privati. In Giappone e Germania hanno il fotovoltaico? Ovvio, si chiama diversificazione delle fonti. Lo stesso dicasi per il carbone che, però, è un bel po’ inquinante.
Ma con il fotovoltaico non puoi alimentarci treni superveloci e 22 linee di metro come a Tokio, non illumini le città, non fornisci corrente a 100 milioni di abitanti. NON BASTA.
Lo devo ripetere? NON BASTA, è un palliativo.
Ecco perchè hanno ben 50 delle tanto vituperate centrali nucleari, addirittura costruite in una delle zone più sismiche del mondo. Che dite, le sapranno costruire i giapponesi le centrali? Io dico di sì.
Ed ecco perchè in Italia, con tutto il fotovoltaico che si vuole, prima o poi, con decenni di ritardo, dovremo approntare centrali nucleari che una miopia ed una demagogia da bar sport ci hanno fatto rifiutare nell’89.
Ben venga la diversificazione delle fonti (nucleare, eolico, fotovoltaico) ma che la si smetta uan volta e per tutte di bruciare CARBONE!
Luca B
25 set 2006 - 08:10 - #10Il paragone col Giappone secondo me non regge. Si dice giustamente che loro le centrali le sanno costruire ed è vero. In Italia invece no. Quindi anche la tecnologia di costruzione sarebbe da importare dall’estero con ulteriori costi aggiuntivi.
La centrale di Superphoenix, che per una parte è dell’Enel, ha avuto tanti di quei problemi che è riuscita a stare a pieno regime per pochissimo tempo. Ricordo in particolare i problemi con il sodio liquefatto necessario per il raffreddamento.
Secondo me poi si sottovaluta il problema delle scorie lo stoccaggio nelle miniere di salgemma non è certo una soluzione ma un modo per tenerle sottocontrollo.
Inoltre l’uranio non è così disponibile come si pensa anzi anch’esso sta diventando molto costoso e quindi anche pensando di utilizzare il nucleare c’è il rischio di dover ricambiare il funzionamento delle centrali in caso di rialzo dei costi.
plastico
25 set 2006 - 10:15 - #11non esiste la soluzione ma un’insieme di soluzioni che vanno applicate insieme. nel costruire come nel produrre energia.
Per quanto concerne l’articolo ritengo Cormano sia un passo verso la giusta direzione. Si potranno sicuramente discurere i dettagli ma nel complesso è un miglioramento. All’estero sono già realizzate abitazioni “passive”, che non richiedono cioè energia dall’esterno. La loro realizzazione è complessa e sono applicati concetti di orientamento dell’edificio, dimensioni delle aperture, spessori molto importanti di materiali coimbientanti, tenuta ermetica, pannelli fotovoltaici e termici, ricambi d’aria con riciclo del calore e, non da ultimo, sostanziali modifiche di comportamento dell’inquilino.
Per quanto riguarda la produzione d’energia è sicuramente importante variare le fonti di approvvigionamento e, a medio termine, il nucleare rappresenta una valida possibilità. Anche l’uranio finirà, questo è chiaro, ma il problema delle scorie è sopravvalutato. Ritengo inoltre meglio dover stoccare e regolarmente controllare le scorie in siti idonei che respirarmi giornalemnte il risultato delle energie fossili. L’attuale manna chiamata petrolio non sarà disponibile ancora a lungo, quantomeno non a costi accessibili, e farne a meno sarà un grosso problema per l’umanità.
Ale
25 set 2006 - 11:08 - #12Bravi ragazzi, bellissima e appassionata discussione, davvero!
Ora rispondete a questa semplice e per nulla scientifica domanda: vista la sicurezza, chi abiterebbe a fianco di una centrale nucleare?
