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Avremo 51 inceneritori / termovalorizzatori nuovi in Italia

Pubblicato: 10 ott 2006 da lumachina

Commenti dei lettori

Nanoparticelle, inceneritori e saluteNella stessa pagina di Metro in cui si parlava del buco nell’ozono e dei gas serra è ospitato un intervento del direttore del settore energia del termovalorizzatore di Brescia che ricorda come “una tonnellata di rifiuti consente di produrre 750 KWatt/ora di elettricità, equivalenti a 5m2 di pannelli fotovoltaici.”

Lo stesso direttore dice che le teorie contro gli inceneritori sono sostenute da ignoranza e malafede, ma vedere che sempre più medici (a cui gli inceneritori procurano clienti e che quindi, dal punto di vista economico, non avrebbero interesse a fermare gli inceneritori) decidono di credere alla storia delle nanoparticelle, ecco, mi lascia pensare.


Io non ho una laurea in ingegneria come lui, ma potendo scegliere tra pagare una tassa per finanziare la termovalorizzazione, a cui va aggiunto il prezzo delle quote di emissione di CO2 (perchè un termovalorizzatore ne produce di più di una centrale a carbone) e le spese mediche per i danni dovuti alle nanoparticelle (che non vengono misurate, ecco perchè le emissioni sono a norma) … bhe… ecco… vorrei i pannelli fotovoltaici e la riduzione dei rifiuti invece dei 51 nuovi termovalorizzaotori.

Certo, i nuovi impianti sono meglio dei vecchi, ma non per questo sono diventati la soluzione ottimale al problema dell’energia o dei rifiuti.

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35 commenti

Commenti dei lettori

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  • cattivik

    10 ott 2006 - 08:32 - #1
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    Un punto di vista indubbiamente interessante. Dato che la riduzione della produzione di rifiuti è un obiettivo alquanto arduo da raggiungere, bisogna semplicemente decidere cosa farne: si può continuare a “collezionarli” nelle discariche nostrane; omaggiarli a quelle di paesi del terzo mondo, ben lieti di accoglierle in cambio di remunerazioni considerevoli; oppure seguire l’insalubre progetto dei termovalorizzatori.

  • Profilo di Emanuele

    Emanuele

    10 ott 2006 - 09:15 - #2
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    è possibile ridurre i rifiuti.
    In uno studio della scuola di agraria di Monza sono state monitorate le raccolte differenziate con il metodo porta a porta è la produzione di rifiuti è scesa del 10-15%.
    quindi è possibile ridurre i rifiuti rendendo le persone consapevoli e partecipi del problema.
    occorre poi disincentivare l’uso di imballaggi eccessivi da parte delle aziende e di conseguenza anche da parte dei consumatori.
    Il recupero di energia con termodistruzione è l’ultima forma di recupero…prima ci sono la riduzione,il riuso e il riciclo.
    Esiste poi un altro tipo di inceneritori(vedi http://www.ecoblog.it/post/1571/pirolizzatori-al-posto-degli-inceneritori )
    la cosa assurda è che in italia, e solo da noi, l’energia elettrica prodotta con gli inceneritori è sovvenzionata come se fosse prodotta da energie rinnovabili.

  • Aiace

    10 ott 2006 - 09:20 - #3
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    Già, e senza le sovvenzioni statali gli inceneritori sarebbero in passivo ugualmente… Sarebbe bello produrre/trovare un batterio che si nutra della plastica(ovviamente trattata in un certo modo, un po’ come i sacchetti biodegr.)e che produca come prodotto di scarto qualcosa di non nocivo.Per evitare che mi mangino tutta la casa chiaramente potrebbero lavorare in condizioni particolari non ritrovabili all’esterno della discarica. E per gli alri prodotti metallici/vetro/carta riciclo. Chissà..

