Gonfia un pallone sulla centrale a carbone

Attivisti di Greenpeace in azione a Porto Tolle per dire no al carbone e chiedere all'Enel e al Governo impegni concreti per ridurre le emissioni di CO2, rispettare gli obiettivi di Kyoto e investire seriamente sulle fonti rinnovabili

Il piccolo e per lo più sconosciuto comune di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, può vantare una gigantesca centrale a olio combustibile che l'Enel vorrebbe convertire a centrale a carbone. Il carbone, come è risaputo, è il combustibile con le più alte emissioni di gas serra in rapporto all'energia prodotta. La nuova ristrutturazione dovrebbe portare ad un mostro ambientale da 1.980 Megawatt e con un'emissione di CO2 di oltre 10 milioni di tonnellate l'anno. Oltre a contribuire all'effetto serra, la centrale rischia di mettere in crisi l'ambiente del parco naturale su cui sorge, che è stato definito patrimonio dell'umanità dall'Unesco.

Per protestare contro la ristrutturazione, gli attivisti di Greenpeace sono saliti stamattina sul tetto e sulla ciminiera della centrale. Un grosso striscione è stato aperto vicino al logo dell'Enel, "Clima Killer". I climber sulla ciminiera stanno invece dipingendo un grande "NO CARBONE".

Chi volesse sostenere gli attivisti che si preparano a passare la notte appesi, può firmare una petizione on line. Ogni 10 adesioni verrà gonfiato un pallone in cima alla ciminiera.

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