Se nessuno dice “Si, io ci abiterei” vuol dire che c’è qualcosa che non va…
Gemon
25 set 2006 - 11:25 - #13http://petrolio.blogosfere.it/2006/08/centrali_nuclea.html
se poi mi si dirà che è demagogia beh…non c’è altro da dire
plastico
25 set 2006 - 14:26 - #14ale, secondo me a non andare è l’informazione che ci arriva dai mass media. la paura del nucleare viene montata mentre non viene spiegato che esse non emanano impurità nell’aria. È sicuramente più nocivo abitare nei pressi di una attuale centrale Enel. Vicino al confine Francia e Svizzera ne hanno diverse e se dovessero succedere incidenti i problemi non si fermerebbero in frontiera. Non so se comunque ne valga la pena costruire nuove centrali, bisognerebbe innanzitutto avere garanzie su quanti anni di uranio ci rimangono, e a che prezzo (vedi commento di Gemon).
Ale
25 set 2006 - 15:50 - #15Le informazione che arrivano dai mass media non sono libere, quindi è inutile seguirle. A me le scorie radioattive fanno paura, molto. E non mi serve la cattiva informazione dei mass media per poter dire “non a casa mia”. Poi concordo sul fatto che abitare vicino ad una centrale Enel sia ugualmente nocivo, ma questo è un altro discorso. Lo scopo di chi si interroga su questi temi è di capire se si possa produrre energie senza provocare catastrofi di vario genere…
Letizia
25 set 2006 - 18:14 - #16Al di là di qualche asprezza, davvero una bella discussione. Completa, secondo me, di tutti gli aspetti che toccano l’argomento. Per quello che so io il problema dell’esauribilità dell’uranio è più grosso ancora di quello delle scorie: non sarà possibile finirlo tutto, semplicemente sarà più dispendioso (in energia!!) estrarlo rispetto all’energia che se ne potrà ricavare. A causa, credo, della minore accessibilità di quello che rimane. Tutto questo tenendo conto delle varie possibili ottimizzazioni tecniche etc..Il solare, l’eolico, l’idroelettrico rendono meno ma sono inesauribili e gratuiti nella fonte primaria. Che ci piaccia o meno, al momento pare che saremo costretti, prima o poi ad arrangiarci con queste risorse. Come saremo costretti a cambiare abitudini , sia nell’edilizia che negli stili di vita. Io però, non la vedo poi così brutta. L’idea di concentrare risorse e intelligenza per il lato “pubblico” del problema la vedo difficile ma non impossibile SE si accetta di cambiare stili di vita e di investirvi da subito in ricerca. Ottimizzare i trasporti costruendo diversamente le città, orientarsi sempre di più sulle produzioni locali dei beni, porta anche delle conseguenze positive sul nostro benessere e sull’economia ( o meglio sull’equità nell’economia per molti paesi in via di sviluppo). Dal lato “privato”, quello che riguarda il microcosmo della nostra casina, è molto più semplice l’autonomia energetica.Il grosso, per ora, sta nel renderla economicamente accessibile a tutti. Ci sono tanti problemi, è vero, che però aprono a scenari davvero più belli. Forse la crisi energetica la si dovrebbe vedere come l’unica grossa occasione per cambiare in meglio.Mi spaventa davvero, invece, la stupidità umana. E lo dico, giuro, senza retorica. Secondo me pochi o tanti di noi non ci staranno a perdere tanti privilegi economici e di comodità (auto per andare ovunque, viaggi aerei a iosa, etc…)o, comunque, ci saranno politici che non sapranno fare accettare tutto questo ai cittadini da loro governati, o non VORRANNO farlo accettare perchè sarà più facile e redditizio (per pochi e per poco tempo, naturalmente)far accettare una guerra (che necessariamente sarebbe o diventerebbe globale e “travestita” nei suoi scopi) per accaparrarsi l’ultimo barile di petrolio o gli ultimi chili di uranio.Se il botto non sarà stato troppo grosso, sopravviverà solo chi si adatterà prima, o chi ,bene o male, si è sempre adattato a vivere con meno . Forse in questo bilancio,alla fine, ci sarebbe un po’ di giustizia.