  • Profilo di raponzolo

    raponzolo

    10 ott 2006 - 10:20 - #4
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    5 m2 di pannelli solari? e chi è che non possiede un tetto capace di ospitarli? se solo i bruciarifiuti non ricevessero l’incentivo CHE TUTTI NOI SIAMO OBBLIGATI A PAGARE IN BOLLETTA e fossero dirottati a una sovvenzione delle energie veramente rinnovabili e sopratutto decentralizzate…
    Perchè anche trasportare l’energia costa e comporta sprechi, se ognuno se ne producesse un po qua e un po là avremo meno bisognodi importazioni.
    Raccolta differenziata, meno imballaggi e meno consumismo poi ridurebbero notevolmente gli inceneritori.
    Ma fino a quando comprare fragole a gennaio sarà un must…tanti auguri, pianeta terra

  • Ale

    10 ott 2006 - 10:31 - #5
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    Mi riesce difficile tollerare chi nega l’evidenza…

  • cattivik

    10 ott 2006 - 12:04 - #6
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    Mi auspico che quando si parla di affrontare il problema ambientale si intenda anche risolverlo. In particolar modo l’Italia non è certo una nazione che possa vantare, nelle sue politiche generali e nella società stessa, un orientamento esemplare verso la tutela ambientale. Nello specifico il termovalorizzatore non rappresenta sicuramente la soluzione assoluta e definitiva del problema, ma contribuisce decisamente a risolvere numerose situazioni come lo smaltimento dei rifiuti, la produzione di acqua calda sanitaria e il riscaldamento degli edifici (attualmente molti condomini utilizzano ancora centrali a combustibili fossili e spesso anche negli impianti a gas-metano le manutenzioni non sono adeguate).
    La costante ricerca del “sistema perfetto” se da un lato è sicuramente importantissima per sviluppare impianti sempre migliori, dall’altro purtroppo spesso genera comportamenti che portano ad un immobilismo che non fa bene all’ambiente. L’Italia non è certo un paese che può permettersi di aspettare questi “impianti perfetti” per combattere l’inquinamento ma dovrebbe accogliere positivamente sistemi che in nazioni con politiche ambientali ben più evolute delle nostre sono ampliamente utilizzati.

  • Dario

    10 ott 2006 - 12:08 - #7
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    La cosiddetta “STORIA DELLE NANOPARTICELLE” si studia anche all’università!!!!!!!!

  • Ale

    10 ott 2006 - 13:00 - #8
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    E’ ovvio Dario, ma il negazionismo è l’unica arma che hanno certi politicucci che purtroppo però comandano il mondo.
    E per l’ennesima volta linkerò il solito video che racconta “la solita storiella”…
    http://video.google.it/videoplay?docid=7395495186822276391&q=nanoparticelle

  • Luca M

    10 ott 2006 - 14:43 - #9
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    Mi piacerebbe sentire da Dario cosa si dice in università..sarei proprio curioso =)

    le ultime novità sulle nanopatologie si possono leggere sul sito della nanodiagnostic.

    Entro un paio di mesi dovrebbero uscire degli articoli inerenti gli ultimi studi fatti col microscopio acquistato (ancora non tutto, ne manca, ne manca, quindi se potete contribuite!) anke grazie a beppe grillo.

    Per ki non ha intenzione di impelagarsi con linguaggi tecnici e articoli in inglese posso solo consigliare di seguire i filmati di www.arcoiris.tv ke di tanto in tanto pubblicano interviste (generalmente fatte dai ragazzi del meet up) x rimanere aggiornati.

    saluti

  • Luca B

    10 ott 2006 - 14:47 - #10
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    Siamo sicuri che gli studi fatti sulle nanoparticelle siano seri? Io ho trovato sul web soltanto cose che fanno riferimento alla dottoressa Gatti ed al dottor Montanari, nient’altro. Poi mi sembra che anche il termine sia usato in maniera impropria per indicare il particolare finissimo. Le nanoparticelle sono conosciute e studiate almeno dagli anni 80 almeno secondo le mie reminiscenze universitarie. Ma non in questo ambito ma come applicazione delle nanotecnologie.
    Qualcuno sa qualcosa di più? Ci sono ricerche pubblicate? Ed intendo dire proposte alla comunità scientifica non messe in internet.
    Questo non per contestare la pericolosità degli inceneritori ma proprio per avere argomenti scientifici con cui portare avanti la nostra idea.

