Fondi alla ricerca

fondi per la ricerca universitaria

Il parlamento europeo voterà domani gli stanziamenti alla ricerca scientifica nel settimo programma quadro. Nelle bozze, la maggior parte dei finanziamenti sarà destinata all'information technology (con 9 miliardi di Euro), seguono la salute (6), i trasporti (4) e le nanotecnologie (3); le ricerche sull'ambiente e sull'energia hanno ricevuto meno attenzione, con circa 2 miliardi di euro a testa. In totale si parla di 54 miliardi, 4 in più di quelli di cui avevamo dato notizia quando il provvedimento era passato al voto del consiglio.

Il problema e' anche che l'EU finanzia un terzo delle spese di ricerca, gli altri due terzi li dovrebbero mettere i privati. I privati investono in ricerca se possono poi guadagnarci, quindi sarà difficile trovare fondi per ricerche di lungo periodo o senza ricadute economiche evidenti.

Janez Potocnik, commissario europeo alla scienza e alla ricerca, ha detto che ci saranno in media il 40% di fondi in più, rispetto ad oggi, per ogni anno contemplato dal programma, dal 2007 al 2013. La strategia di Lisbona (rendere l'Europa un faro di scienza) richiede che si arrivi a spendere il 3% del PIL europeo in ricerca, entro il 2010.

In Italia, nella finanziaria, i fondi per la ricerca sono a rischio (Rita Levi Montalcini ha protestato apertamente per i tagli vergognosi alla ricerca minacciando di non votare la finanziaria). In campagna elettorale ci avevano promesso di arrivare al 3% entro il 2010. Poi sono scesi all'1,5%. Poi a zero... poi forse a qualche briciola ce la mettono...

Metà delle pubblicazioni scientifiche di italiani sono fatte all'estero, dai giovani cervelli in fuga, che sono pochissimi, rispetto a quelli che lavorano in Italia. L'Italia spende in difesa il doppio di quanto destina alla ricerca.

via | BBC

Green light for seventh framework research programme for 2007-2013

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