Nuovo rapporto di Green Peace: Apple ancora maglia nera

green apple

E’ di questi giorni l’uscita dell’ aggiornamento del discusso rapporto pubblicato da Greenpeace in settembre in cui venivano giudicate le più importanti aziende di elettronica per il loro impegno a garantire una vita (nascita, consumo e morte) eco-sostenibile ai loro prodotti. In questa ultima versione del survey saltano subito all’occhio due cose: alcune delle aziende Motorola, Acer e Lenovo, che erano state bocciate a settembre, hanno affrontato o stanno affrontando i problemi sollevati da Greenpeace. Altre invece non hanno mosso un dito. E tra queste ultime, la regina della pigrizia sembra essere proprio la tanto odiata/amata Apple, sprofondata all’ultimo posto della classifica
con la seguente motivazione: Low scores on almost all criteria and no progress.

ranking

I criteri di indagine alla base dei giudizi espressi da Greenpeace si basano sostanzialmente su due aspetti:


  1. presenza di sostanze tossiche nei prodotti commercializzati

  2. serietà e responsabilizzazione delle compagnie nell’attuare una politica di riciclo e di trattamento dei loro prodotti una volta diventati obsoleti .

Il survey di Greenpeace non si basa dunque su quanto le compagnie inquinino nella fase di produzione, ma su quanto siano pericolosi per l’ambiente e la salute i loro prodotti.
Le informazioni vengono raccolte da indagini, dai dati forniti dalle aziende stesse (nei siti web e comunicati) e da analisi scientifiche operate sui prodotti dalla stessa Greenpeace.
Questo secondo rapporto di Dicembre, in particolare, premia le compagnie che da settembre si sono dimostrate più diligenti e pronte ad affrontare i problemi, e simmetricamente punisce quelle che per pigrizia o insensibilità niente o poco hanno fatto. Apple, tra tutte, sembra proprio essere la più svogliata e discola. Greenpeace sostiene che:


  1. dentro i prodotti della casa di Cupertino ci sono sostanze tossiche e difficilmente smaltibili

  2. che non esiste un programma "globale" di riciclo globale degno di questo nome: negli USA si, in Germania pure, ma in molti altri Paesi come in Italia per esempio no... (una situazione a macchie di "Leopard" ;-) ). Da noi ad esempio si riciclano solo gli imballaggi e il packaging ( vedere per credere)

  3. e soprattutto che (e per questo si è guadagnata la maglia nera) l’azienda californiana in questi 3 mesi niente sta facendo per migliorare la situazione.

La comunità degli Apple users (che è come una specie di setta informatica, raccolta intorno al verbo del think different) ovviamente è già in sobbuglio e si è scagliata contro Greenpeace accusandola di parlar male di Apple solo per farsi pubblicità. Francamente non sembra un alibi decente (e soprattutto serio) dietro cui Apple si possa nascondere. Sarebbe preferibile che invece dalla California si rispondesse con le cifre (se le hanno, cosa che spero) che dimostrano che effettivamente l'analisi di greenpeace è malfatta o non completa.
Sta di fatto che in questo rapporto di amore e odio di Greenpeace con Apple è davvero curioso. Sembra un maestro che bacchetta le mani al suo pupillo che si è comportato male, e, propio perché suo preferito, con lui è più severo rispetto che con gli altri alunni. A Greenpeace infatti sembrano essere grandi fan dei prodotti della mela (come testimoniano le varie campagne e siti web lanciati per sensibilizzare gli utenti apple e apple stessa al problema) e sperano fortemente che la ditta di Steve Jobs si comporti come, se non meglio, delle altre.

[Pentolaccia]

PS: Chi vi scrive è un felicissimo macuser, fiducioso che Apple in realtà stia abbia una strategia rivoluzionaria e (come al solito) supersegreta per affrontare la situazione, che verrà presentata al prossimo keynote.

» Ecco il link al Report di dicembre di Green Peace in inglese e in italiano

» La pagina Environment di Apple

» La discussione parallela sul blog dei nostri cugini di Melablog

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