  • Ale

    10 ott 2006 - 16:04 - #11
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    Io non ho altri documenti, ma la maggior parte dei miei amici fa il medico e dopo avergli fatto vedere il filmato mi fanno: beh che c’è di strano, sono cose ovvie??
    Saranno ovvie per un medico, ovvie per un chimico, ma non sono così ovvie per un politico…

  • renato

    10 ott 2006 - 17:42 - #12
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    io sono dell’ idea che tra avere 3 metri di immondizie x le strade e chiudere le scuole come sta succedendo in campania, meglio un termovalorizzatore come prima scelta e poi educare la gente a reciclare e a separe i rifiuti! E che sopratutto al centro sud non si recicla niente non si vogliono i termovalorizzatori e neppure le discariche e della monezza che si fa? la si manda in Germania a bruciare come e successo l’ anno scorso x ripulire la Campania e si ingrassano i tedeschi che rispondono danke visto che x bruciarla la paghiamo a peso d’ oro……!!!!

  • Profilo di DrSlump

    DrSlump

    10 ott 2006 - 17:50 - #13
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    Lo studio sulle nano particelle va avanti effettivamente da anni, e anche la comunità scientifica è a conoscenza dei loro effetti sulla salute.
    Difatti esistono già diversi strumenti che consentirebbero il monitoraggio di tali particelle, tra cui segnalo il LIDAR, oppure il DMS (Differential Moblility Electrometer).

  • Luca B

    10 ott 2006 - 18:09 - #14
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    Per DRSlump, io però non ho trovato un granchè che sia stato fatto con rigore scientifico, sono cose con troppe approssimazioni quelle che fanno capo a Gatti e Montanari. Tu hai qualcosa di altri?
    Io ho provato a cercare ma anche in inglese non ho trovato nulla di interessante.
    Qualcosa forse in altre lingue?
    Se hai qualche sito dove guardare segnalamelo.

  • Cristiano Rosencreutz

    10 ott 2006 - 20:59 - #15
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    certe dichiarazioni sono agghiaccianti.
    vicino a casa mia ne costruiranno due…

  • Profilo di AXE

    AXE

    11 ott 2006 - 08:53 - #16
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    cose ne pensate del problema di napoli ?

  • Luca M

    11 ott 2006 - 10:02 - #17
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    Da quello ke so io non ci sono altre publicazioni oltre alle loro xkè sono loro ke hanno scoperto ke le nanoparticelle passano nel circolo sanguigno anke attraverso l’assimilazione: cioè passano dal sistema digestivo a quello circolatorio, cosa ke prima veniva considerata poco probabile.

    La scoperta è stata loro ed ha avuto molti fondi dall’unione europea, la quale avendone poki a sua volta sceglie attentamente i progetti a cui destinare i fondi.

    Quello ke denuncia la dottoressa Gatti è ke generalmente i dottori non capiscono quali in realtà siano le conseguenze di tutto ciò: questi confondono la presenza normale di minerali (o meglio di ioni minerali ed in quanto tali solubili) con la preesenza di particelle di minerali veri e propri!! E’ un po come confondere dell’acqua satura di sale da cucina (NaCl) con un pezzo di sodio (Na) minerale. Sono due cose molto diverse ovviamente, ma ha affermato in una intervista ke ascoltando diversi medici italiani nn ha potuto fare altro ke constatare la loro scarsa preparazione in chimica.

    Come evidenziato da queste ricerche il problema delle nanoparticelle lo si evidenzia anke a distanza di anni, anke 25-50 anni! mentre la discarica ha effetti più immediati gli inceneritori hanno un tempo più lungo e può dare problemi alla progenie (se la nanoparticella va nel liquido seminale ci sono problemi di malformazione die feti)

    Il fatto ke questi signori siano ascoltati alla camera dei Lord e ke vengano interpellati da americani, tedeschi e francesi forse può far capire meglio l’importanza delle loro scoperte. Hanno anke fatto esperimenti su animali (poki a detta loro xkè sensibili al problema) ed hanno evidenziato ke il 100% degli animali ke sono venuti “a contatto” con determinate particelle ha sviluppato tumori.

    Gli inceneritori producono una immensità di nanopolveri, le discarike sostanze tossike. A mio avviso è meglio una discarica, xkè hai modo di controllarla meglio rispetto all’aria ke dobbiamo respirare tutti..xò sono punti di vista.

