Ecoblog intervista Palazzetti sui Pellet

PelletA causa di un disguido ho aspettato 1 anno per riuscire ad avere un'intervista da Palazzetti noto costruttore di stufe.
L'argomento è ancora il pellet che tanto ancora appassiona i nostri lettori (4482 commenti in questo momento in un post scritto precedentemente).

Non so di preciso chi abbia risposto alle domande, l'email mi è stata mandata da Lorenza Gobbato (che ringrazio vivamente) la quale credo si occupi del Marketing.
Magari la prossima volta intervisto un produttore di pellet, chi si fa avanti?
Lasciamo stare queste inutili chiacchere e leggiamo cosa ci hanno risposto:

A chi consiglierebbe una stufa a pellets?
A quegli utenti che:
- hanno l’esigenza di riscaldare senza essere vincolati all’utilizzo del metano, vogliono un sistema di riscaldamento alternativo a quello tradizionale, ma non hanno la possibilità di stoccare la legna, o non hanno una canna fumaria dalle dimensioni adatte ad assicurare un corretto tiraggio di un focolare a legna tradizionale
- vogliono integrare un sistema di riscaldamento esistente con uno che utilizzi una risorsa rinnovabile sfruttando il completo automatismo di caricamento e di gestione della combustione
- hanno uno stile di vita che li porta a vivere molto tempo fuori casa e hanno quindi la necessità di un impianto autonomo, automatico e programmabile
- vogliono utilizzare una risorsa rinnovabile come la legna (anche se sotto forma di pellet)
- vogliono arredare e rendere accogliente un ambiente con la suggestione della fiamma

Quanto gli italiani usano queste stufe rispetto agli altri paesi europei?
Anche se il dato può sembrare strano noi Italiani siamo uno dei massimi utilizzatori europei di stufe a pellet.

Quanto costa riscaldare con le stufe a pellets? Si risparmia in confronto al metano o altre fonti energetiche?
Anche se il prezzo del pellet è aumentato rispetto agli anni scorsi, si può sicuramente dire che in media l’utilizzo di un generatore a pellet consente un risparmio di circa il 20% rispetto ad un sistema di riscaldamento tradizionale a metano.

Cosa si prevede per il mercato dei pellets? Il prezzo aumenterà?
Il mercato ha solo seguito il boom di crescita della richiesta riferita alle stufe che utilizzano questo materiale come combustibile. Appena la situazione si stabilizzerà anche il combustibile tornerà a prezzi più che accettabili.

Qual è il rapporto tra la richiesta dei pellets e la disponibilità dei prodotti di scarto della falegnameria dai quali viene ricavato?
Il materiale dalle falegnamerie e da altre fonti dedicate è disponibile in quantità elevate, basta che la filiera venga maggiormente valorizzata e il materiale da recuperare per la produzione del pellet venga a prendere la giusta importanza.

E' vero che non tutti i pellets in commercio sono uguali?
Assolutamente si. La qualità di pellet in commercio è molto varia. Ci capita spesso di testare diverse tipologie di pellet.
Tra i parametri più importanti che distinguono un pellet dall’altro annoveriamo:
- tipologia di essenza utilizzata, quindi potere calorifico
- grado di compattezza del pellet
- contenuto di umidità
- qualità della combustione e delle ceneri di combustione

In termini ambientali qual è il vantaggio delle stufe a pellets? Oltre all'ottima idea di usare i prodotti di scarto quanto sono inquinanti i fumi di scarico rispetto ad altre fonti di calore?
L’impatto ambientale delle stufe a pellet è minimo. Con il loro elevatissimo rendimento e le loro emissioni anche dieci volte inferiori a quelle dei camini tradizionali occupano una precisa nicchia di mercato “verde”. Se poi le confrontiamo più in profondità con altre fonti di calore non dobbiamo far altro che ricordarci che bruciamo nient’altro che elementi della nostra natura quindi le emissioni non potranno essere che “pulite” in confronto a combustioni di elementi fossili.
Le biomasse rispettano il ciclo della natura. Grazie al sole con la fotosintesi clorofilliana le piante assorbono l’anidride carbonica dell’atmosfera, recuperano il carbonio utile alla loro crescita e sprigionano ossigeno indispensabile alla nostra vita e a quella del pianeta. I legno degli alberi è un prodotto della fotosintesi, è fatto di carbonio. Bruciando la legna, con una corretta combustione, il carbonio si combina con l’ossigeno dell’aria e produce l’esatta quantità di anidride carbonica che era stata assorbita dall’albero nel suo ciclo vitale. Nulla va sprecato con la legna.

E' vero che queste stufe raggiungono efficienze elevate difficilmente paragonabili ad altre modalità di riscaldamento?
Il fatto di bruciare piccoli cilindretti di legna compressa, con alto potere calorifico, basso contenuto di umidità, unitamente ad un controllo molto accurato della combustione (tot legna + tot ossigeno) e ad uno scambiatore che recupera il massimo calore dai fumi, consente di arrivare a rendimenti altissimi, anche superiori al 90%. I nostri laboratori di ricerca hanno elaborato un sistema esclusivo, la Doppia Combustione, che permette un maggiore rendimento, quindi più calore, con meno emissioni nocive, quindi un calore più sano. Di cosa si tratta? Una parte dell’ossigeno immesso nel focolare alimenta la fiamma, un’altra parte segue un circuito che lo pre-riscalda per provocare una seconda combustione, che brucia il monossido incombusto prodotto dalla prima fiamma, libera ulteriore calore e una quantità di anidride carbonica in equilibrio con il ciclo della natura.

Gruppo Palazzetti

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