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Una moratoria sulla pesca a strascico negli abissi

Pubblicato: 26 set 2006 da eugenio

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Dato che le riserve di pesce stanno diminuendo un po’ ovunque nel mondo e che l’industria ittica non sa più come soddisfare alle richieste di pescato del mercato globale, alcuni pescherecci hanno ben pensato di andare a sfruttare le risorse dei fondali profondi. Per raggiungere queste risorse si fa uso di pesanti reti a strascico che vengono trascinate sui fondali, divorando tutto ciò che incontrano sul proprio cammino. Il problema più grave sia ha quando questa pesca viene esercitata, senza alcun controllo, sui fondali abissali: ambienti delicatissimi e ricchi di specie ancora sconosciute ai ricercatori.

La pesca a strascico nei fondali abissali costituisce oggi solo l’1% del pescato mondiale, ma è universalmente riconosciuta come una delle più dannose per l’habitat marino. Greenpeace chiede una moratoria su questo tipo di pesca ed è di ieri la notizia che L’Australia ha finalmente accettato di appoggiare tale causa alla prossima Assemblea Nazionale delle Nazioni Unite, che si terrà il 4-5 Ottobre.

La posizione dell’Australia si va ad unire a quella di diversi stati - Brasile, Cile, Paesi Bassi, Svezia, Belgio, Inghilterra, Sud Africa, Kenya, Nigeria Palau, gli Stati Federati di Micronesia, la Repubblica delle Isole Marshall e lo Stato del Vanuatu nel Pacifico - oltre alle richieste di oltre 1500 ricercatori e varie associazioni ambientaliste.

L’unione Europea, che rappresenta il 60% dei circa 300 pescherecci impegnati in questo tipo di pesca, si presenterà all’ONU con una posizione ambigua che potrebbe lasciare spazio al gruppo dei Paesi favorevoli alla pesca a strascico. Tra questi la Spagna, che possiede la più grande flotta di pescherecci di questo tipo

Maggiori informazioni: http://oceans.greenpeace.org/it/news/australia-moratoria-strascico

Giona

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1 commento

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  • nicopescatore

    18 feb 2012 - 19:41 - #1
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    Up Down

    sono un pescatore a strascico e condivido pienamente l’articolo sul divieto della pesca a strascico. mi rendo conto dei danni che provochiamo. ma delle nostre attività sacrifici di una vita che cose ne ricaviamo? a chi interessa aiutarci? oltre 3000 aziende in italia sono in crisi e non glie ne frega niente a nessuno. non si parla più di aiuti e riconversioni. gli ambientalisti i nostri problemi li conoscono?