    Il problema dei rifiuti nn lo tratto xkè non riesco a capire la portata del problema (la tv distorce la realtà) mi viene solo da pensare a problemi di malavita, ma capisco ke è ingiusto accusare senza avere le basi, quindi taccio =)

    saluti

  • Profilo di gianlkr

    gianlkr

    11 ott 2006 - 10:58 - #18
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    Si, ma non ho capito… alla fine sti rifiuti dove li mettiamo? Ciao!

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    11 ott 2006 - 13:24 - #19
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    Gianluca, energeticamente parlando conviene non produrli proprio i rifiuti!!!

    Se proprio vuoi imballare le cose, che siano biodegradabili, almeno… :-)

  • franco

    11 ott 2006 - 16:06 - #20
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    Si ai termovalozzatori ma per bruciare il pattume organico , per il resto cerchiamo di riciclare il più possibile !

  • ecology

    11 ott 2006 - 21:17 - #21
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    Il termovalorizzatore che brucia il pattume organico sarebbe un impianto a biomassa, ma è un’altra cosa. Il problema dei termovalorizzatori è che “bruciano” di tutto, oltre a plastica, carta e legno, anche metalli vari e purtroppo anche sostanze tossiche di ogni genere dalle vernici agli accumulatori al piombo per fare un esempio, cioè tutto quello che può andare a finire nel casonetto, anche ciò che non dovrebbe. In effetti le ricerche scientifiche dimostrano che gli inceneritori sono la fonte principale di emissione di diossine e metalli pesanti, e questo è riconosciuto in tutto il mondo. E comunque tutto quello che finisce negli inceneritori non credete mica che sparisca nel nulla ! non c’è niente di più assurdo ! infatti dagli inceneritori escono ceneri altamente tossiche. (nulla si crea o si distrugge, ma tutto si trasforma). E poi a sentire parlare il direttore dell’inceneritore di Brescia che dice “le teorie contro gli inceneritori sono sostenute da ignoranza e malafede” fa scoppiare dal ridere !!! la vera soluzione è la reale riduzione della produzione dei rifiuti e il riciclo.

  • micheleps

    11 ott 2006 - 21:46 - #22
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    meglio un po di polveri per aria o il pericolo di inquinare tutte le falde acquifere d’italia?

  • elisabetta

    12 ott 2006 - 10:55 - #23
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    tante parole nn servono …si deve agire al + presto… ki vive a torre del greco e dintorni ( e non solo purtoppo!) lo può dire… si cammina tra i cumuli di rifiuti ke ormai occupano tutto il marciapiede per lunghezze di decine di metri… la situazione è insostenibile! se la soluzione più veloce è il termovalorizzatore ben venga, poi in una situazione più “tranquilla” (risolta l’emergenza) si dovrà cominciare a parlare di raccolta differenziata e impianti per lo smaltimento…

  • elisabetta

    12 ott 2006 - 10:59 - #24
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    e comunque la diossina prodotta dalla combustione dei riufiuti sui marcipiedi fuori casa è più dannosa delle polveri di scarico degli inceneritori che prima di essere immesse nell’atmosfera devono essere depurate della sostanze tossiche…

  • elisabetta

    12 ott 2006 - 11:21 - #25
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    sono daccordo con ki dice ke la vera soluzione è la riduzione del rifuto e il riciclo (che nella mia zone è inesistente!!!) ma come la metti con le tonnellate di rifiuti misti ke già si trovano sulle strade?quelli dove li dobbiamo mettere? non dimentichiamo ke uno dei più importanti campi di innovazione e di lavoro verso tecnologie “pulite” riguarda la RIUTILIZZAZIONE dei rifiuti urbani e industriali. La quantità di tali rifiuti aumenta continuamente ed aumenta, perciò, la domanda di impianti di trattamento. I materiali inviati alle discariche o agli inceneritori potrebbero essere recuperati e riutilizzati… al riguardo ho letto un atricolo molto interessante.. x informazioni vedi vi do il link http://www.minerva.unito.it/Chimica&Industria/MonitoraggioAmbientale/A1/MondoOggetti2.htm

  • Mescal

    12 ott 2006 - 18:28 - #26
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    Non capisco come mai il moderatore ha tolto i miei commenti…

    ne ho scritti 2…

    noi sei capace di rispondere o è stata una svista?

    la libertà di comunicazione è un diritto di tutti

    anche chi come ritiene gli inceneritori, (utilizzati con giudizio) una via possibile per lo smaltimento

    prego al più presto delle chiarificazioni!!!