Sorry per le divagazioni…
plastico
25 set 2006 - 18:39 - #17letizia, la penso come te. la lotta per l’ultimo barile, comunque, serebbe solo un pagliativo e rimanderebbe di poco il problema. la mia paura e che difficilmente riusciremo ad anticipare gli inevitabili cambiamenti, le nostre (cattive) abitudini ci poteranno ad ignorare certi problemi fin quando sarà troppo tardi. a quel punto anche chi per tempo si è abituato ad un vivere diverso verrà comunque travolto dagli eventi.
Letizia
25 set 2006 - 19:31 - #18non vorrei essere stata fraintesa per mancanza di chiarezza…io NON auspico la lotta all’ultimo barile!! sarebbe , come giustamente dici tu, un temporaneo palliativo per pochi, nella migliore delle ipotesi e senza considerarne l’ingiustizia, e nella peggiore, l’occasione di una estinzione totale. Sulla Terra, alla faccia del disarmo, esistono armi sufficienti a distruggere 50 pianeti come il nostro. Non mi sembra così lontana la possibilità che il politico imbecille di turno le usi, illudendosi che nel proprio rifugio antiatomico possa scamparla. Sembra anche a me disfattismo mentre lo scrivo..perchè? Perchè c’è un meccanismo psicologico, del quale anch’io mi sento vittima, per cui inconsciamente diamo più credito al potere, che sia la TV o che sia l’uomo di potere e questo ci porta a fidarci, a credere inconsciamente che chi governa possa fare delle cavolate, si, ma non così grosse..Non voglio buttarla in politica, e quindi non scenderò nei dettagli, ma se uno di noi qui su un forum avesse proposto “certe soluzioni” a ” certe cose accadute” negli ultimi anni sul globo, dico che TUTTI gli avremmo dato del matto e ” certe cose” non avrebbe potuto farle. E questa considerazione è politicamente trasversale. Io ho solo voluto evidenziare gli aspetti positivi di un cambiamento perchè ritengo sia giusto diffonderli, come incentivi, proprio per vincere la riluttanza a cambiare di cui tu stesso parli. E perchè io stessa vi credo, in questi aspetti positivi.
andrea
25 set 2006 - 22:02 - #19wow era ora… credo che andrò a afre una visitina a Cormano…
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andrea
25 set 2006 - 22:02 - #20wow era ora… credo che andrò a fare una visitina a Cormano…
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andrea
25 set 2006 - 22:02 - #21wow era ora… credo che andrò a fare una visitina a Cormano…
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andrea
25 set 2006 - 22:04 - #22wow era ora… credo che andrò a fare una visitina a Cormano…
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Ale
26 set 2006 - 10:18 - #23Andrea, togli il dito dal tasto Invio!!! :-))
Gemon
26 set 2006 - 11:04 - #24Proviamo a deviare l’argomento ritornando sull’oggetto dell’articolo… Qualcuno di voi ha mai provato cercando casa di chiedere se è possibile installare i pannelli fotovoltaici (o solare termico) e/o un sistema di accumulo dell’acqua piovana per l’acqua dello sciacquone?
L’installazione di contatori di consumo idrico anche se si è in condominio?
Queste cose sono ovviamente possibili per villette unifamiliari ma…in condominii?
Mi pongo queste domande perchè TUTTI, se VEDESSERO quanto consumano, si renderebbero conto dei soldi che SE NE VANNO per stupidità e automaticamente (se non altro per salvaguardare le proprie tasche) adotterebbero comportamenti più ecologici…
Mio fratello vive in Germania e ha sia in cucina che in bagno 2 contatori, 1 x acqua calda 1 x acqua fredda. Vi giuro che quando solo ti fai la barba e vedi girare vorticosamente il contatore ti viene da spegnere subito l’acqua…Poi non parliamo dell’isolamento…a dicembre con -10 fuori sta con 1 ora di caloriferi accesi al giorno :-/
chissà