Pecoraro e la riforma ecologista dell'economia

Pecoraro Scanio lancia la riforma ecologista dell'economiaSiamo nella settimana dell'educazione per l'energia sostenibile e il nostro ministro per l'Ambiente Pecoraro Scanio, alla Conferenza nazionale per l´energia sostenibile promossa dalla commissione italiana dell´Unesco, se ne è uscito con un paio di concetti forti: "la sfida del futuro è una riforma ecologista dell´economia.

Se in tutte le sedi internazionali si registra una preoccupazione crescente sul cambiamento climatico (e Tony Blair e Gordon Brown non nascono certo come ecologisti), occorre passare dalla sensibilità alla priorità ambientalista". Bene, ministro, ci faccia vedere una bella finanziaria e ci spieghi per bene chi paga e quali sono le priorità.

Il ministro ha ribadito che la sensibilità non basta più e ha detto che anche Prodi è d’accordo per indire una conferenza nazionale per l´energia entro il prossimo anno, in vista della redazione di un piano energetico nazionale. Bene, sapete che ieri, al convegno sulle fonti rinnovabili indetto dall'INFN si facevano grasse risate di noi, illusi e ingenui che crediamo nelle rinnovabili?

Nel discorso del ministro c'è stato anche spazio per un momento di pratica consapevolezza, dopotutto è già troppo tardi per vedere dei risultati positivi sul clima (in termini legislativi, almeno): "non discuteremo solo di mitigazione, ma di adattamento ai mutamenti climatici che sono già in atto. Siccità, fenomeni climatici estremi, alluvioni sono già aumentati negli ultimi 10 anni".

E a chi chiede quanto costa l’attuazione del protocollo di Kyoto Pecoraro risponde: "quanto costa se si alza di 50 centimetri il livello del mare lungo le coste italiane?"

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