  • elisabetta

    13 ott 2006 - 22:09 - #27
    0 punti
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    è ovvio ke a nessuno di noi farebbe piacere avere in paese 1 inceneritore ma ormai è diventata l unica soluzione possibile e veloce all’emergenza rifiuti… ovviamente una volta superato lo stato cirtico si dovrà proiettare la gente in un’ottica differente : riciclaggio e riutilizzo nn dovranno essere un’utopia!!! (da me infatti nn esisteno neanke i contentitori x la raccolta differenziata!)

  • Bah

    16 ott 2006 - 19:29 - #28
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    Riciclo totale, riduzione, ragazzi tutto quello che volete.
    E quello che non si puo’ ridurre, riciclare?
    io invito tutti a visitare il sito di silla2 (lo trovate easy con google), un termovalorizzatore alle porte di milano.
    Se notate i valori, nelle giornate di inquinamento pesante, i valori delle particelle inquinanti sono piu’ basse nei “fumi” di silla2 che nell’aria stessa.
    L’impatto ambientale dei termovalorizzatori e’ minimo, minore sicuro di quelli delle discariche.
    Inoltre, per chi non si fosse informato attentamente, i rifiuti inceneriti non sono a casaccio, ma vengono accuratamente preselezionati per ragioni di efficienza da una parte e sicurezza dall’altra.

    Se si vivesse in un mondo ideale, sarei d’accordo con voi nell’osteggiarli. Ma siccome, io almeno, non ci viviamo, forse meglio scendere a compromessi sensati.

    (ogni tono polemico non era voluto, solo mi infastidiscono coloro che parlano senza cognizione di causa)

  • Mescal

    16 ott 2006 - 20:53 - #29
    0 punti
    Up Down

    quoto bah

  • Bah

    17 ott 2006 - 17:00 - #30
    0 punti
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    Brawissimo Mescal :D

    E giusto per dare un tono scientifico, vi posto anche dei link interessanti sia di commenti che di dati e rilevazioni numeriche.
    I link sono presi da siti in Svezia e in Canada (tutti in inglese per fortuna), che sono due nazioni molto piu’ ecoattente di noi.

    http://www.i-sustain.com/learningCenter/Publications/Waste%20Incineration%20-%20DJC%20Article.htm

    http://www.onedayvancouver.ca/news.php?type=3&id=53

    http://www.thestar.com/NASApp/cs/ContentServer?pagename=thestar/Layout/Article_Type1&call_pageid=971358637177&c=Article&cid=1158357012562

    http://www.penguin.ca/nf/Book/BookDisplay/0,,9780143056041,00.html

    http://spacing.ca/wire/?p=1147

    http://www.tomasoberg.com/english/article7_en.htm

  • Mescal

    17 ott 2006 - 18:51 - #31
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    quoto ancora una volta bah

    svezia e canada si che sono avanti

    noi italiani sappiamo solo essere ambientalisti quando ci fa comodo

    l’ecologia è una scienza complessa

    andate a leggere qualche studio serio di ecotossicologia…poi si può discutere

    l’educazione ambientale è importante ma di scientifico non ha niente

    come dice bah non viviamo in Italia, non nel giardino dell’EDEN!

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    18 ott 2006 - 18:31 - #32
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    Il problema degli inceneritori sta nell’inquinamento ke nn viene misurato!

    Solitamente si misurano i PM10, ma più è alta la temperatura più fini sono le ceneri che quindi passano attraverso i filtri dell’inceneritore (xkè un PM0.5 nn riesci a trattenerlo).

    La soluzione al problema rifiuti è solamente quella di utilizzare prodotti biodegradabili x qualsiasi cosa (ricordo l’interessantissimo post di Lumakina sulla lignina utilizzata a mo’ di materiale polimerico al posto della plastica) Questo xkè il ciclo biologico dell’uomo (e ovviamente il ciclo accelerato ke deriva dai suoi consumi) è nettamente superiore del ciclo geologico della materia. L’unico modo è quello di avere del materiale ke può essere prontamente riorganicato (dalle piante o da microorgainsmi, alghe ecc) e quindi riutilizzato: bisogna creare un ciclo accelerato ke possa sopportare il nostro stile di vita.
    Questo ovviamente fino a ke nn ci diamo una smossa e ci comportiamo meglio; è una soluzione tampone, non è certo la soluzione finale.

