Gli schiavi dei cellulari

estrazione del coltan

L'Italia è il 4° paese col maggior numero di cellulari al mondo. Attualmente sul pianeta terra 2 miliardi di persone sono allacciate alla rete telefonica e si vendono trimestralmente 200 milioni di nuovi apparecchi cellulari. Mediamente la vita media di un cellulare è di 18 mesi negli USA e di 15 in Europa. Notare bene che nella maggior parte dei casi non si cambia cellulare perché si rompe o perché va in tilt. La sostituzione avviene piuttosto perché gli utenti occidentali sono sempre alla ricerca dell'ultimo ritrovato tecnologico e finiscono inevitabilmente per acquistare l'ultimo modello di cellulare solo perché più nuovo e non perché effettivamente ne ha un bisogno effettivo.
Tutto ciò si traduce in un business miliardario (nel senso di euro) non esente da problematiche di tipo etico e ambientale. Ma andiamo con ordine...


Grazie ad un emendamento europeo di qualche anno fa, si è smesso di costruire cellulari con parti elettroniche in piombo (perché tossiche, e altamente inquinanti in fase di smaltimento). Si è pertanto optato per la più salubre casserite (biossido di stagno) che sembra non arrecare problemi alla salute di chi "usa" i cellulari e tutti gli altri apparecchi di elettronica miniaturizzata che si trovano nei negozi. Ovviamente risolvi il problema da noi e qualcun altro dall'altra parte del pianeta ne fa le spese.
Lo stagno insieme ad altri metalli super richiesti dall'industria elettronica occidentale (come il coltan), ha la fortuna (per le grandi corp. e nostra che compriamo i prodotti) e la sfortuna (per chi ci vive) di trovarsi concentrato per il 40% (sul totale dell'intero pianeta) nella Repubblica Popolare del Congo (il coltan si stima addirittura tra il 60 e l'80%). L'industria mineraria in questi luoghi vanta un pedigree di tutto rispetto:

1) Sfruttamento al limite della schiavitù dei minatori

2) Sicurezza sul lavoro paradossale: in molte miniere l'estrazione si svolge in situazioni di costante pericolo di vita per i minatori costretti ad addentrarsi per cunicoli sottoterra e a scavare con mani e (se va bene) qualche utensile

3) Trasporti della materie prime in certe miniere sono a spese degli scavatori (che si fanno i kilometri gratis a piedi con sacchi di 50Kg di pietre sulle spalle)

4) Valore sul mercato medio di 50kg di minerale: 400 dollari. Paga giornaliera di uno scavatore: 5 dollari (quando va bene)

5) I militari gestiscono un vero e proprio racket alternativo di distribuzione dello stagno grazie a furti, violenze e a soprusi nei confronti dei minatori/trasportatori

6) Con i soldi derivanti dalla vendita di questi metalli all'occidente vengono in loco alimentate la corruzione e il commercio di armi (e guerre annesse).

7) L'estrazione spesso comporta la distruzione di interi riserve naturali a discapito dell'ambiente e delle specie animali che vi abitano (come i gorilla)

8) Da alcune ONG sono stati documentati episodi di violenze, stupri, omicidi, torture e arresti arbitrari legati al mondo dell'estrazione di tali minerali

insomma proprio un bel quadretto. E tutto questo mentre noi facciamo le corse per cambiare i cellulari e affolliamo i centri commerciali alla ricerca dell'ultimo gadget elettronico....
Sebbene il problema non sia nuovo alle solite ong e ONU, una vera inversione di tendenza sulla situazione drammatica che accompagna l'estrazione dello stagno nella Repubblica democratica del Congo (e di moltissime altre risorse in tutta l'Africa), non è all'orizzonte, anzi...
C'è chi spera che con il nuovo governo in RDC (ad elezione democratica) le cose cambino. La speranza a rigor del vero resta davvero molto sottile visto l'impegno in tale senso avuto fino ad adesso dal governo provvisorio, guidato dal probabile vincitore del ballottaggio di fine ottobre.

Per quello che riguarda noi utenti invece l'autore dell'articolo (Stan Cox) suggerisce di evitare di cambiare cellulare troppo spesso e comprarlo usato (se possibile). Un tale atteggiamento è, dal punto di vista etico e di logicità di consumo auspicabile (che senso ha cambiare cellulare ogni anno... gli psicologi dovrebbero indagare su queste cose altro che crisi coniugali...). Personalmente non ho però idea di quanto questo tipo di iniziative possa essere utile agli "schiavi" che estraggono questi metalli. Si è infatti registrato in questi ultimi anni un un boom del prezzo di questi materiali. Proprio per questo motivo non ho idea di cosa succederebbe se tale prezzo scendesse a causa di boicottaggi e/o minore domanda da parte dell'industria tecnologica occidentale. Bisogna infatti tener presente che i minatori in un tale scenario (irreale), in cui la domanda venga ridotta, potrebbero venir pagati meno ancora di quello che percepiscono oggi (quando non vengono derubati).
che ne pensate?

Buon dibattito
via | Internazionale

[Pentolaccia]

» su Spiegel si trova una overview visiva (una mappa in pratica) della situazione delle risorse africane e del denaro che vi ruota attorno

» coltan e rischi ambientali su Ecoblog

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