Un'interrogazione alla Commissione Europea per salvare la coturnice

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direttiva uccelli

La stagione della caccia non è ancora iniziata (e sarebbe bello non iniziasse mai più …) ma già il tema, in queste giornate afose di luglio, è di estrema attualità. O lo è, almeno, per alcune associazioni (Amici della Terra, Animalisti Italiani, ENPA, Fare Verde, LAC, LAV, Legambiente, LIPU e VAS) che nel mese di marzo scorso hanno diffuso una lettera presso le autorità italiane per indurle ad adottare al più presto piani di gestione nazionali per la salvaguardia di alcune specie di uccelli minacciate: Allodola, Moriglione, Pernice rossa, Coturnice, Pavoncella, Combattente, Canapiglia, Codone, Marzaiola, Mestolone, Moretta, Fagiano di monte, Pernice sarda, Starna, Quaglia, Frullino, Beccacia, Beccaccino e Tortora.

Si tratta di diciannove specie inserite tra quelle di grande interesse conservazionistico (SPEC),secondo la classificazione promossa da BirdLife International. A distanza di oltre 4 mesi, però, non è ancora arrivata alcuna risposta da parte delle istituzioni. Unica eccezione, l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che si è detta disponibile alla redazione di piani di gestione non appena gli enti pubblici avranno deciso di attivarsi. Per il resto, è mancata qualsiasi reazione. Eppure il tempo stringe: l’autunno, infatti, è vicino, troppo vicino per non correre subito ai ripari garantendo la giusta protezione all’avifauna. Ma l’Italia, come al solito, persevera nell’illegalità e si prepara a ricevere le “solite” multe da Bruxelles … Perché, infatti, in questo modo, il Bel Paese viola le norme contenute nella Direttiva Uccelli (2009/147/CE), che impone agli stati membri di adottare tutte le misure necessarie allo scopo di garantire lo stato di conservazione ottimale dei pennuti a rischio.

Mentre le voci delle associazioni si sollevano a ricordare che in assenza di piani di gestione ottimali, l’unico modo per evitare misure “punitive” europee nei confronti dell’Italia sarebbe chiudere la caccia per le 19 specie indicate, Andrea Zanoni (Eurodeputato dell’IDV nonché vicepresidente dell’intergruppo benessere degli Animali al Parlamento europeo) ha chiesto un’interrogazione alla Commissione Europea per venire a capo della faccenda.

A nulla, infatti, sono serviti le sollecitazioni da parte del Commissario all’Ambiente dell’UE Janez Potočnik che, il 25 maggio scorso, ha inviato una nota al Ministro Corrado Clini per avvertirlo dell’inevitabilità delle sanzioni che inevitabilmente ricadrebbero sull’Italia se la prossima stagione venatoria dovesse aprirsi in deroga alla Direttiva Uccelli…

Fonte | agenparlFoto | Flickr

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