I sussidi alla coltivazione di biocarburanti potrebbero sostituire quelli dati all’agricoltura tradizionale.
Ted Turner ha detto alla riunione del WTO che “investendo nella produzione di biocombustibili, i Paesi in via di sviluppo potranno produrre carburanti per uso domestico, tagliare i loro costi energetici, migliorare la salute pubblica, creare nuovi posti di lavoro nell’economia rurale ed infine esportare la loro produzione.”
Adesso consentitemi un paio di osservazioni, tralasciando la
resa energetica della produzione di cui abbiamo già discusso:
- Ambientalmente parlando, produrre per le esportazioni ha un costo che grava, sotto forma di inquinamento, su tutti i Paesi attraversati dalle rotte commericali.
- Si impoveriscono i suoli se vi si fanno crescere sopra piante che poi, trasformate in carburante, vengono portate via. I cicli naturali degli elementi non si chiudono più. Occorre importare fertilizzanti per rimpiazzarli. Chi li paga?
- Le coltivazioni dovrebbero cambiare destinazione: oggi il 20% di quel che si coltiva negli USA è distinato all’alimentazione umana diretta. L’80% viene dato in pasto agli animali per produrre (con rese bassissime) carne. Che percentuale dei vostri pasti ritenete di voler destinare alla vostra auto? Perchè mica penserete che basti far fermentare gli avanzi per dar da mangiare a quella ingorda della vostra macchinina… no, quella avrà bisogno di distese immense di soia, palme, girasoli coltivati apposta per lei.
Secondo me tra un po’ arriveremo al punto in cui si dovrà scegliere: o la bistecca o il passaggio in macchina fino al supermercato. Probabilmente i ricchi continueranno ad avere entrambi e invece di far le guerre per controllare i Paesi produttori di petrolio si lotterà per il bioetanolo. Ovviamente con bombe intelligenti che non danneggino il raccolto.
via | BBC
» Taglio di foresta indonesiana per produrre “bio”carburanti su Blogeko
» I sussidi allo zucchero in Italia
Luca M
27 set 2006 - 14:01 - #1Dal mio punto di vista l’unico modo x utilizzare le biomasse sono le alghe in quanto non assorbono dal terreno, ma utilizzano i sali minerali disciolti in acuqa, quindi una volta bruciate i sali ritornano disciolti e nn si impoverisce niente..altre fonti sono poco utilizzabili (sempre secondo me) =)
voi ke ne pensate?
saluti
Deserteur
27 set 2006 - 20:59 - #2Lumachina, sono perfettamente d’accordo con te. Alla tua lista aggiungerei che, poiché una buona parte dell’azoto presente nei fertilizzanti chimici viene dilavato e finisce nei fiumi e poi in mare, in pratica i biocarburanti, se da un lato contribuiscono a diminuire gli squilibri creati dall’uomo nel ciclo del carbonio, aggravano quelli nel ciclo dell’azoto. Anche se questo problema oggi non è percepito come altrettanto grave, rischia di diventarlo ben presto.
ecology
27 set 2006 - 22:14 - #3non è mica detto che bisogna utilizzare i fertilizzanti chimici per “coltivare biocarburanti”, l’agricoltura può anche essere ecologica (e lo deve essere !), i biocarburanti sono meno scrupolosi dei nostri stomaci, ci sono tantissime piante da cui si possono ricavare i biocarburanti,anche dagli scarti agricoli… sai quanta roba il mercato alimentare spreca ? tantissima per tenere alti i prezzi di mercato: prodotti agricoli che in molti casi vengono “distrutti” , utilizzati come fertilizzanti; con i biocarburanti anche il settore energetico può essere ecologico e rinnovabile, anche la petrolchimica si può sostituire interamente con le plastiche vegetali, perchè non farlo ? perchè continuare con il maledetto e inutile petrolio ? Bisogna anche tenere conto che il biodiesel è estraibile senza nessun problema anche dall’olio alimentare esausto, cosi nessuno butterà più l’olio alimentare bruciato negli scarichi, perchè è “prezioso” !
W Ted Turner !
Sandro kensan
28 set 2006 - 12:25 - #4Concordo con te lumachina. inoltre il manifesto ha pubblicato un interessante articolo in cui si parlava del Nicaragua che su proposta americana si accingerebbe ad espropriare fino a due milioni di ettari di terreno coltivabile alle province autonome che sono pronte a resistere all’esproprio anche con l’uso della forza.
Ovviamente quei terreni sono pensati per essere sfruttati per produrre biodiesel con le palme da olio che poi finiscono in occiedente, USA in particolare.
Ecco la prima potenziale guerra con i paesi poveri per estorcere alla popolazione la loro terra.
Sandro kensan
28 set 2006 - 12:30 - #5http://www.greenplanet.net/Articolo17058.html
Ecco l’articolo.
giuseppe
28 set 2006 - 16:03 - #6L’ideale forse sarebbe tirare fuori biocombustibile (o idrogeno, ancora meglio) dalla spazzatura utilizzando dei batteri (non OGM per carita’ senno’ chi sa che cosa potrebbero combinare…); tempo fa un post di ecoblog parlava di sperimentazione in questo campo…
Incrociamo le dita…
La foresta tossica
02 feb 2007 - 02:35 - #7[…] […]