    Saluti

    PS: nn sono stato a leggere i dati forniti dai siti, e quindi magari vengo smentito alla grande =D

  • sawar

    09 ago 2007 - 16:40 - #33
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    Buongiorno,
    ho sentito parlare di una tecnica di smaltimento rifiuti che mi ha incuriosito parecchio e volevo parlarne. Fermo restando che il riciclo deve essere spinto ed incentivato il più possibile per diminuire a monte il più possibile la quantità di rifiuti, è anche necessario saper gestire il residuo finale, quello cioè che andrebbe in discarica comunque, quello che infine viene definito come CDR (combustibile da rifiuto)… Ebbene i termovalorizzatori usano questo combustibile producendo energia, parecchie emissioni tossiche che se mal gestite sono pericolose perchè escono dagli scarichi ed un tot di residui finali…mi pare un 20% della quantità bruciata. La tecnica che mi ha incuriosito lavora sul CDR stesso ma in un reattore chiuso digerendo senza ossigeno ed a temperature di 600-700°C. Si chiama pirolisi e produce gas combustibili che verranno poi bruciati con meno impatti e produzione di energia sfruttabile. Le emissioni agli scarichi sono molto minori ed i residui solidi vengono vetrificati in un bagno ad acqua trattenendo le impurità quali idrocarburi esausti, metalli ed inerti. Infine questi impianti sono più piccoli degli inceneritori costano meno anche perché producono meno ma meglio. Quindi possono essere acquistati anche da consorzi di province più piccole decentrando la questione dei rifiuti…
    Mi è sembrata una cosa interessante, voi che ne dite?

  • Profilo di evergreen

    evergreen

    26 dic 2007 - 08:40 - #34
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    Benissimo! Continuiamo a volerli questi vulcani antiecologici! Allora sì che i nostri prodotti alimentari saranno tossici. Leggetevi il post di Grillo. NO AGLI INCENERITORI, SI AL TRATTAMENTO A FREDDO DEI RIFIUTI (COMPOSTAGGIO, RICICLAGGIO). L’età degli inceneritori, del carbone, del petrolio, che fa levitare tutti i prezzi, dei fumi DEVE FINIRE, così come è finita l’età della pietra, del rame, ecc. Deve iniziare l’età del rispetto dell’ambiente e dell’ENERGIA PULITA E RINNOVABILE! FOTOVOLTAICO, EOLICO, ENERGIA IDROELETTRICA. Queste sono le vere innovazioni!

  • daniele daniele

    21 set 2009 - 14:59 - #35
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    non capisco questo prolifefare di blog su tematiche energetiche /ambientali gestititi da persone scarsamente preparate in materia. “chilowattora” si scrive kWh, chi scrive kW/h non sa evidentemente di cosa sta parlando. Ciò è dimostrato dal fatto che non ha alcun senso paragonare la quantità di energia (750 kWh) ricavabile da 1 t di rifiuti con quella ricavabile da una superficie di 5 mq di pannelli fotovoltaici. quanta energia elettrica viene prodotta da 5 mq di pannelli? un tipico modulo fotovoltaico monocristallino (es: sharp) da 180 Wp ha una superficie captante di circa 1,3 mq; di conseguenza 5 mq di pannelli corrispondono a poco meno di 5 moduli. la potenza installabile in 5 mq è dunque di circa 180xWp x 5 moduli = 900 Wp (0,9 kW di picco). ad una latitudine di circa 38° (Sicilia), ad una potenza installata pari ad 1 kWp corrispondono in un anno circa 1500 kWh. di conseguenza, i nostri 5 mq di pannelli producono una energia elettrica di circa 1350 kWh/anno. Conclusione: l’energia elettrica ricavabile bruciando 1 t di rifiuti (750 kWh) è pari all’energia elettrica generata da 5 mq di pannelli fotovoltaici in circa 750 / 1350 = 0.55 anni = circa 7 MESI. mancava l’informazione “tempo”, senza la quale il paragone rifiuti/pannelli solari non ha alcun senso.