Auto impilabili di un designer italiano

auto urbana disegnata da William BruttiTalento sprecato degli italiani: un lettore ci scrive citando le auto incastrabili come carrelli di cui avevamo parlato qualche tempo fa, rivendicando la paternità dell'idea.

... segnalo che la mia Tesi di Laurea, discussa il 15 aprile 2003 presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze, sviluppava le pressochè identiche tematiche già tre anni fa.

In particolare Car.o.line è una vettura che, pur essendo compatibile ad un uso privato, è studiata principalmente per un utilizzo pubblico o aziendale, in ambito metropolitano.

La sua particolare morfologia prevede, infatti, la possibilità di "impilare" e quindi di stoccare questi mezzi in vari punti del tessuto urbano ( o della rete aziendale) con lo stesso principio dei carrelli della spesa, e di utilizzare tramite carta di credito (o badge aziendale) la prima auto della fila che può, in seguito, essere depositata in un altro punto di "raccolta".

Il dispositivo di accorciamento del passo riduce ulteriormente l'ingombro e fornisce l'opportunità di parcheggiare ortogonalmente al senso di marcia senza uscire dai limiti dell'area di sosta. La propulsione è ibrida e quindi non pone limiti alla percorrenza di tratti a traffico limitato quali alcuni centri storici, o di tragitti medio-lunghi.

La tecnologia by-wire consente un'estrema versatilità interna e tramite la rotazione del piantone del volante si può adibire il cruscotto a work-station d'emergenza.
Il vano carico è ampliabile tramite un meccanismo a "capote".
Cordiali saluti.

William Brutti Architetto

D.N.A. Studio - Design Nautica Architettura

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