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Quanto costeranno i cambiamenti climatici

Pubblicato: 31 ott 2006 da lumachina

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Rapporto Stern sui costi dei cambiamenti climaticiI cambiamenti climatici costeranno un sacco. Le stime britanniche dell’economista Nicholas Stern, ex dirigente della Banca mondiale, parlano del 5 % del PIL mondiale (nella migliore delle ipotesi) e del 20% (5,5 trilioni di euro) nella peggiore. Peggio della depressione del ‘29, tanto per capirci.

200 milioni di profughi in fuga dal deserto che avanza, dalle alluvioni di maggior portata e frequenza, dalle coste invase dalle acque dei mari e degli oceani provocheranno instabilità e problemi sociali.

Aspettare il 2010 per il secondo passo del protocollo di Kyoto potrebbe essere poco lungimirante. Nel 2010 (tra meno di 4 anni!) potrebbe essere troppo tardi.


All’Europa viene chiesto di adottare il sistema di «cap and trade», (commercio delle quote di emissione) in cui le emissioni di anidride carbonica vengono fissate a un certo tetto massimo. Se un’azienda vuole inquinare di più deve comprare questo diritto da industrie meno inquinanti, che non raggiungono il tetto. Così, ci si augura, le aziende accelereranno la ricerca di sistemi di produzione meno dannosi.

Al tempo stesso, ai governi viene chiesto di raddoppiare gli investimenti nella ricerca di fonti energetiche pulite. Se agli sforzi dei Paesi che hanno già firmato il Protocollo di Kyoto non si aggiungeranno Cina, India e Stati Uniti (le nazioni più popolose del pianeta), le previsioni più nere si avvereranno.

Non solo gli stati, ma anche i singoli cittadini sono chiamati a fare la loro parte. Il ministro dell’Ambiente britannico David Milliband ha annunciato che nel Regno Unito aumenteranno le accise sulla benzina e sui rifiuti, nasceranno imposte particolari per chi prende l’aereo e per chiunque faccia uso-abuso di mezzi inquinanti.

In Italia siamo messi maluccio, abbiamo aumentato le emissioni di oltre il 13%, invece di ridurle del 6,5%.

Volendo proprio vedere il lato positivo di questa notizia posso attirare la vostra attenzione sulla firma che c’è in fondo al rapporto: quella di un economista, non di un ambientalista. Il fatto di aver dato un costo ai disastri è stato un grande passo avanti. Prima “noi” parlavamo di farfalle e “loro” di titoli in borsa. Adesso parliamo tutti di soldi e di guai. Magari questa volta avremo una vera discussione, non un lancio di accuse contro orecchie di gomma.

» Climate change fight ‘can’t wait’ on BBC
» Stern Review summary
» Sir Nicholas’ presentation
» La notizia nei giornali italiani: Repubblica, LaStampa, CorSera

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6 commenti

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  • Profilo di antonio

    antonio

    01 nov 2006 - 16:21 - #1
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    Non so se siano compresi nel conto dei costi se si verificasse l’ipotesi peggiore, ma 200 milioni di profughi in fuga significherebbero con tutta probabilità lo scatenarsi di guerre.

    I 5-600 clandestini al giorno che sbarcano sulle coste italiane o spagnole diventerebbero 50-60000 al giorno.

    A quel punto vedo impossibile qualsiasi forma di accoglienza di una simile massa di persone….le conseguenze sarebbero tragiche, con provvedimenti tipici solo di situazioni di guerra per arginare l’afflusso…

    Tra l’altro ci sarebbero profughi all’interno degli stessi paesi europei, insomma una situazione insostenibile…che sfocerebbe appunto con tutta probabilità nello scatenarsi di guerre.

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    01 nov 2006 - 22:20 - #2
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    Io pensavo di emigrare definitivamente in Nord Europa prima che chiudano le frontiere.

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    […] L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha pubblicato ieri il primo rapporto annuale sul funzionamento in Italia dei Titoli di Efficienza Energetica (certificati bianchi). Siamo i primi in Europa a sperimentare questo genere di mercato, auspicato anche dal rapporto britannico sui costi dei cambiamenti climatici di Stern. […]

  • ProRinnovabili

    08 nov 2006 - 11:13 - #4
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    […] […]

  • My blog

    28 nov 2006 - 02:00 - #5
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    25 ago 2007 - 13:00 - #6
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